Archive for July, 2005

Jul 27 2005

Per Microsoft Apple «non esiste»

Published by news under Computer

NEW YORK - La sede di Apple a Cupertino? Bella. Il problema è che se si prova a dargli uno sguardo dall’alto grazie alle mappe satellitari di Microsoft Virtual Earth il servizio di Bill Gates che dovrebbe fare concorrenza al popolare Googlemap, si rischia di rimanere un po’ delusi. Non è una questione di gusti: gli architetti che hanno progettato il quartier generale dell’azienda creata da Steve Jobs non c’entrano.
Il problema è che mentre Googlemap mostra gli undici palazzi modermi circondati da giardini centro nevralgico di Mac e Ipod , l’analogo servizio di Microsoft esibisce un’ampia area di parcheggio. Per di più quasi deserta. Se poi, per ulteriore verifica, si prova a digitare nell’area indicata per la ricerca di
Il palazzo di Apple esiste. Questa foto aerea lo dimostra
aziende, «Apple Computers», Microsoft Virtual Earth risponde «voce non trovata».
In realtà il caso della sede Apple non è isolato. Anche Casa Bianca e Campidoglio non sono visibili dalle mappe satellitari di Microsoft disponibili su internet. Ma se nel caso delle due sedi istituzionali a suggerire l�occultamento sono ovvi motivi di sicurezza, riesce un po’ più difficile pensare che Microsoft abbia usato la stessa cautela per l’azienda californiana. Insomma, a voler essere maliziosi si potrebbe pensare che per Microsoft la Apple «non esiste». Corriere.it ha poi provato a fare la stessa prova per il quartier generale di Microsoft a Redmond. Strano a dirsi, le immagini “made in Google” e quelle “made in Microsoft” corrispondono e sembrano aggiornate.
LA GIUSTIFICAZIONE - Ma, contrariamente a quando dice un noto uomo politico italiano , non sempre «a pensar male ci si azzecca», perchè Microsoft ha già chiarito l’equivoco, spiegando che il suo servizio di mappe virtuali è ancora nella sua fase-test e che in qualche caso le fotografie sono vecchie. Il portavoce dell’azienda di Redmond ha anche chiarito che sono in corso acquisti di fotografie più recenti di varie parti degli Stati Uniti.
Il servizio mappe di Google, nel caso dell�area in cui risiede la Apple si avvale di fotografie aeree che risalgono all�Ottobre 2002 fornite dalla U.S. Geological Survey.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/07_Luglio/26/apple.shtml

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Jul 26 2005

Ritrovato fallo in pietra di 28.000 anni fa

Published by news under Sesso

ULM (Germania) - E’ la più antica rappresentazione simbolica della sessualità maschile ed è stata scoperta in una caverna in Germania. Risale a 28 mila anni fa il fallo di 20 centimetri di lunghezza e 3 centimetri di diametro, finemente scolpito nella pietra, trovato nella caverna di Hohle Fels, vicino a Ulm. Il prezioso reperto preistorico è stato ricostruito con pazienza da 14 frammenti e la sua straordinaria fattura, la superficie levigata ad arte e le misure vicine alle reali dimensioni di un pene, fanno pensare agli scienziati che si trattasse di un vero e proprio giocattolo erotico dell’era glaciale.

Il professor Nicholas Conard, del dipartimento di ecologia preistorica dell’Università di Tuebingen, ha detto alla Bbc che “oltre ad essere una rappresentazione dei genitali maschili” l’utensile “poteva talvolta essere usato per scheggiare le selci, come dimostrano alcuni segni tipici sulla superficie del fallo di pietra”. I ricercatori spiegano inoltre che la forma inconfondibile dell’oggetto e gli anelli incisi tutt’intorno ad una estremità lasciano pochi dubbi sulla natura simbolica dell’oggetto, che per di più è “finemente levigato e chiaramente riconoscibile”.

Il gruppo di Tuebingen, che conduce gli scavi a Hohle Fels, aveva già trovato 13 frammenti del fallo di pietra, ma è stato solo con il ritrovamento del 14esimo pezzo, l’anno scorso, che ha potuto completare il puzzle della straordinaria scoperta. I pezzi sono stati trovati tutti in un sito, all’interno del complesso delle caverne, dove ci sono numerosi segni sulle attività dei “moderni” esseri umani, successivi all’uomo di Neanderthal.

L’area degli scavi è una delle più importanti dell’Europa centrale e ha fornito migliaia di reperti del Paleolitico superiore. Questo periodo viene comunemente collegato alla diffusione dell’Homo sapiens sapiens, cioè di gruppi umani con caratteristiche fisiche simili a quelle dell’uomo attuale.
Dalle caverne di Hohle Fels proviene anche una figurina di uccello scolpita in avorio di mammut, risalente a circa 30mila anni fa, già riconosciuta come la più antica rappresentazione di una specie animale in Europa.

Simboli fallici in pietra leggermente più antichi di quello tedesco sono stati rinvenuti in precedenza in Francia e Marocco, ma il ritrovamento di Hohle Fels è unico. “Rappresentazioni femminili con attributi sessuali molto accentuati sono numerose in molti siti - ha detto Conard - ma le rappresentazioni di genitali maschili sono rarissime”. Il fallo di Hohle Fels sarà in mostra nel museo preistorico di Blaubeuren in una esposizione chiamata “Arte glaciale - decisamente maschile”.

http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/spettacoli_e_cultura/falgerm/falgerm/falgerm.html

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Jul 21 2005

Meno incidenti se chi guida canta

Published by news under Trasporti

ROMA - Cantare mentre si guida fa bene. Gli automobilisti che si producono in vocalizzi al volante sono più concentrati e meno soggetti ai colpi di sonno rispetto ai guidatori silenziosi. E’ il risultato di una ricerca condotta dalla University of Sheffield, in Inghilterra.

“Cantare mentre si guida stimola non solo la mente, ma anche il corpo, il che sveglia l’attenzione e riduce la fatica”, ha spiegato la dottoressa Nicola Dibben, psicologa presso l’ateneo britannico. “Cantare distrae meno che conversare, perché i guidatori ricordano le parole delle canzoni che già conoscono, e anche perché è facile imparare le parole delle canzoni che spesso sono ripetitive”.

La conversazione, al contrario, oppure l’ascolto di radio parlata, crea maggiore disattenzione nell’automobilista. Per lo stesso motivo, i ricercatori inglesi sconsigliano di impegnarsi in acuti o ritmi complessi, attività, queste sì, che potrebbero distogliere l’attenzione del guidatore dalla strada.

La ricerca è stata condotta intervistando 1.780 clienti di una compagnia assicurativa britannica, la Privilege Insurance. E’ emerso che il 63 per cento dei guidatori che non hanno avuto incidenti negli ultimi quattro anni ama ascoltare musica e cantare al volante, un’attività che, dichiarano, li fa sentire più calmi. La tranquillità sembra essere una componente fondamentale della questione: secondo la dottoressa Dibben, generi di rock pesante, come l’heavy metal, andrebbero evitati mentre si guida, poiché “inducono una maggiore aggressività e uno stile di guida spericolato”.

http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/scienza_e_tecnologia/guidacanta/guidacanta/guidacanta.html

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Jul 20 2005

Sempre più cinesi dallo psicologo: «Una beffa, ora il lavoro è nel nostro Paese»

Published by news under Mondo, Soldi

Il colpo è stato durissimo. Tanto pesante da farli andare fuori di testa. E, per i cinesi, diventare «matti» è un�onta difficile da lavare. Ancora più difficile se poi vivono a Milano. Se eludono la propria comunità per ricorrere ai nostri medici. Se la diagnosi è «delirio di rovina e pensiero di fallimento».
Così, negli ultimi due mesi, quattro cittadini della Repubblica popolare che risiedono nel quartiere cinese, a Chinatown, tra via Paolo Sarpi e dintorni, sono finiti nel reparto di psichiatria del Niguarda: dopo aver rincorso il sogno italiano, fuggendo dalla miseria del proprio Paese, si sono ritrovati senza lavoro. Mentre la Cina è in pieno boom economico. Con un tasso di sviluppo annuo nel primo trimestre di quest�anno del 9,8%, e con una crescita della produzione industriale che ha raggiunto nello stesso periodo il 17,5%.
«Per andare in psichiatria � spiega Emanuela Troisi, psicologa e presidente dell�associazione socio-culturale Alkeos, che si occupa di integrazione cinese e che ha seguito i quattro � vuole dire che dovevano star proprio male. Loro non hanno l�abitudine a usare i nostri canali, ma cercano di gestirsi in famiglia».
E Yontu, meglio conosciuto come Mario, 39 anni, dello Zhejiang, la regione povera a sud di Pechino, ha resistito per otto anni ma è poi crollato e si è fatto ricoverare. A Milano è arrivato nel �97, lasciando a casa moglie e due figli. Un viaggio di tre mesi da clandestino che gli è costato 10 mila dollari. Nel capoluogo lombardo si è rifugiato da alcuni parenti, con l�idea di replicare in grande stile l�attività di fruttivendolo che aveva in Cina. Pensava di pagare tutti i debiti e di diventare importante. Per poi ritornare in patria da protagonista. Come fanno tutti gli immigrati, invidiato da amici e conoscenti. Di fatto, invece, ha concretizzato poco.
Con i guadagni che non sempre hanno coperto i debiti e con i media, magari in modo un tantino propagandistico, che non hanno mai smesso di parlare di «miracolo cinese». Certo, diventare ricchi oggi in Cina continua a essere difficile, ma non è più impossibile. Altrimenti non sarebbero tanto numerosi i ragazzi che la sera affollano i bar del centro di Shanghai, ormai più simili a pub londinesi, che a quelli di Milano.
«Mario, come gli altri tre cinesi che hanno dovuto ricorrere alle cure dello psichiatra�continua Emanuela Troisi � è la punta di un iceberg. L�intera comunità cinese risente della crisi che avvertiamo anche noi. Qui c�è stata una battuta d�arresto, là invece vivono alla grande. Questa è almeno l�immagine che ci propongono. E allora scatta il meccanismo di dire: se fossi lì, al mio Paese, starei meglio, e non avrei perso il legame con la famiglia e con il mio mondo».
Nel quartetto con gli «occhi a mandorla» che ha dovuto poi mettere in atto terapie farmacologiche e proseguire un percorso con il Cps, il centro psicosociale di zona, c�è anche una donna. Nome acquisito Cinzia, 41 anni. E� qui da un anno, senza permesso di soggiorno. L�angoscia di aver dovuto abbandonare il padre anziano e malato, il marito e il figlio di 12 anni, non se l�è mai scrollata di dosso. Durante il viaggio con i «passatori », ha subito il trauma di una violenza sessuale e qui, giorno dopo giorno, ha continuato a sentirsi di nessuna utilità per i suoi e di peso per chi la ospitava. Prima di essere ricoverata al Niguarda, è stata rintracciata dai parenti in un un paesino del Sud. Cinzia vagava sul marciapiede come uno zombie, mentre ripeteva a bassa voce: «Trovare lavoro, trovare lavoro».
«Sono storie terribili�spiega Troisi � che fanno riflettere e che mi portano a fare due considerazioni: da una parte emerge il malessere all�interno della comunità cinese, dall�altra, proprio questo disagio, spinge i cinesi ad utilizzare le nostre strutture sanitarie e quindi ad una maggiore integrazione ».
E pensare che via Paolo Sarpi, il cosiddetto quartiere di Chinatown, era stato scelto dai cinesi negli anni Trenta per le sue caratteristiche popolari e, nel primo dopoguerra, ha fatto da calamita ad altri connazionali che hanno dato il via a una stagione di matrimoni misti. Adesso sono circa 11 mila i cinesi in città recensiti dall�anagrafe. In oltre vent�anni hanno costretto i milanesi a stringersi un po�. Per ritagliarsi delle loro fette di territorio. Non per invadere, ma per convivere. E tra le quattro maggiori popolazioni, compaiono loro. Quelli che, fino al 2003, hanno fatto registrare il più alto tasso di crescita, inserendosi meglio. Non solo: sono di certo gli imprenditori stranieri più attivi in Lombardia.
«Ma adesso�continua Emanuela Troisi � i migliori, quelli che possono e che hanno rapporti significativi con gli italiani, si propongono come mediatori. Creano contatti con il piccolo imprenditore italiano, per fare il business in Cina con lui. Per gli altri c�è il buio e vanno in crisi».
Michele Focarete

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/19/cinesi.shtml

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Jul 18 2005

Gli uccelli "cantano" le suonerie

Published by news under Animali

Il soave canto degli uccelli del Duemila riproduce le suonerie dei cellulari. E’ questa l’ultima stranezza hi-tech svelata da alcuni ornitologi tedeschi della riserva di Moessingen, nei pressi della città universitaria di Tubinga. “Gli uccelli - ha spiegato Richard Schneider del centro Nabu - possiedono da sempre misteriose doti di imitazione e la crescente diffusione dei cellulari non ha fatto altro che risvegliare questa ancestrale caratteristica regalata loro da madre natura”.

Stando a quanto riferito dagli studiosi, in questo senso gli emuli più abili in assoluto sarebbero le taccole, gli storni e le ghiandaie. Attratti dalla facilità di reperire cibo e dall’aumentata presenza di aree verdi anche nelle zone urbane, questi uccelli lasciano sempre più volentieri la campagna per trasferirsi nei centri abitati, dove, attratti e incurisiti dai rumori dell’uomo, non resistono alla tentazione di imitarli.

Ma c’è di più. Sempre più precise e affinate, infatti, le singolari riproduzioni canore dei pennuti riescono ad essere talmente simili agli originali da ingannare anche le orecchie più esperte. “Molte delle suonerie più diffuse si ispirano a loro volta ai versi degli uccelli - ha precisato comunque Schneider - Quindi si può pensare che i volatili le riproducano per richiamare i compagni, per delimitare il proprio territorio o per ingannare altre specie”.

Stiano comunque tranquilli gli amanti delle suonerie polifoniche di ultima generazione. “Per chi sceglie brani pop o top ten d’ultimo grido - assicura infatti l’ornitologo - non c’è alcun rischio di confondere il canto di un uccello con una chiamata al proprio cellulare. Gli uccelli sono imitatori provetti, ma “non riescono a riprodurre melodie troppo complesse”.

http://www.tgcom.it/tgtech/articoli/articolo266964.shtml

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Jul 18 2005

La polizia ordina di cospargersi il capo di cenere come punizioni per aver guardato film a luci rosse

Published by news under Mondo, Sesso

Flessioni in pubblico e atti di contrizione per aver peccato guardando un film a luci rosse: è quanto accaduto in un cinema del distretto di Balasore, nello stato orientale di Orissa, in India. Agenti di polizia hanno fatto irruzione mentre lo schermo proiettava immagini spinte e, dopo aver costretto l’addetto a spegnere il proiettore, hanno acceso le luci in sala, costringendo i presenti a uscire nella piazza antistante.

Oltre 200 persone, tra cui alcuni ragazzini di diciasssette anni, hanno dovuto “cospargersi il capo di cenere” davanti ai loro concittadini, promettendo solennemente di non incappare mai più nella demoniaca tentazione. I minorenni, in particolare, hanno ricevuto una pena esemplare e si sono dovuti inginocchiare di fronte ai loro genitori.

La campagna di moralizzazione, in atto in altre città dello Stato dell’Orissa, colpisce una delle attività più diffuse e redditizie del Sub-continente. Bollywood, la più grande industria cinematografica del Sud-Est asiatico, sforna infatti centinaia di titoli per adulti all’anno.

Sanjeev Panda, ufficiale della polizia, ha dichiarato che tutti i tentativi fatti fino a quel momento per impedire la proiezione di film a luci rosse erano falliti e che non era rimasta altra strada se non quella della punizione del pubblico.

Non sarà certamente un divieto e una esposizione al pubblico ludibrio a scoraggiare gli appassionati “voyeurs” indiani: se non nelle sale cinematografiche, i viziosi all’ultimo stadio potranno sempre gustarsi scenette osé sui videotelefonini, dove le attrici di Bollywood compaiono ad alta risoluzione di pixel e senza veli .

http://www.tgcom.it/mondo/articoli/articolo266966.shtml

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Jul 15 2005

Medicina: Uno studio su tre smentito da altre ricerche

Published by news under Ospedali e sanità

Ordini e contrordini, così vanno le cose in medicina e quel farmaco, che fino a un momento prima faceva bene, ora fa male o quantomeno non è più così efficace.

Uno studio pubblicato questa settimana su Jama( Journal of the American Medical Association), la rivista dell�Associazione dei medici americani, dimostra che almeno un terzo delle ricerche, su terapie farmacologiche e non, vengono successivamente smentite o ridimensionate. Un esempio: milioni di donne in menopausa hanno assunto ormoni per prevenire le malattie di cuore. Poi la ritrattazione: non solo la terapia sostitutiva non riduce il rischio cardiaco, ma può aumentare quello di tumore.

L�analisi ha preso in esame una serie di lavori pubblicati fra il 1990 e il 2003, compresi 45 studi che inizialmente documentavano l�efficacia di una cura. Ricerche successive, in una sorta di revisionismo terapeutico, hanno ribaltato i dati di sette studi e hanno ridimensionato i risultati di altri sette.

«Non è inusuale che anche gli studi migliori e più citati, pubblicati su riviste prestigiose, portino a conclusioni contraddittorie e a volte esagerate » ha commentato l�autore dell�indagine, John Ioannidis, dell�Università greca di Ioannina. Le riviste in questione sono l�inglese Lancet e le americane Jama e New England, le più diffuse al mondo, da cui i media attingono a piene mani per trasmettere notizie a un pubblico assetato di informazione sulla salute, ma sempre più disorientato di fronte a messaggi contrastanti. Ma da dove hanno origine tutte queste contraddizioni? «A volte è un problema di protocollo di studio � commenta Pier Mannuccio Mannucci, clinico medico ed ematologo alla Fondazione Ospedale Maggiore di Milano �. Prendiamo la terapia sostitutiva in menopausa: i primi dati di uno studio di coorte (in cui cioè si osserva nel tempo un gruppo di persone sottoposte a terapia, ndr) avevano evidenziato alcuni benefici, plausibili da un punto di vista biologico, dal momento che con la menopausa viene meno l�effetto protettivo degli ormoni naturali sul cuore. Quando poi sono stati condotti studi controllati (in cui c�è un gruppo che assume la terapia e un altro di controllo che assume placebo, ndr) è venuta fuori la verità: nessun vantaggio, anzi, qualche rischio». Più o meno per lo stesso motivo, l�ossido di azoto si è rivelato inefficace nel ridurre la mortalità in persone con insufficienza respiratoria e una promettente cura con anticorpi contro la setticemia non ha retto a verifiche approfondite. C�è poi il fattore «industria »: a volte quello che ricerche sponsorizzate dalle case farmaceutiche dimostrano (o non dimostrano) viene poi contraddetto da lavori indipendenti. «I contraccettivi di III generazione � continua Mannucci � aumentano lievemente il rischio di trombosi rispetto a quelli di II, rischio che non era emerso da studi sponsorizzati ».

La lista dei casi citati da Ioannidis comprende anche quello della vitamina E nella prevenzione dell�infarto e della posizione migliore per un paziente con trauma.
«La vitamina E � dice Mannucci �, che sembrava efficace nel ridurre il rischio cardiovascolare, non ha retto alla verifica su ampia scala. Per ottenere risultati il più possibile veritieri bisogna spesso lavorare su grandi casistiche».

Ma il problema non riguarda soltanto i farmaci. «Spesso vengono ridimensionate o abbandonate anche terapie che prevedono l�uso di apparecchiature � commenta Pasquale Spinelli, oncologo all�Istituto Tumori di Milano �: un esempio è quello della crioterapia per la cura dei tumori. Sono state comperate centinaia di macchine che poi sono finite in soffitta».
Adriana Bazzi

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/15/medicina.shtml

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Jul 12 2005

Un seno bomba per Kerry Katona

Published by news under Sesso

Avere un seno esplosivo è il sogno di molte donne. E Kerry Katona, ex cantante della band “Atomic Kitten”, non ha mai fatto mistero di aver usato la chirurgia plastica per aumentare il proprio petto. Ma mentre si trovava in vacanza col fidanzato Dave Cunningham, ha avuto una brutta sorpresa: il suo seno è esploso, letteralmente. Ha commentato: “Non è colpa di nessuno, è stato solo un incidente”.

“Gattine atomiche”, mai nome fu più profetico. Peccato che ad esplodere con la forza di una bomba, non sia stata una notizia o un nuovo disco, ma il petto della Katona.”Ero in vacanza con Dave e ho sentito una forte sensazione di caldo”, ha detto dopo la spiacevole avventura la cantante. “E’ comparsa una vescica su una delle cicatrici che ho sul seno”, segno che il silicone era esploso, ha aggiunto.
“Così impara a farsi ritoccare!”, potrebbero dire le malelingue. In realtà, la star 24enne ha tenuto a far sapere, tramite il “Britain’s Heat magazine”, che l’operazione per aumentare il seno non ha reso le sue forme tanto più abbondanti di quanto non fossero in natura. “L’ho fatto solo per tirarle un po’ su”, ha spiegato.

A fare le spese del bizzarro incidente potrebbe essere però il bambino che Kerry Katona sta aspettando. Recentemente Kerry ha infatti comunicato di essere in attesa di un bebè dall’attuale compagno Dave Cunningham. Per lei si tratta di diventare madre per la terza volta, dopo i due figli nati dal precedente matrimonio con Brian McFadden dei “Westlife”. Si sa che con la maternità le forme si arrotondano, ma si spera almeno che la dolce attesa non provochi altre esplosioni fuori programma…

http://www.tgcom.it/gossip/articoli/articolo265953.shtml

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Jul 11 2005

Copiate, diventerete avvocati (a Catanzaro)

Published by news under Italia

Sale nel cielo di Catanzaro un grido d’esultanza: «Giustizia: prrrr!». Ve lo ricordate l’esame per aspiranti avvocati denunciato dal Corriere dove tutti (tranne sei ingenui) fecero riga per riga lo stesso compito? Tutti prescritti: 2.585 su 2.585. Così che quei bravi giovanotti finiti sotto inchiesta potranno dedicarsi senza più ambasce alla materia cui con tanta passione decisero di votarsi: la legge. Indecente, ma previsto. Una candidata che si era lasciata andare in confidenze - «entrò un commissario e cominciò a dettare. Lentamente» - dopo l’esplosione dello scandalo, definito dal presidente dell’Ordine forense Giuseppe Jannello «forse eclatante», ne era sicura: «Non ci possono fare niente».
«Non ci possono fare niente - diceva la ragazza -, perché siamo troppi, in questa storia. Per mettere nei guai noi dovrebbero mettere nei guai un sacco di giudici e commissari. Gli conviene?». Scommessa vinta.
Riassunto? Per diventare avvocato occorre prendere la laurea in giurisprudenza, iscriversi all�albo dei praticanti procuratori, fare due anni di pratica nello studio di un avvocato, frequentare le aule di giustizia per «imparare il mestiere», portare prova di queste frequentazioni facendosi timbrare via via dai cancellieri un libretto e infine passare l�esame di Stato, indetto anno dopo anno nelle sedi regionali delle corti d�Appello.
Esame non facile. Almeno in alcune sedi. Soprattutto al Nord dove qua e là sono stati toccati picchi del 94% di respinti. A Catanzaro no. Per anni, l�esame per diventare avvocato è stato anzi un affare per mezza città: alberghi pieni, ristoranti affollati, villaggi sulla costa che offrivano il trattamento completo: vitto, alloggio e pulmino per raggiungere la sede di esame.
Ovvio: nessuno è mai stato storicamente di manica larga come la commissione di esame catanzarese. Al punto che perfino dopo l�esplosione dello scandalo, nel 2000, furono promosse nella città calabrese tante toghe quante in Piemonte, Val D�Aosta, Veneto, Trentino, Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Sardegna, Liguria, Umbria e Molise messi insieme. E gli arrivi hanno continuato ad essere massicci anche in questi primi anni del Terzo Millennio. Eppure, l�inchiesta sulla terza prova scritta del 1997 pareva davvero aver fatto scoppiare un bubbone tale da rendere impossibile un ritorno all�andazzo precedente. Saltò fuori infatti che su 2.301 partecipanti, quelli che certamente non avevano copiato erano stati in 6. Lo 0,13% di onesti contro un 99,87% di furbi.
Un�inchiesta facile, dal punto di vista dei documenti. I temi erano così identici l�uno all�altro che moltissimi riportavano la parola «precisamente» corretta con una barretta sulla «p» iniziale: «recisamente». Come se qualcuno si fosse corretto dettando la giusta soluzione del tema. La grande difficoltà era sui numeri: già è difficile processare un imputato, in Italia. Figuratevi 2.295.
I giovani magistrati protagonisti dell�indagine, Luigi De Magistris (poi trasferito a Napoli) e Federica Baccaglini (poi trasferita a Padova), una soluzione l�avevano individuata: un bel decreto penale. Cioè una sentenza che colpisse gli imputati (diventati man mano 2.585) almeno con una multa di 3 milioni e mezzo di lire ciascuno. Ipotesi respinta dal capo dell�ufficio Gip Antonio Baudi: troppo poco. Bene, rispose il pm delegato al caso appena gli fu possibile riprendere la palla in mano (dopo mesi e mesi perduti): raddoppiamo a 7 milioni e mezzo. Troppi, rispose questa volta Baudi rimandando tutto indietro.
E via così, col processo che veniva spostato a Messina perché c�entravano altri magistrati e poi tornava a Catanzaro e poi si infognava in 2.585 pratiche e 2.585 ricorsi e 2.585 cavilli e 2.585 eccezioni… E intanto passavano le settimane, i mesi, gli anni… Ed eccoli là: tutti a casa. Immacolati. E neppure vergognosetti, potete scommetterci, per la figuraccia. Così fan tutti… O no?

Gian Antonio Stella

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/07_Luglio/10/avvocati.shtml

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Jul 08 2005

Che la forza del bilancio sia con voi

Published by news under Mondo, Soldi, Televisione e Spettacolo

La contea di Gallatin, nel Montana, pagherà 120mila dollari al proprio responsabile amministrativo perché accetti di dimettersi. I rapporti tra il funzionario e l’amministrazione della contea, da sempre difficili, erano diventati molto tesi dopo che lui si era presentato a una riunione sul bilancio vestito da Darth Vader. Nel suo intervento Randy Kuyath aveva affermato che le forze del male cercavano di ostacolare ogni tentativo da lui messo in atto per migliorare l’efficienza e la produttività dell’amministrazione locale, ma che «la forza è grande in questa contea».
Bozeman Chronicle

http://magazine.libero.it/webbando/spigolature/ne674.phtml

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