Se qualcuno vendesse la Luna, probabilmente lo giudichereste un truffatore, e vi aspettereste che la sua attività sia illegale. La Lunar Embassy Corporation ha venduto appezzamenti di terreno di Luna, Marte e Venere a circa 3,7 milioni di acquirenti, dal 1980 ad oggi. Il titolare, Dennis Hope, rivendica anche una autonomia giuridica, creando un proprio governo nel 2004.

Luna

I giuristi sono concordi sul fatto che le sue rivendicazioni territoriali sono nulle dato che nessuno può essere proprietario di corpi celesti o rivendicare risorse poste nello spazio, in base al Trattato sullo Spazio Extra Atmosferico definito nel 1967, in modo analogo a come non è possibile rivendicare il mare o gli oceani (per la parte di acque internazionali, almeno).

Hope però dice di avere richiesto l’autorizzazione alle Nazioni Unite, e di non avere ricevuto risposta: questo secondo lui varrebbe come tacito assenso. In ogni caso il suo “stato” non aderisce alle Nazioni Unite, né ha firmato il Trattato del 1967 e quindi le sue pretese sono perfettamente valide, perché il trattato secondo lui al massimo si applicherebbe alle nazioni e non agli individui. “La posizione del Governo Galattico non è quella di allontanarsi dagli altri governi. Vogliamo solo essere accettati e riconosciuti, in modo da collaborare costruttivamente” ha dichiarato Hope.

I giuristi non concordano su questo cavillo: in quanto cittadino americano, Hope sottostà alle leggi americane, e quindi anche al trattato siglato dagli USA.

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L’uomo che vende la Luna