Archive for February, 2006

Feb 28 2006

Per i Mondiali, la casa chiusa più grande d’Europa

Published by news under Sesso, Sport

BERLINO � Quando il Frauenrat, il Consiglio federale delle donne tedesche, ha chiesto alla nazionale di calcio di patrocinare la sua campagna «Cartellino rosso per la prostituzione coatta», un solo giocatore, il portiere di riserva Jens Lehmann, ha dato la sua adesione, salvo a ritirarla dopo qualche giorno. La tiepida reazione dei giocatori di Juergen Klinsmann rispecchia il profilo basso, o meglio l’indifferenza della Federcalcio tedesca, che ha respinto i numerosi inviti a dare un segnale forte contro lo sfruttamento del sesso mercenario, non ultimo quello lanciato dall’ex ministra per la Famiglia, Renate Schmidt, spiegando di essere sommersa da richieste di patrocinio e sponsorizzazione. Mancano poco più di tre mesi all’inizio dei Mondiali di calcio. E la Germania si prepara ad accogliere oltre 3 milioni di tifosi nelle dodici città che ospiteranno l’evento. «Il mondo ospite da amici», recita lo slogan degli organizzatori, che nulla hanno trascurato per ingentilire, rinnovandolo, il mito dell’efficienza teutonica: stadi stellari, nonostante qualche difettuccio emerso qui e là; trasporti potenziati e puntualissimi; nuovi e comodi alberghi per ogni tasca; programmi culturali, cortesia e disponibilità. Ma i tifosi e gli appassionati che verranno a seguire le imprese di Ronaldinho, Nedved e compagni, troveranno ad attenderli anche un esercito di prostitute, pronte a lenir l’onta della sconfitta o a glorificar con loro le gioie della vittoria. Batterà la diciottesima edizione della Coppa del Mondo di calcio ogni record in materia di meretricio? Beh, le premesse ci sono tutte.

E la domanda non è per nulla retorica, in un Paese come la Germania, che dal 2001 ha legalizzato la prostituzione, riconoscendola come normale attività di lavoro e trasformando le lucciole in soggetti fiscali a pieno titolo, con diritto alla mutua e alla pensione. Secondo stime ufficiose, ci sono oggi circa 400 mila «lavoratrici del sesso» operanti nei sedici Laender federali, con un giro di 1 milione di clienti al giorno e un volume d’affari calcolato intorno ai 14 miliardi di euro l’anno. Il mondo a luci rosse ha già fiutato l’affare. Si inaugurano nuovi bordelli, per tutti il già celebre e sterminato Artemis, tremila metri quadrati su quattro piani con piscina, sauna, sale per massaggi, ristorante e cinema, aperto alcuni mesi fa a meno di un chilometro dall’Olympiastadion di Berlino. «La più grande casa chiusa d’Europa», dichiarano orgogliosi i suoi proprietari. Esagerati o meno, a pieno regime la maison vedrà operative un centinaio di signore. Ma i luoghi come Artemis, dove tutto sarà nei termini di legge, non bastano. Neppure il più grande mercato europeo dell’antico mestiere sembra in grado di soddisfare il plus di utenza, che si verificherà durante le quattro settimane dei Mondiali. Una cifra è sulla bocca di tutti.

Quella che fa parlare il settimanale Der Spiegel di «una vera orgia»: almeno 40 mila nuove professioniste sbarcheranno in qualche modo in Germania in vista del 9 giugno, data d’inizio dei Campionati. E tutte o quasi saranno gestite da sfruttatori senza scrupoli o da centrali internazionali del traffico di esseri umani. Vera o irrealistica che sia la stima, così temono le organizzazioni per la difesa delle donne, le Chiese cattolica e protestante, esponenti politici di destra e di sinistra, preoccupati che la grande kermesse si riveli irresistibile calamita per prosseneti di ogni risma e provenienza. Paure confermate dall’Interpol: «In occasione dei grandi avvenimenti sportivi, le reti della prostituzione internazionale organizzano strutture specifiche». E il Bundeskriminalamt, l’Fbi tedesca, precisa che «è difficile distinguere tra prostituzione legale e illegale». Del lancio di un’iniziativa europea di informazione si occuperà in marzo il Parlamento della Ue: si tratta, spiega la Commissione per i diritti delle donne, «di informare sportivi e tifosi su prostituzione coatta e traffico illegale». La mobilitazione del movimento femminista e dei cattolici ha però trovato fin qui scarso riscontro. Detto dell’insensibilità della Federcalcio, nessuna campagna ufficiale di sensibilizzazione è prevista dai Laender o dal governo federale, secondo i quali basteranno le misure di sicurezza già approvate. La linea delle città è al momento piuttosto quella di prendere atto. Così, il Senato di Berlino prevede la distribuzione gratuita di 100 mila profilattici, accompagnati da un volantino in inglese, con dieci regole di buona condotta per i potenziali clienti: siate cortesi, lavatevi, non bevete troppo, eccetera. Con buona pace dell’illegalità.
Paolo Valentino

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/02_Febbraio/28/germania_sesso.shtml

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Feb 27 2006

Usa, donna uccisa davanti a chiesa, ma i fedeli non interrompono la funzione

Published by news under Mondo, Religione

Una donna di 18 anni è stata uccisa e la sua bambina è stata ferita davanti a una chiesa battista di Detroit, dov’era in corso una funzione domenicale. I fedeli hanno chiamato i soccorsi e la polizia, ma hanno continuano il loro rito perché - hanno detto - “eravamo qui per pregare”. L’omicida, che ha agito forse per una disputa familiare, si è poi sparato per sottrarsi alla polizia.

E’ accaduto domenica mattina, secondo quanto riferisce la stampa locale, nella chiesa battista missionaria Zion Hope, di Detroit. Kevin Lorenzo Collins, 24 anni, identificato da testimoni oculari, ha ucciso la ragazza e la figlia; poi, nella fuga, ha ferito un’altra persona che cercava d’impedirgli di prendere la sua auto. Si tratta di un uomo sui 50 anni, ora ricoverato in gravi condizioni. Collins si è sparato un colpo in testa quando è stato braccato dalle pattuglie della polizia. La bambina, invece, se la caverà in pochi giorni.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo298396.shtml

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Feb 23 2006

Roma vibratori venduti in farmacie comunali

Published by news under Ospedali e sanità, Sesso

ROMA - A Roma sono stati posti in vendita vibratori nelle farmacie comunali. L’iniziativa è il frutto di un accordo tra un’azienda produttrice di profilattici e la Farmacap, l’Azienda farmasociosanitaria capitolina, e prevede l’esposizione e la vendita di massaggiatori intimi femminili della linea «Play». Di effetto lo slogan dei prodotti: «It’s time to change your toys»(È ora di cambiare i tuoi giocattoli), stampata su una foto che ritrae alcuni animaletti di pelouche. Ma non tutti i farmacisti sono d’accordo. Recentemente si è svolto un incontro con il direttore generale della Farmacap, Marco Orgera, nel corso del quale gli esercenti hanno espresso la propria opinione. In particolare alcuni di essi ritengono che la farmacia non sia un luogo adatto alla vendita di questo prodotto e ravvisano un rischio di perdita di credibilità professionale.
IN ANGOLI NASCOSTI - Il prodotto è stato esposto per obblighi commerciali, ma non è stato messo in evidenza. «Finora non abbiamo avuto nessuna richiesta», ha detto il direttore di una farmacia. «Solo un ragazzo ha comprato un anello vibratore per fare uno scherzo a una sua amica. Stiamo registrando un calo anche nella vendita dei profilattici della marca in questione, che ora sono molto più nascosti di prima. Un bambino infatti, attratto dagli orsetti sulla copertina dei depliant, ha chiesto spiegazioni alla mamma. Così abbiamo deciso di toglierlo dal bancone. Forse non siamo ancora un Paese pronto ad accettare la libera vendita di articoli che la maggior parte delle persone associa a un sexy shop».
L’azienda produttrice ha spiegato che i suoi vibratori, realizzati in collaborazione con un’agenzia di design ed esperti sessuologi, non intende associarsi ad articoli da sexy shop e precisa che il prodotto verrà venduto solo nei canali farmaceutici o della moda.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/02_Febbraio/23/vibratori.shtml

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Feb 19 2006

"Fumo" scadente, sporge denuncia

Published by news under Droga

A suo dire è stato vittima di una truffa. Come negarglielo? Ha pagato per avere hashish e si è trovato in mano pessima erbaccia. Così è andato dalla polizia e ha denunciato la frode subita. Salvo poi finire lui stesso in manette per possesso illegale di droga. Hans-Juergen Bendt, 52, di Darmstadt, voleva invece essere risarcito delle 270 sterline pagate per la dose.

La merce era stata pagata regolarmente, e pure profumatamente. Il contenuto non rispettava però le promesse, quindi il suo valore doveva essere risarcito al cliente. Funziona così per qualsiasi acquisto. O quasi: non per quello di Hans-Juergen Bendt, 52, di Darmstadt, vicino a Francoforte, che si è rivolto alla polizia per avere indietro i soldi per una partita di hashish rivelatasi, a suo dire, “pessima erbaccia”.

Quando è andato alla stazione di polizia per fare denuncia, ha ricevuto una brutta sorpresa. La seconda: gli ufficiali hanno archiviato la frode organizzata ai suoi danni, e lo hanno arrestato per possesso illegale di droga.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo296936.shtml

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Feb 13 2006

Viagra fai da te: matita nel pene

Published by news under Sesso

Farà il giro del mondo la notizia proveniente da Belgrado non per l’importanza quanto per l’effetto ridicolo che scatena: Zeljko Tupic è stato ricoverato d’urgenza dopo che, per prevenire i suoi problemi erettili, si è inserito una matita nel pene. Durante la notte di sesso, però, “l’attrezzo” è andato a conficcarsi fino alla vescica obbligaando il povero Zeljko a chiamare l’ambulanza.

I medici sono stati costretti ad operare d’urgenza. E quando il paziente è risultato fuori pericolo hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e farsi anche una risata. Zeljko ha confessato ai chirurghi di avere avuto in passato problemi di erezione. E dato che quella sera aveva un appuntamento galante con una nuova fiamma non voleva fare brutta figura.

Ecco dunque l’idea, che non sarà certo catalogata tra le più brillanti della storia: infilarsi una matita nel pene per mantenere l’arto rigido. Tutto bene all’inizio fino a che il povero Zeljko si è accorto che qualcosa non andava. Nell’amplesso la matita aveva iniziato a risalire su per l’uretra andando a conficcarsi fino alla vescica. I dolori lancinanti hanno costretto la coppia a chiamare d’urgenza un’ambulanza.

“Tupic ha detto di non sapere dell’esistenza di farmaci come il Viagra - ha detto il dottor Aleksandar Milosevic al quotidiano Kurir -. All’inizio aveva anche negato di essersi infilato qualcosa nel pene, ma poi i raggi X hanno chiarito tutto. In futuro - conclude il medico - Tupic proverà la pillola blu prima di mettere mano all’astuccio e provare con qualche altro oggetto di cancelleria”.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo296295.shtml

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Feb 07 2006

In un esperimento cucinato un uovo con due telefonini

Published by news under Scienza e Tecnologia

Anche chi è negato in cucina non potrà più dire «non so nemmeno cuocere un uovo»: non serve infatti essere pratici con pentole e fornelli per prepararsi un bell’ovetto, basta semplicemente avere a disposizione due telefoni cellulari e la frittata � è il caso di dirlo � è fatta! Dalle pagine del satirico Wymsey Chronicle arriva infatti l’incredibile notizia che alcuni membri della comunità virtuale online di Wymsey sono riusciti a cucinare un uovo utilizzando solo due normalissimi telefonini. Su quelle stesse pagine è pubblicata l’originale ricetta per preparare la pietanza, redatta in uno stile che sta a mezza via tra quello dei ricettari di cucina e i consigli di Art Attack. Il tutto mescolato con un pizzico di ironia e cinismo.
LA RICETTA - Apprendiamo così che per lessare l’uovo è sufficiente collocarlo in un supporto di quelli che si usano per mangiarlo alla coque (purché non sia di acciaio o altro metallo), posizionarlo a un centimetro di distanza dalle antenne di due apparecchi radiomobili sistemati orizzontalmente uno di fronte all’altro, quindi mettere in comunicazione i due telefoni tramite chiamata. Dopodichè bisogna accendere lo stereo, o la radio, e alzare il volume a un livello tale da permettere a uno dei due cellulari di trasmettere la musica all’altro. Infine è necessario attendere più o meno tre minuti (a seconda della maggiore o minore potenza delle emissioni elettromagnetiche degli apparecchi usati), e voilà! Ed ecco quindi che - al costo variabile di qualche euro (corrispondente al costo della chiamata, calcolato in base al piano tariffario utilizzato) e a dispetto di tutte le ricerche che dimostrano come l’uso del telefonino non sia affatto dannoso per il nostro cervello - l’uovo è finalmente servito. L’unico modo per sapere se si tratta di leggenda oppure (orrore!) di realtà, è sempre il solito: provarci. E chi lo sa, magari - trafficando in cucina, cellulare alla mano - qualcuno scoprirà che con i telefonini cosiddetti clamshell (quelli fatti a conchiglia, per intenderci) si possono preparare ottimi toast.

Alessandra Carboni

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/02_Febbraio/07/uovo.shtml

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Feb 06 2006

Rocco Siffredi fa la pubblicità alla patata

Published by news under Sesso, Televisione e Spettacolo

La «patatina» tira ancora. Lo spot che aveva visto protagonista Maria Teresa Ruta torna a far parlare di sé. Perché il lato ironico e «doppiosensista» dello slogan non solo non è stato edulcorato, ma addirittura cavalcato con decisione, nonostante, pare, le perplessità del produttore della patata fritta in questione, all’inizio esitante ad abbracciare con decisione la linea tracciata dai suoi consulenti pubblicitari.
Linea che prevede come testimonial nientemeno che Rocco Siffredi, il più famoso attore hard italiano.
Il nuovo spot è stato girato a Buones Aires e vede un Rocco in vestaglia di seta e occhiali d’oro stile Hugh Heffner, boss di Playboy, attorniato da modelle bellissime mentre declama le «doti» della patatina. La pubblicità sta andando in onda su reti Mediaset. Il claim, manco a dirlo è: «A chi piace la patatina».

06 febbraio 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/02_Febbraio/06/rocco.shtml

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Feb 02 2006

Un supercomputer per calcolare le tasse di Bill Gates

Published by news under Computer, Mondo

Quanto paga di tasse Bill Gates? Visti gli importi delle entrate del magnate dell’informatica, secondo quanto riferito dall’ufficio imposte statunitense, la risposta può darla soltanto un supercomputer. L’enorme ricchezza accumulata dal fondatore di Microsoft è talmente grande che gli esattori delle entrate americani hanno deciso di dedicare uno speciale pc solo ai suoi conti.

Il problema principale, ovviamente, è di calcolo. “Devono usare un computer solo per me - ha detto Bill Gates in riferimento al suo conto aperto con il fisco - Quando pago le tasse, i computer normali dell’ufficio imposte non possono gestire tutti quei numeri con facilità”. Scrutando tra i numeri e i business del boss del colosso di Redmond, gli esattori spesso vanno a caccia di irregolarità ed entrate sospette.

“A volte gli uomini del fisco pensano che abbia fatto qualche evasione - ha spiegato Gates - e poi si scusano, semplicemente perché non riescono a ricordarsi che tutti i miei conti sono in questo computer, messo apposta per me”. Stando alla speciale classifica di Forbes, il fondatore di Microsoft vanterebbe un patrimonio totale di circa 47 miliardi di dollari. Forse troppo per le calcolatrici dell’ufficio imposte americano.

http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo294692.shtml

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Feb 02 2006

Benvenuti nel falsissimo mondo dei reality

Published by news under Televisione e Spettacolo

NEW YORK - Le frasi sono scritte in anticipo. Gelosie e amori completamente inventati ed interi episodi pianificati nei minimi dettagli e a tavolino. Benvenuti nel falsissimo mondo dei reality show, le cui bugie, trucchi ed inganni sono esposti per la prima volta in un�inchiesta pubblicata sull�ultimo numero del settimanale americano Time, che è andato dietro le quinte dei reality show più popolari per carpirne tutti gli «sporchi segreti». «I dettagli sull’imbroglio che è la reality tv stanno diventando sempre più pubblici», scrive Time, «perché gli autori si stanno rivoltando contro i network, refrattari ad ammettere che i loro reality show hanno un copione e una trama». «Nei titoli di coda, le tv ci definiscono story editor o segment producer», spiega uno sceneggiatore, «impedendoci così di iscriverci al Sindacato Scrittori, che ci garantirebbe uno stipendio più alto, assistenza medica e benefici».

Todd Sharp, sceneggiatore del reality show per single in cerca di amore The Dating Experiment (Abc), confessa di aver modificato le parole di una partecipante per farla apparire innamorata di uno dei suoi spasimanti. «Lui non le piaceva affatto», racconta Sharp, «ma il programma così non sarebbe stato interessante. Così abbiamo tagliato e ricucito la scena, inserendo, dopo la domanda �chi ami?� il nome del ragazzo che le avevamo fatto registrare in precedenza». Questa tecnica, nel mondo del reality tv, si chiama «frankenbiting» ed è all’ordine del giorno. «Paris Hilton l’ha usata regolarmente durante il suo reality show The Simple Life», spiega Time. Jeff Bartsch, sceneggiatrice freelance sul set di Blind Date, rivela gli altri metodi nascosti per «creare una storia». «Se un incontro amoroso è risultato piatto o noioso, gli addetti al montaggio lo correggono, inserendo scene eterogenee che spacciano come un�unica sequenza». Un esempio? «Ricordo il primo piano di una coppia annoiatissima e priva di feeling: lui era stato filmato da solo al tavolo, lei mentre aspettava in fila alla toilette. Ma poi le due scene sono state ricomposte, per farli apparire infelici insieme».

In odore di frode anche Laguna Beach (Mtv) che ha come protagonisti i ricchi teenager di Orange County in California ed è basata sul triangolo amoroso tra LC e Kristin (due ragazze) e Stephen (il loro amico). Il problema? «Nella realtà non esisteva alcun flirt», dice un editor che vuole rimanere anonimo, «quindi i produttori hanno assunto il ruolo di cupido, attraverso il montaggio delle immagini».

Sarah Kozer, una delle partecipanti di Joe Millionaire, programma simile a The Bachelor in onda sulla Fox nel 2003, sostiene che i produttori hanno falsificato una scena in cui era andata a fare una passeggiata dietro un albero con il single dello show, Evan Marriott, per farla apparire «come se avessimo fatto sesso orale». «I produttori hanno aggiunto la frase “è meglio se lo facciamo sdraiati che avevamo pronunciato la mattina e in un contesto diverso», si lamenta la Kozer, «la sceneggiata non avrebbe potuto essere più falsa e prefabbricata».

Che effetto potrà avere questo scandalo sui rating televisivi? «Meno di zero», replica Time che ha svolto un sondaggio in cui solo il 30% degli interpellati crede che i reality show siano veritieri mentre più della metà dice che «l’accuratezza non è un fattore importante nella nostra decisione di guardarli».

Alessandra Farkas

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/02_Febbraio/02/farkas.shtml

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Feb 01 2006

Scrive a tute le "Sabine" del Belgio

Published by news under Viaggi, Vita di coppia

L’aveva vista a una festa durante una vacanza a Cuba ed era rimasto folgorato. Solo che non le aveva chiesto il numero di telefono. E così, dopo il ritorno a casa, in Canada, non riuscendo a dimenticare la ragazza che aveva conquistato il suo cuore, una belga di nome Sabine, un giovane ha iniziato a spedire lettere a tutte le Sabine del Belgio. Ne ha inviate 3700. E alla fine è riuscito a trovarla.

Una storia d’amore a lieto fine. Complice anche una radio. La storia del giovane canadese che cercava in tutto il Belgio la sua Sabine ha fatto, infatti, in breve tempo il giro del Paese e una radio belga ha deciso di approfondire la vicenda.

Ai microfoni della radio, il ragazzo ha raccontato la festa a Cuba, ha descritto Sabine, ha pregato chiunque la conoscesse di farla mettere in contatto con lui. E’ successo. Il caso ha voluto che quel giorno un familiare di Sabine ascoltasse il programma alla radio. Al conduttore il giovane canadese ha lasciato il suo indirizzo e-mail. Ma dubitava che Sabine gli avrebbe scritto.

E invece è andata proprio così. La ragazza, stupita da quello che il suo amico canadese aveva fatto per rintracciarla, lo ha subito contattato. E lui è subito partito per il Belgio.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo294535.shtml

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