Descritto come “l’urlo di mille cadaveri”, il “fischietto della morte” produce un suono che molti descrivono come “il più inquietante del mondo”.

I “fischietti della morte” sono stati scoperti circa 20 anni fa dagli archeologi durante gli scavi in città atzeche, e all’inizio non era chiaro cosa fossero: i ricercatori avevano studiato approdonditamente l’aspetto – a forma di teschio – ma nessuno inizalemnte aveva pensato di soffiarci dentro. Ma quando (un po’ per caso) qualcuno ha provato, le tessere del mosaico sono andate al loro posto.

Oggi gli studiosi spiegano che questi teschi-fischietti erano usati dagli atzechi prima di essere sacrificati agli dei. Il suono avrebbe dovuto agevolare la discesa delle anime nell’aldilà. Per questa connotazione soprannaturale, i teschi sarebbero stati usati anche come arma psicologica in guerra.

L’uso di suoni per accompagnare i defunti non deve stupire: gli atzechi avevno numerosi strumenti insoliti, ciascuno dei quali creato per produrre uno specifico suono da usare per scopi ben specifici. Per esempio, sembra che i suoni fossero usati anche per cercare di curare malattie.

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Il “fischietto” dal suono più orribile del mondo: lo usavano gli Atzetchi in occasione dei sacrifici umani