Archive for March, 2006

Mar 31 2006

Film a luci rosse non-stop: marito denunciato

Published by news under Sesso, Vita di coppia

Ad Achen, in Germania, una casalinga ha chiamato la polizia per cercare di costringere il marito a smettere di guardare film per adulti. La donna, esasperata, si è rivolta alle forze dell’ordine perché non riusciva a distogliere il marito dalla visione, cui era dedito quasi ininterrottamente. “Niente lo sposta - ha detto - nemmeno se gli offro del sesso vero”. La polizia non ha peròpotuto fare nulla.

Toglietegli tutto tranne il suo… film a luci rosse. E fosse almeno uno solo. Quello dell’uomo di Aachen era invece una sorta di cineforum senza sosta, al punto che alla fine la moglie ha deciso: a mali estremi, estremi rimedi. Così ha chiamato la polizia dicendo piangente che era necessario che una pattuglia accorresse, che era un’emergenza.

Quando i poliziotti sono arrivati si sono trovati di fronte al marito placidamente accomodato sul divano che guardava un film a luci rosse. La donna era disperata per due motivi: non riusciva a distoglierlo in alcun modo e inoltre il volume della televisione era così alto che sicuramente i vicini avrebbero sentito tutto. I poliziotti però non hanno potuto fare nulla, tranne consigliare alla povera casalinga disperata di chiedere aiuto a un consulente matrimoniale.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo303223.shtml

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Mar 28 2006

Beauty farm…a tutta birra

Published by news under Alcool e sbronze

Alla faccia dei detrattori della birra, nella Repubblica ceca è nato il primo centro benessere che sfrutta le virtù benefiche della bevanda al malto nella cura della persona. L’idea è venuta a una famiglia della Chodova Plana, che ha trasformato la cantina di casa in una moderna e lussuosa spa. La birra si rivela particolarmente utile nei trattamenti dermatologici.

La famiglia Chodovar, già proprietaria di una birreria, ha deciso di lanciarsi in un nuovo, promettente, mercato: quello del benessere. A base di birra, però. Di materia prima ne possedeva a fiumi; ha solo dovuto metter mano alla cantina, per renderla un’accogliente beautyfarm.

Ora, dove prima c’erano tinozze e assi di legno, ci sono sette enormi vasche da bagno in stile vittoriano, dove gli ospiti possono nuotare. Non bere: per soddisfare la sete c’è l’angolo bar, che ovviamente serve ottima birra.

Oltre ai bagni, si possono fare dei massaggi rilassanti e comprare cosmetici specializzati soprattutto nella cura della pelle. “La birra può servire a molte cose -dice il gestore Jiri Plevka- ma è indicata soprattutto per i problemi dermatologici”. “La spa si rivolge anche agli uomini che amano tenersi in forma, ma detestano l’ambiente trendy delle beautyfarm tradizionali”, aggiunge Plevka.

Per un weekend dai Chodovar si spendono 80 sterline. Le sessioni base, invece, che prevedono trattamenti con lenzuoli imbevuti di birra, costano 12 sterline.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo302679.shtml

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Mar 23 2006

Usa: a Orlando è allarme guano

Published by news under Animali, Mondo

E’ allarme uccelli a Orlando, in Florida. Secondo quanto riportato dalla tv “Local 6 News”, alcune zone della città, tra Lake Eola e Central Avenue, sono letteralmente sommerse dal guano dei volatili tanto che l’amministrazione locale ha messo cartelli avvertendo del pericolo di deiezioni. Il problema è nato dopo l’abbattimento di alcuni alberi che facevano da rifugio per gli uccelli.

Macchine, panchine, marciapiedi, alberi e anche persone. Nessuno si salva dalla “pioggia bianca” che sta infestando da giorni alcune zone della città della Florida. Una vera e propria pioggia acida e maleodorante. E per il momento non ci sono rimedi: una legge federale proibisce che i nidi degli uccelli siano toccati o disturbati, e con il pericolo che arriva dal cielo l’unico mezzo per salvarsi è quello di battere strade lontane dalle rotte dei volatili. E così l’amministrazione locale ha piazzato alcuni cartelli con una scritta che recità più o meno così: “Attenzione - State entrando in area di pericolo guano”

Tutto è partito dal taglio di un boschetto di cipressi detto “bird island” (l’isola degli uccelli), un isolotto nel mezzo situato nel lago Eola. Una decisione presa perché le deiezioni degli uccelli che si appostavano regolarmente su quegli alberi stavano avvelenando le acque circostanti. Ma come spesso accade “la toppa è stata peggio del buco”. Senza il loro abituale punto di ritrovo, gli animali si sono riversati su alcune zone della città ricoprendo tutto ciò che capitava a tiro. La pellicola ricopre i marciapiedi al punto che questi devono essere ripuliti almeno due volte la settimana.

Alcuni cittadini imperterriti non intendono rinunciare alla loro passeggiata o alla mezz’ora di relax sulle panchine in pausa pranzo, altri hanno alzato bandiera bianca. “Non sedetevi sulle panchina - dice uno di loro - a meno che non siate davvero coraggiosi”. E un altro rincara: “E’ davvero disgustoso”.
L’attacco per il momento continua senza sosta, nonostante un altro residente dica che “da quello che ho potuto vedere su una macchina, dentro di loro non dovrebbero avere più nulla…”.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo301940.shtml

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Mar 23 2006

Inglesi restii a cambiarsi mutande

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Da sempre il british style è esempio di raffinatezza, classe e tradizione. All’apparenza, forse. Uno studio effettuato da una ditta di detersivi ha dato tutt’altro esito evidenziando notevoli carenze nella cura dell’igiene intima da parte dei sudditi di Sua Maestà. Un britannico su 10 ammette infatti di portare gli stessi indumenti intimi per più di tre giorni di seguito e il 4% degli uomini li cambia solo dopo una settimana.

E se questo già non bastasse un inglese su 10 ha ammesso di mettersi gli indumenti intimi al contrario per poterli tenere addosso un giorno di più. E i cattivi odori? Per tutto c’è un rimedio, verrebbe da dire scoprendo che ben il 19% dei maschi britannici inonda le mutande di dopobarba.

Ma la scarsa igiene dei sudditi di Sua Maestà è “compensata” da un buon spirito d’iniziativa. Profumi e mutande capovolte non sempre bastano, specie nell’eventualità di incontri serali che potrebbero portare a situazioni ravvicinate e intime. Per questo il il 3% degli uomini e anche delle donne dice di portarsi in tasca un paio di mutande pulite.

Un ultimo dato, emerge da questo studio che ha riguardato 3000 persone: quasi la metà dei cittadini britannici (ben il 48%) ha ammesso di uscire la sera senza indumenti intimi addosso. Forse, viste le premesse, questo è il dato meno sconcertante.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo302029.shtml

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Mar 22 2006

Laurea in offerta speciale per i dipendenti del Viminale

Published by news under Italia, Scuola

Era dai tempi di Solforio, il personaggio di Alto Gradimento inventore del «pacco operaio, pacco del lavoratore», che non si vedevano offerte simili. Al posto del piumino termico, del set asciugamani o della mitica supposta a tre punte, ci sono ora le lauree facili. Proposte in convenzione come batterie di pentole.
Una sagra di offerte speciali: e in più ti ci metto l’esame di diritto pubblico, più l’esame di statistica e più, mi voglio rovinare, l’esame di diritto privato! Da non perdere la proposta ai dipendenti del Viminale dell’«Università San Pio V»: solo 6 esami, lisci lisci, ed eccoti dottore! Per carità: è tutto formalmente in regola. La nuova legge prevede appunto che gli atenei possano riconoscere agli aspiranti laureandi dei «crediti», maturati facendo per anni un certo lavoro, che rendono loro superflua l’imposizione di un esame. Esempio: si suppone che un impiegato della Ragioneria dello Stato da venti anni addetto a leggere i bilanci si sia fatto col tempo una infarinatura intorno a certi argomenti e ne sappia perfino di più di qualche studente che ha appena dato l’esame.
Fin qui, poche obiezioni. Alzi la mano chi oserebbe contestare un salvacondotto per una laurea agevolata in letteratura a Dario Fo, in storia del teatro a Giorgio Albertazzi o in scienze al paleontologo veneziano Giancarlo Ligabue, protagonista di decine di spedizioni per le maggiori università del mondo e autore di scoperte che oggi portano il suo nome come il Masrasector ligabuei (un creodeonte oligocenico) o l’Araripescorpius ligabuei (uno scorpione cretacico). L’innovazione ha però spalancato una porta nella quale hanno fatto irruzione un mucchio di atenei, spesso gli ultimi arrivati e i più discussi, che vanno in cerca di clienti esattamente come una compagnia assicurativa va in cerca di gente disposta a fare una polizza vita. E va da sé che (sono affari, bellezza…) la concorrenza è spietata e spinge le varie università a offrire le condizioni migliori, i prezzi più bassi, i percorsi più facili bussando di porta in porta come un tempo i rappresentanti della Folletto. L’Università telematica non statale Tel.ma, ad esempio, ha inviato ai sindacati dell’Usi/Rdb-Ricerca, la proposta di una convenzione già compilata in ogni dettaglio salvo un po’ di puntini di sospensione da riempire a cura della controparte. Nessuno però, per quanto se ne sa, ha messo all’amo le esche che ha messo la «Libera Università degli studi S. Pio V», di Roma, nella convenzione firmata con il ministero degli Interni.
Nata nel 1996 con un forte «riferimento ai valori cristiani», guidata dal rettore Francesco Leoni, già docente a Chieti e a Cassino, additata da qualche malalingua come vicina all’Opus Dei e alla ciellina Compagnia delle Opere, la «S.Pio V» ha sede in via delle Sette Chiese (e ti pareva…) ed era già finita sui giornali. Prima per i nomi dei professori via via coinvolti, da Rocco Buttiglione a Salvo Andò, da don Giacomo Tantardini a Ferdinando Adornato. Poi per un convegno sui diritti umani. Convegno che, scartati i lugubri centri congressi moldavi e i cupi alberghi bulgari, venne organizzato nella caliente Avana con estensione a Varadero. E infine per le polemiche sollevate nell’ottobre 2003 da un sontuoso finanziamento: un milione e mezzo di euro l’anno corrispondente, secondo il diessino Walter Tocci che cercò inutilmente di mettersi di traverso, a dieci volte la somma media stanziata per le fondazioni private di ricerca. Così da suonare come un «regalo inspiegabile, ingiusto e offensivo per tutti gli altri». E da spingere Repubblica a bollare l’ateneo come «l’Università miracolata». Poco ma sicuro, altre polemiche scoppieranno adesso. Nella convenzione col Viminale, infatti, la «S. Pio V» offre ai dipendenti del ministero di «Area B» e con «Posizioni economiche B2 e B3» (per capirci traducendo dal burocratese: quelli che una volta si chiamavano gli impiegati di concetto) la possibilità di ottenere una laurea triennale in Scienze Politiche e Sociali facendo soltanto una manciata di esami: elementi di diritto e procedura penale, sociologia della devianza, sociologia dei processi culturali, storia delle relazioni internazionali, psicologia sociale, psicopatologia, geopolitica, pedagogia sociale, sociologia dei fenomeni politici, scienza della politica, diritto internazionale o dell’Ue e infine demografia. Totale: una dozzina di esami.
Di quelli che gli studenti considerano da sempre, a torto o a ragione, «facili». Quelli «dove si chiacchiera». Quelli dove non c’è il rischio di restare impigliati in una definizione testuale, una legge, un comma. E tutti gli altri, quelli più difficili? Abbonati. Ancora più ghiotta, però, è l’offerta agli aspiranti dottori che al Viminale hanno raggiunto grazie ai concorsi interni (più volte bocciati e sanzionati dai giudici, ma inutilmente) posizioni per le quali sulla carta sarebbe stato necessaria la laurea. Come i dirigenti prefettizi, quelli di «Area 1» e quelli di «Area C», vale a dire, molto schematicamente, i funzionari e i vecchi direttori di sezione. A loro, di esami, ne vengono abbonati 18. E che esami! Praticamente tutti, ma proprio tutti, quelli che i giuristi di lingua spagnola chiamano troncales perché costituiscono il tronco di un percorso universitario e mediamente tolgono il sonno agli studenti bravi e volonterosi inchiodandoli al tavolino per un paio di mesi l’uno: dal diritto pubblico al diritto amministrativo, da statistica a diritto privato, da economia politica a diritto costituzionale comparato. Via tutti gli incubi, avanti con gli esami-materasso: sociologia della devianza, sociologia dei processi culturali, psicologia sociale, psicopatologia, geopolitica, pedagogia sociale. Sei prove in totale: bene, bravo, brindisi, lei è dottore. Alla faccia di chi attende da anni i concorsi per occupare i posti destinati ai laureati veri. Per carità: bene così. Purché si abolisca però, come invocano le persone serie, il valore legale dei titoli di studio. E purché ai nuovi dottori venga dato in omaggio, s’intende, un set di pentole antiaderente.
Gian Antonio Stella

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/22/stella.shtml

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Mar 17 2006

Mamma non paga parto, ospedale trattiene neonata

Published by news under Ospedali e sanità

Una neonata di padre palestinese e madre arabo-israeliana e’ stata trattenuta per due mesi nell’ospedale di Gerusalemme Est in cui e’ venuta alla luce, in attesa che i genitori pagassero il conto del parto. A rivelarlo e’ stato il quotidiano israeliano Haaretz. I responsabili dell’ospedale israeliano Moqassed hanno accettato di consegnare la piccola solo dopo l’intervento del ministero della Giustizia, cui i genitori si erano rivolti. Ora il ministero sta decidendo se denunciare la clinica per sequestro di persona. Due mesi fa, la donna aveva dato alla luce prematuramente tre gemelli all’ospedale Moqassed. I piccoli avevano bisogno di un periodo in incubatrice e di cure speciali, ma temendo che il Servizio sanitario nazionale non avrebbe rimborsato le spese, visto che il padre e’ palestinese, la direzione della clinica ha chiesto il pagamento anticipato del conto di 2mila euro. Eppure, in quanto arabo-israeliana, la madre dovrebbe godere a pieno titolo dei diritti di cittadina israeliana. I genitori hanno risposto che non disponevano di quella somma e a quel punto l’ospedale ha dimesso due bambini e ha trattenuto la terza, a garanzia del pagamento. La settimana scorsa, i genitori hanno deciso di rivolgersi al ministero della Giustizia che ha indagato sulla vicenda e ha appurato che “le cose stavano proprio come sosteneva la madre”, ha riferito Eyal Globus, capo dell’ufficio legale del dicastero. La bambina era stata trattenuta, ma non aveva ormai piu’ nessun bisogno di cure. Globus ha trasmesso la pratica al ministero della Sanita’, con la giustificazione addotta dal direttore dell’ospedale. Per il Moqassed, aveva detto, che e’ procedura normale assicurarsi che un debito sia pagato. Con ogni mezzo. Di fronte all’ingiunzione del ministero, pero’, l’ospedale ha finalmente dimesso la bimba.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1345680.html?ref=hprepnews

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Mar 15 2006

Spagna,il 17 maxi-sbronza nazionale

Published by news under Alcool e sbronze, Mondo

Il 17 marzo sarà per la Spagna una giornata ad alto tasso etilico. Quel giorno i giovani del Paese si sono dati appuntamento nelle piazze per una “maxi-sbronza”, detta il “macrobottellon”, per fare festa evitando i prezzi troppo cari dei bar. La convocazione è stata diffusa attraverso sms e email. Le autorità hanno decretato in alcuni casi il coprifuoco e mobilitato un gran numero di poliziotti.

La “maxi sbronza”, ovvero il “macrobottellon” in spagnolo, è evoluzione del “botellon”, cioè dell’abitudine dei giovani di riunirsi di notte a bere ed ubriacarsi, soprattutto durante i fine settimana o nei giorni di festa, nelle piazze delle città per stare insieme ed evitare di pagare i prezzi troppo cari di bar e altri locali. Il bottelon è il bottiglione, rappresentato di solito dal contenitore da due litri vuoto di coca-cola riempito di bevande alcoliche, birra o vino, e utilizzato per il consumo all’aria aperta.
L’iniziativa della maxi sbronza è sorta a Siviglia, in Andalusia, dove il 16 febbraio scorso cinquemila giovani si sono dati appuntamento con messaggi telefonici e email. Da lì si è diffusa in tutta la regione, da Cordoba a Granada.

Le autorità temono però che possa creare seri problemi di ordine pubblico. A Santiago de Compostela, in Galizia, la piazza principale è stata chiusa per evitare che diventasse teatro della megasfida alcolica.

Di fatto però questo progetto nasce in aperta sfida alla “Legge anti sbronza” applicata in alcuni municipi e soprattutto nella capitale, governata dal Partito Popolare (PP, opposizione di centrodestra) e che prevede pene da 300 euro in su per chi beve in strada e che limita la vendita e la pubblicità di bevande alcoliche.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo300783.shtml

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Mar 14 2006

Egitto, marito puzza: lei divorzia

Published by news under Vita di coppia

Abbandonato perché maleodorante: la totale assenza di igiene di un marito poco accorto è stata considerata giusto motivo di divorzio da un tribunale del Cairo. Una moglie esasperata dall’olezzo del coniuge ha infatti convinto i giudici a porre fine a una convivenza insopportabile. “Incontrovertibile incompatibilità di odore” è stata la motivazione della sentenza con cui è stata avallata la richiesta.

Dopo nove anni di vita insieme, tre figli e ripetuti tentavi di convincere il coniuge a lavarsi è stata lei, per una volta, a gettare la spugna. “Ridatemi la mia libertà e non tentate di riconciliarmi con lui. Non sopporto più il suo puzzo”, ha esclamato la signora, insegnante come il marito.

Una vita apparentemente idilliaca, condotta nell’elegante quartiere residenziale di Nasr City, nascondeva un vero e proprio dramma, giocato a colpi di doccia e sapone. Per dare un’ultima chance al marito i giudici lo hanno convocato in aula, ma l’uomo non si è presentato al loro cospetto, facendo sì che la donna ottenesse il meritato divorzio per “incontrovertibile incompatibilità di odore”.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo299880.shtml

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Mar 13 2006

Cina, nudi per il giorno del "si"

Published by news under Mondo, Vita di coppia

Una nuova moda spopola in Cina tra le coppie che convolano a nozze: quella di farsi fotografare nudi il giorno del “sì”. Nel Paese della Grande Muraglia, ancora conservatore nei costumi, sempre più giovani fanno un doppio album di matrimonio, uno ufficiale per la famiglia, l’altro privato dove gli innamorati figurano in abito “adamitico”. Un fenomeno sempre più diffuso secondo la stampa nazionale cinese.

Addio giacche alla Mao Tze Tung, addio abiti tradizionali. Anzi, addio vestiti, almeno per il “grande passo”. La nuova moda sta rimbalzando sulle pagine di gran parte dei quotidiani nazionali. Secondo lo Xin Wenhua Bao (Nuove Notizie Culturali), “molti giovani pensano che farsi fotografare nudi sia un necessario rinnovamento della vecchia tradizione dei matrimoni”. Il fenomeno è stato analizzato in profondità anche da China Radio International, la “voce” della Cina all’estero strettamente controllata - almeno per quanto riguarda i contenuti politici - dai “commissari” del Partito Comunista.

Sarà anche un modo per rendere indimenticabile il giorno delle nozze, ma certo lascia perplessi almeno i non più giovani, cresciuti in una Cina fortemente legata alle tradizioni. “Com’è possibile che fotografi professionisti accettino di fare quaste cose? Perché la autorità non intervengono?”: a chiederselo è stata la madre di una sposa - citata dal Quotidiano della Sera di Xian - città assai conservatrice, nel nord della Cina - scandalizzata dall’aver scoperto che la figlia aveva fatto due serie di foto del suo matrimonio: una per la gioia delle famiglie, l’altra per avere ricordi “senza veli” del giorno in cui ha messo il velo.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo300582.shtml

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Mar 08 2006

Scuole chiuse per maltempo, ma c’è il sole

Published by news under Scuola

L’AQUILA - Scuole aperte, anzi chiuse. Il contrordine del sindaco dell’Aquila ha trovato tutti impreparati: alunni e genitori. E tutto perché il telegiornale di una tv nazionale di ieri aveva annunciato la chiusura delle scuole anche per stamani. Ma si è trattato di un errore nella lettura e il primo cittadino, Biagio Tempesta, ha subito smentito la notizia.

CONTRORDINE - Nessuna ordinanza, fino a ieri notte. Stamani, poi, la sorpresa. Alle 7.40 lo stesso primo cittadino firma l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado cogliendo tutti impreparati. In città, infatti, splende il sole e le temperature non sono particolarmente rigide, né c’è neve per le strade.

DISAGI - Il provvedimento ha provocato gravi disagi alle famiglie aquilane. Bambini e ragazzi, infatti, erano andati regolarmente a scuola ma i loro genitori sono stati richiamati poco più tardi. Solo i docenti sono stati avvertiti in tempo tanto che in quasi tutte gli istituti era presente solo personale ausiliario. Stamani in città non si parla d’altro e moltissimi genitori hanno anche preannunciato una denuncia nei confronti del sindaco. L’ordinanza parla solo di «avverse condizioni meteorologiche». «Resta inteso, stante l’urgenza e la tempestivita» del provvedimento - scrive il sindaco - che i dirigenti scolastici per la data odierna provvederanno all’assistenza dei minori sino al momento in cui i medesimi potranno essere riaffidati ai loro genitori, sino al termine del normale orario scolastico«. L’Associazione per i diritti del cittadino dell’Aquila, che ha già ricevuto numerose segnalazioni, ha preannunciato un esposto alla Procura della Repubblica nel quale chiede di accertare la regolarità dell’ordinanza sindacale.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/08/scuole.shtml

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