Archive for January, 2007

Jan 30 2007

Cinque uomini e un carrello della spesa: la corsa pazza tra le strade di New York

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NEW YORK (Stati Uniti) - Cinque uomini e un carrello della spesa. Una stravagante corsa nella Grande Mela. Si tratta della “Idiotarod” (e già il nome potrebbe dire tutto), una competizione semiseria che si svolge da quattro anni tra le vie di New York City, da Brooklyn a Manhattan, e in cui si sfidano equipaggi composti da cinque corridori e un carrello. Al curioso raduno, sabato scorso, hanno partecipato oltre 500 concorrenti.
SLITTE? NO, CARRELLI - L’evento, partito dall’associazione “Carts of Brooklyn”, ha lo scopo di scimmiottare la più conosciuta “Iditarod”, dieci giorni di gara e oltre 1600 km a bordo degli Sled Dog, ovvero le slitte trainate dagli husky in Alaska. Alla “Idiotarod” di New York invece i cinque concorrenti devono spingere un carrello della spesa (portato da casa) che spesso viene goliardamete modificato.
SFIDA ALLA POLIZIA - La gara si è svolta con -1 gradi di temperatura ed è partita alle due di pomeriggio, da Brooklyn per Williamsburg Bridge. L’arrivo è stato tenuto segreto fino a metà gara, per evitare che la polizia neyworkese bloccasse o addirittura sabotasse il singolare rally, come già successo negli anni scorsi. Ancora prima della partenza il circuito di cinque miglia è stato così modificato da Williamsburg in direzione Manhattan Bridge con l’arrivo nel Queens. I poliziotti questa volta hanno fatto transitare i concorrenti senza intervenire mentre sui marciapiedi della città e per strada centinaia di turisti e i newyorkesi hanno assistito alla bizzarra sfida con i carrelli. Gruppi di ragazzi e ragazze, donne e uomini di ogni età hanno partecipato in massa, dopo essersi iscritti al sito dell’associazione.
COME A NEW ORLEANS - «Sembra di stare al Carnevale di New Orleans», commentano i gestori dei ristoranti del quartiere di Soho, dove è transitata la folla di corridori, riferendosi al famoso e stravagante “Mardi Gras” (martedì grasso) della città della Louisiana. Molti infatti i concorrenti con costumi da Superman, diavoli, da medico, ispirati al personaggio Borat, con unicorni in testa o, anche semplicemente seminudi. Eccentrici pure i nomi delle squadre: «Cobra», «Nausea and Vomiting», «Team DRNK (Deadly Ruthless Ninja Killaz)» o «Lunch Ladies» .
ORIGINALITA’ A TUTTI I COSTI - “Essere il più originale possibile”, una delle poche regole per partecipare. Due gli stop nei checkpoint dove rifocillarsi e far timbrare il biglietto di gara. Al traguardo, oltre alla gloria, il vincitore si è portato a casa anche un premio in denaro. L’edizione 2007 è stata vinta dal team “Colonel Angus” in tre ore e 27 minuti. Premiati infine anche i carrelli più originali.

Corriere.it

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Jan 29 2007

Contro siccità l’acqua delle fogne

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Per affrontare l’emergenza idrica, l’Australia ha deciso di riciclare acqua di liquame e introdurla nella rete potabile. Paura e disgusto tra i cittadini ma il premier del Queensland Peter Beattie ha assicurato che il processo di trattamento, che prevede sette fasi di depurazione, sarà “rigoroso”. Verrà cancellato un referendum previsto in marzo, che avrebbe affidato la decisione alla volontà popolare.

Il calo inarrestabile dei livelli nelle dighe non lascia altra scelta che introdurre acqua riciclata, dal prossimo anno, a Brisbane e nel Sudest del Queensland. “Sono decisioni difficili, ma se non si beve acqua si muore”, ha detto Beattie che ha ricordato come “tutta l’Australia finirà presto per bere acqua riciclata e purificata, come già avviene in altri Paesi”.

Di recente il premier federale John Howard, conservatore, aveva presentato un piano da 6 miliardi di euro con il quale si permette il controllo federale del maggior sistema fluviale del Paese, dei fiumi Murray e Darling che bagnano quattro Stati e che per costituzione sono sotto giurisdizione statale, non federale. La decisione di riciclare i liquami delle fogne gode del sostegno del premier federale John Howard, conservatore, ma non dei governi laburisti degli altri stati.

Opinioni contrastanti
Mike Rann, premier dell’Australia meridionale (capitale Adelaide), lo Stato più gravemente colpito dalla siccità, ricorda come nel suo territorio si usi già acqua riciclata per l’irrigazione ma non per la rete potabile.

Lo Stato del Victoria afferma, poi, di non avere bisogno di ricorrere ad acqua potabile riciclata mentre il ministro per le acque Justin Madden l’opzione migliore è ricorrere all’acqua riciclata per l’industria. “Sono fortemente a favore del riciclaggio. Il premier Beattie ha ragione e sono d’accordo con lui”, ha detto il premier federale Howard.

Le tecnologie
Il processo di trattamento sarà rigoroso. “La tecnologia prevede una combinazione di microfiltrazione, ultrafiltrazione e osmosi invertita”, ha spiegato Beattie. “L’acqua
passera’ per sei o sette fasi di trattamento prima di finire nella diga e poi, come il resto dell’acqua della diga, sarà sottoposta ad ulteriore trattamento prima di arrivare ai nostri
rubinetti”, ha assicurato il premier.

TgCom

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Jan 26 2007

Logo Kosher su dvd a luci rosse, rabbini protestano

JERSEY CITY (Stati Uniti) - Un film a luci rosse israeliano, Assraelis, finisce nel mirino di un rabbino del New Jersey. Il motivo? Sulla copertina del DVD a luci rosse , il produttore Oren Cohen ha utilizzato, senza alcun permesso, la certificazione Kosher, quel bollo che in tutto il mondo certifica che un prodotto alimentare può essere consumato dagli esponenti delle comunità ebraiche.
LA DENUNCIA - Gli avvocati del rabbino Yehuda Rosenbaum, rappresentante della compagnia KOF-K Kosher Certification (un’azienda del New Jersey che si occupa di autenticare con il bollo Kasher prodotti alimentari come carne, grano e latticini) hanno minacciato con lettera di citare in giudizio Cohen e la Tight Fit Productions società di produzione di Van Nuys, California, se la situazione non sarà rettificata «il più rapidamente possibile». Cohen dal canto suo ha dichiarato al sito TMZ.com che trova tutta la faccenda nel suo insieme molto «divertente» ammettendo allo stesso tempo che non ha alcuna intenzione di modificare la copertina del dvd prima dell’uscita della pellicola, prevista la prossima settimana.

LA CERTIFICAZIONE - La certificazione Kosher è un marchio di qualità rilasciato dal rabbino capo della comunità ebraica residente sul territorio a cui appartiene l’azienda da certificare. Il rabbino si reca personalmente una o più volte l’anno presso l’azienda che ne faccia richiesta, supervisiona in maniera scrupolosa e competente le fasi di produzione e di confezionamento dei prodotti, relazionandoli a criteri qualitativi ed igienico sanitari molto selettivi ed esegue un esame generale dell’azienda in questione. Infine rilascia una certificazione di idoneità grazie alla quale è possibile apporre il marchio kosher sull’etichetta dei prodotti. Il marchio riporta, tra l’altro, il nome del rabbino,ulteriore prova della serietà e dell’importanza che tale marchio riveste.

Corriere.it

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Jan 25 2007

L’energy drink di Jimi Hendrix

Published by news under Cibo, Televisione e Spettacolo

L’immagine di Jimi Hendrix su un energy drink. Succederà da aprile e la cosa non piace ai fan del leggendario chitarrista morto a Londra nel 1970 e tuttora un’icona del rock. Il drink evocherà, tra l’altro, il nome della band di Hendrix (Experience) e un suo disco storico (Are You Experienced: sotto, la covepertina): si chiamerà infatti «Liquid Experience».

IL LANCIO - L’operazione commerciale è il frutto di un accordo tra la Beverage Concepts e la Authentic Hendrix, la società di Seattle che detiene i diritti d’immagine su uno dei miti del rock e che progetta analoghe operazioni su abbigliamento, deodoranti per ambienti e perfino decorazioni natalizie. «La Beverage Concepts si è impegnata a realizzare una linea di bibite con lo stesso livello di eccitazione, carisma, sensazione rock’n’roll e con un gusto senza precedenti che è sinonimo dell’immagine di Jimi Hendrix» recita il comunicato, solleticando già i gusti dei potenziali clienti con promesse mirabolanti. Come una bibita possa dare la «sensazione di rock ‘n’ roll» è un mistero e comunque l’operazione non piace ai fan vecchi e nuovi di Hendrix e in generale del rock. «Vedere la sua immagine e le sensazioni che ha saputo darmi ridotte a pubblicità mi dà fastidio» dice per esempio il bassita Michael Balzary (Flea) dei Red Hot Chili Peppers. Ma l’operazione commerciale certo non si fermerà per questi malumori, puntando piuttosto a un pubblico più giovane. Il lancio sarà organizzato con un tour negli Usa e in Europa attraverso il Red House, museo mobile dedicato alla storia del rock.

Corriere.it

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Jan 25 2007

Addio «compagno», ormai è un insulto ai gay

Published by news under Mondo

PECHINO—Frequentare i campus universitari cinesi è rilassante e divertente. Cammini fra i vialetti di parchi fascinosi e leggendari, ti imbatti in dialoghi del genere. «Ciao compagno…» «Tu, compagno, non me lo dici…» «Perché compagno? » «Perché… compagno sarai tu…». Nella lingua parlata cinese il rischio di afferrare in modo sbagliato il tono di una sillaba è sempre dietro l’angolo, per cui meglio affidarsi alle certezze di chi mastica il mandarino alla perfezione. Senza se e senza ma. Del resto, un accento fuori posto trasforma il sostantivo mamma o nel sostantivo cavallo o nel sostantivo canapa o nel verbo insultare. È proprio una questione di sfumaturemasfumature che contano assai: dunque occorre procedere cauti. Nessun fraintendimento.

Questa volta è proprio così: dirsi o darsi del compagno è un insulto o giù di lì. Una brutta cosa. «Compagno…sarai tu». Una breve indagine e si scopre dell’altro. I tempi cambiano e cambiano in fretta. I ragazzi in ogni angolo del mondo sono fantasiosi e sanno inventare un gergo che solo loro capiscono e che solo loro utilizzano. Salvo poi costringere i linguisti ad aggiornare i vocabolari. I ragazzi cinesi hanno inventato l’ultima. Compagno— perdonino i gay per la caduta di stile e perdonino i lettori giustamente sensibili per la volgarità ma qui non se ne può fare a meno — significa, nello slang più slang, culattone o chissà quante altre robacce del genere. Per dirla con il dizionario e in maniera un po’ più accettabile: omosessuale passivo.
Due ideogrammi, una parola tonghzi— pronuncia tonge con la g palatale, un accento sulla «o», una «n» appena pronunciata, e i sinologi puristi perdonino la banalizzazione — un significato che letteralmente in cinese sta per «medesima volontà o medesimo intento» ma che nell’uso comune è «compagno». Durante la grande rivoluzione culturale erano tutti «tonge» per disposizione delle guardie rosse. Mamma mia. Oggi chissà che cosa accadrebbe. La storia di questa evoluzione lessicale in verità è dovuta proprio alla comunità gay che in Cina ha il suo Iraq dovendo combattere contro pregiudizi e cattiverie di ogni sorta. Indagando con curiosità, perché fa un certo effetto sentire l’animosità con la quale i ragazzi evitano di darsi del compagno o se lo danno con lo scopo di mandarsi al diavolo o altre volte semplicemente per prendersi in giro e scherzare, si scopre che alle origini di tutto vi è un festival del cinema omosessuale organizzato niente meno che nel 1989 — una data che la Cina già non ricorda volentieri—a Hong Kong.
Lo ha ammesso l’artista Lin Yihuo al quale è stato chiesto paro-paro: lo sa che la parola compagno è divenuta sinonimo di omosessuale, merito suo? «Credo di sì». Ha risposto lui gentile. «C’era una rassegna e molti temevano di rivelare la loro identità, avevano paura di dichiararsi omosessuali. Allora pensai di stimolarli con una famosa frase del padre della Repubblica, Sun Yat Sen. La frase diceva: la rivoluzione non è ancora riuscita. I compagni devono ancora impegnarsi. Era un modo di coinvolgerli, di aiutarli a superare i timori». Da lì in poi il passaggio è stato breve.
E imprevisto. Ma i ragazzi sono ragazzi, ad ogni latitudine. Dapprima è stata la comunità gay di Hong Kong e di Macao a ricorrere al vocabolo ma con l’intento di sottolineare la gentile attenzione di un amico verso un amico. Dire compagno era come dire, nell’etimologia più autentica: condividiamo il medesimo sentimento. Poi tutto è trasceso. Uscendo dai territori di Hong Kong e di Macao, le ex colonie, «tonge » è stato assimilato dal gergo delle ultime generazioni universitarie e si è trasformato in qualcosa di diverso. Molto diverso.

Corriere.it

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Jan 22 2007

Detective pagati per andare con prostitute

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Singolare strategia della polizia di una piccola cittadina dell’Australia per affrontare il fenomeno della prostituzione. Alcuni detective privati sono stati pagati per avere rapporti sessuali con le prostitute. Il sindaco Nick Ebbeck ha spiegato che si è trattata di una “misura estrema” ma inevitabile. Un metodo che ha dato risultati: grazie alle prove raccolte dagli 007 alcune case di appuntamento sono state chiuse.

Il consiglio comunale di Kuringai, a pochi chilometri da Sydney, negli ultimi tre anni ha versato - secondo il “Sunday Telegraph” - nelle tasche degli investigatori 25mila dollari australiani, pari a 15.320 euro, per fingersi clienti delle lucciole e infiltrarsi nel giro della prostituzione locale.

Un duro lavoro
Un lavoro sporco che qualcuno doveva pur fare, si difendono le autorità australiane. “Siamo stati costretti a ingaggiare investigatori privati per andare a fondo in questa questione e raccogliere tutte le prove necessarie che saranno presentate in aula, in sede processuale”, ha detto il primo cittadino di Kungirai.

Gli 007 hanno registrato conversazioni, filmato in segreto e steso dettagliate relazioni sui risultati della loro missione. Il giro di vite antiprostituzione ha cominciato a dare
i primi frutti: solo nell’ultimo mese due bordelli illegali sono stati chiusi.

TgCom

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Jan 22 2007

Anatra viva dopo 2 giorni in frigo

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Anche le anatre hanno sette vite. Negli Stati Uniti ha fatto notizia il caso di un resistente esemplare “Die hard” - Duro a morire. L’anatra dopo essere stata colpita da un cacciatore e chiusa per due giorni nel frigo di casa, in attesa di essere cucinata, è sopravvissuta all’odissea. La moglie del cacciatore, aprendo il frigo, ha notato che l’anatra era ancora viva.

La donna ha subito chiesto alla figlia di portare l’anatra in un ospedale per animali a Tallahassee (Florida). Qui il resistente pennuto è stato curato da ferite alle ali ed alle gambe. L’anatra Highlander è stata poi stata trasferita in un rifugio per animali.

Le sue condizioni non sembrano disperate. Secondo i veterinari ”ha un 75 per cento di possibilità di sopravvivere”. Tuttavia, dopo le ferite riportate, affermano i medici, non potrà mai più tornare in cattività. Niente più lunghi voli all’aria aperta dunque, ma sempre meglio che finire nel forno.

TgCom

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Jan 22 2007

Dall’Olanda la birra per cani

Published by news under Animali, Cibo

Perché privare il nostro amico a quattro zampe di un goccetto di birra a fine giornata? Certo, non la birra che beviamo noi, perché farebbe solo un danno. Ma un signore olandese, proprietario di un negozio di accessori per animali a Zelhem, ha creato una birra per cani, da estratti di carne e malto. I destinatari, almeno dalle foto, sembrano gradire. La birra, non a caso, si chiama “Kwispelbier”, laddove in olandese “kwispel” significa “scodinzolare”.

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Jan 16 2007

Un giorno in mutande in metrò: «No Pants Subway Ride Day»

Published by news under Mondo, Trasporti

NEW YORK - «Non prendere la vita troppo seriamente». È stato questo il motivo che ha spinto un gruppo di giovani artisti di New York ad organizzare per la quarta volta il «No Pants Subway Ride Day» (che si può tradurre con «Il giorno in mutande in metropolitana»). Per gli organizzatori, «Improve Everywhere», l’iniziativa ha un unico scopo: «Far ridere la gente triste e stressata che prende sempre la metropolitana». Più di 300 newyorkesi (e non solo) si sono fatti coinvolgere da questo curioso raduno. Uomini, donne e ragazzi di ogni età.
GRUPPI DI 25 - I partecipanti sono partiti sabato scorso dalla metro di Brooklyn Bridge City Hall con il treno della linea 6 delle 5 di mattina e si sono poi spostati in gruppi da 25 da una stazione all’altra. Solo quattro le regole per partecipare: non indossare pantaloni o gonne, avere le mutande, comportarsi come viaggiatori qualunque e, se qualcuno chiede spiegazioni, rispondere dicendo solamente «Today I forgot my pants» («Oggi ho dimenticato i pantaloni»). L’iniziativa, che ha avuto ancora una volta un grande risalto sulla stampa americana, è partita nel 2002. Anche questa volta diversi partecipanti sono stati fermati e una trentina sono gli arrestati dalla polizia con l’accusa di «atti osceni in luogo pubblico».
MANIFESTAZIONE RIUSCITA - «Questa, che - a detta dei promotori - dev’essere un’esperienza per i viaggiatori della metrò, è di nuovo riuscita perfettamente. Per noi è come una sorta di missione. Non vogliamo scioccare nessuno. Non vogliamo andare contro nessuna legge. Vogliamo solo che la gente sorrida per una volta e capisca che in fondo siamo tutti uguali», ha detto uno degli organizzatori, Charlie Todd (28 anni). «Per me è stato divertentissimo. Ne avevo sentito parlare anni fa, ma finora ho snobbato questa giornata. Stamattina - mentre mi preparavo per uscire - mi sono detta: i pantaloni? Stavolta non li indosso e, vediamo come reagisce la gente», ha detto Melissa Poles, 31, di Manhattan.

Corriere.it

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Jan 15 2007

Dvd alta definizione: l’hard sceglie l’HD-DVD

Published by news under Sesso, Televisione e Spettacolo

LAS VEGAS (USA) - Potrebbe essere il colpo del ko. Come negli anni ‘80. L’industria dell’hard riunita a Las Vegas per l’AVN, la più importante fiera mondiale dell’intrattenimento per adulti avrebbe scelto quale dei due nuovi formati ad alta definizione supportare con i propri contenuti. Sarebbe l’HD-DVD supportato dalla giapponese Toshiba, a cui si contrappone il Blu-Ray della Sony.
MOSSA DECISIVA - La mossa potrebbe essere decisiva per il successo dell’HD-DVD, rispetto al rivale, come negli anni ‘80, quando il supporto era costituito dalle videocassette, la scelta di supportare il formato VHS della Jvc rispetto al più avanzato sistema Betamax della Sony, fu quello che alla lunga causò la vittoria del primo sul secondo.
Due sono principalmente le motivazioni che spingerebbero i produttori del mondo dell’hard ad optare per l’Hd-DVD. La prima è il minor costo industriale del formato di Toshiba rispetto a quello promosso da Sony. Il secondo invece è di natura strettamente etica. Secondo quanto avrebbe sostenuto a Las Vegas il produttore dell’etichetta a luci rosse «Digital Playground» la scelta sarebbe obbligata per il fatto che Sony non vorrebbe che il Blu-ray venga utilizzato per veicolare contenuti per adulti. Una scelta analoga fu fatta negli ‘80 e provocò la sconfitta del Betamax. Adesso a Sony non resta che sperare nel fatto che ai giorni notti rispetto agli anni ‘80 i contenuti per adulti si diffondono soprattutto on line. E che quindi il peso del mondo dell’hard non sia più quello di un tempo.

Corriere.it

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