Non sempre “nuovo” vuol dire “migliore”: capita a volte che prodotti innovativi non abbiano successo nonostante siano supportati da una campagna di marketing aggressiva e forti investimenti. Ecco i 10 casi più curiosi.

JooJoo

JooJoo

By El Carlos – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11070493

 

JooJoo era un tablet basato su Linux, sviluppato a partiere dal 2008 da Fusion Garage. All’inizio, Fusion Garage stava lavorando con Michael Arrington per commercializzarlo come CrunchPad, un tablet pensato per essere low cost e raggiungere nuovi segmenti di mercato, ma nel novembre 2009 Fusion Garage ha deciso che avrebbe venduto il prodotto da solo, ed Arrington ha risposto presentando una denuncia contro Fusion Garage. Si capisce come la situazione fosse “complessa” già prima che il prodotto arrivasse sugli scaffali.

Quando le vendite sono iniziate, le cose sono addittura peggiorate: JooJoo è stato universalmente stroncato per la modesta durata della batteria e per la qualità dell’interfaccia. Ma a decretare il fallimento sono state le dimensioni, che a dir poco si prestavano poco alla portabilità: 18,9mm di spessore, larghezza 324.5mm e altezza 199mm, per un peso di 1,1 kg. Un anno e mezzo più tardi Fusion Garage è andata in liquidazione.

Sinclair c5

sinclair c5

By Prioryman – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35368168

Il Sinclair c5 era un veicolo elettrico a batteria lanciato nel Regno Unito nel 1985. Si tratta di un veicolo a tre ruote a pedali (a pedalata sdraiata), assistito da un motore elettrico da 250 W con comando al manubrio. Il suo aspetto è quello di un veicolo uscito da un b-movie di fantascienza dell’epoca, e che puntava sul rispetto dell’ambiente e sull’economicità.

Tuttavia non ebbe il successo sperato: alla fine il c5 era poco pratico per i consumatori a causa della bassa velocità, la scarsa resistenza agli agenti atmosferici (specie in un clima piovoso come quello britannico) e lo scomodo sistema di controllo hanno portato a recensioni negative e vendite scarse e, infine, alla cessazione della produzione a meno di sette mesi dal lancio, facendogli guadagnare la fama di uno dei più grandi flop di marketing dell’industria britannica del dopoguerra.

Palm Foleo

Palm Foleo

By Thom Cochrane from Auckland, New Zealand – palm_foleo_50_hi2 uploaded by Kozuch, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3926749

Il Palm Foleo era un computer subnotebook annunciato da Palm nel 2007 e cancellato appena tre mesi dopo. Doveva servire da compagno per gli smartphone dell’epoca, in particolare la linea Treo di Palm. Il dispositivo era dotato di wireless Bluetooth e Wi-Fi, ed ilsoftware integrato comprendeva un client e-mail che doveva essere in grado di sincronizzarsi con il client Treo E-Mail, il browser Web Opera e la suite per ufficio Documents To Go. Il client però non inviava né scaricava la posta tramite la connessione Wi-Fi, permettendo la sincronizzazione solo tramite lo smartphone associato.

A seguito di una moltitudine di recensioni negative da parte della critica e un drastico calo delle entrate della società di fronte alle guerre degli smartphone, Palm ha annullato lo sviluppo di Foleo nel settembre 2007, con l’amministratore delegato di Palm Ed Colligan che annunciava che la società avrebbe rimesso il suo focus sul suo prodotto principale di smartphone e computer palmari. Palm però soffriva sempre di più la nuova concorrenza nel settore degli smartphone, e alla fine è stata acquisita acquistate dalla Hewlett-Packard nell’aprile 2010.

Ironicamente, subito dopo l’annullamento dello sviluppo di Foleo, una generazione di subnotebooks chiamato netbook, simile a Foleo per dimensioni e funzionalità, ha raggiunto il mercato. Se fosse stato rilasciato, il Foleo sarebbe stato il primo dispositivo della categoria.

Betamax

cassette betamax

Di Tomasz Sienicki (tsca), CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1449

Molto prima della lotta tra Blu-ray e HD DVD, c’è stata la prima guerra tra i formati home video con la competizione Betamax contro VHS.

Betamax è arrivato sul mercato alcuni anni prima del VHS, e da molti era considerato tecnicamente superiore rispetto a quest’ultimo. Oltre ad uina migliore qualità dell’immagine, le cassette erano anche leggermente più piccole.

Fu però il VHS a diventare lo standard di fatto, cancellando di fatto Betamax dal mercato. Tra i fattori di successo la maggiore durata ed economicità delle videocassette VHS e il fatto che JVC concesse i diritti di sfruttamento del VHS ad altre aziende.

Fire Phone

fire phone

Di Frmorrison di Wikipedia in inglese, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42535534

 

Il Fire Phone è uno smartphone progettato e sviluppato da Amazon, che ha segnato l’ingresso di Amazon nel settore degli smartphone, seguendo il successo del Kindle Fire. Fire Phone era basato sul sistema operativo Fire OS, sviluppato da Amazon come derivato di Android.

Si trattava di un telefono innovativo, grazie a particolari quali sensori integrati nella scocca che permettevano di riconoscere volti e movimenti, nonché di di riprodurre nuovi effetti in 3D.

Nonostante un’interesse iniziale, le vendite però sono state sotto le attese: secondo alcuni commentatori, a giocare contro il successo del telefono anche il fatto che il sistema operativo FireOS fosse una versione di Android “depurata” delle app di Google.

Apple Maps

Il 19 settembre 2012, Apple ha lanciato il suo servizio di mappe per iOS, sostituendo Google Maps come servizio di mappe predefinito per i sistemi operativi Apple. Anche se, a differenza di altri casi che abbiamo presentato, Apple Map è ancora attivo e ha risolto molti dei problemi iniziali, il lancio iniziale si è dimostrato un grande boomerang per Apple.

Al lancio iniziale, infatti, il servizio di mappe ha ricevuto una grande quantità di critiche da parte di utenti ed esperit per indicazioni errate, mancanza di supporto per gli utenti dei trasporti pubblici e vari altri bug ed errori. Addirittura, numerosi governi hanno iniziato a mettere in guardia gli utenti da imprecisioni potenzialmente fatali: ad esempio, in un parco australiano dove le temperatura raggiungevano livelli pericolosamente elevati,le mappe di Apple portavano in un posto in mezzo al nulla a 60km della destinazione prevista, con il rischio di rimanere bloccati.

Blockbuster Total Access

negozio blockbuster

By Ildar Sagdejev (Specious) – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4856862

Non tanti anni fa, Blockbuster era il gigante del noleggio di film e dvd. Ma le sfide poste da internet, ancora prima che lo streaming di film diventasse cosa comune, ha messo in difficoltà la multinazionale.

Blockbuster Total Access è un servizio introdotto nel 2007 come strategia contro Netflix, imitando quello che era il primo servizio offerto da Netflix (tramite il quale gli utenti potevano prenotare film via internet, ricevendoli direttamente a casa tramite il servizio postale).

Tramite Blockbuster Online era possibile noleggiare un DVD online e riconsegnarlo ad un negozio Blockbuster, dove poteva ricevere gratuitamente un nuovo film. La campagna ha avuto successo, ma l’operazione era in passivo: la sperranza era che avrebbe attratto abbastanza nuovi abbonati per coprire la perdita. Il programma è rapidamente fallito: un importante fattore sarebbe stato che la maggior parte dei partner Blockbuster indipendenti (la rete di negozi era infatti basata su franchise) hanno rifiutato di onorare il servizio, ed un importante franchise ha persino portato la società in tribunale affermando che Total Access violava gli accordi contrattuali.

Philips CD-i

Console CD-i

Il Philips CD-i (abbreviazione di Compact Disc Interactive) era un lettore multimediale multimediale interattivo lanciato da Philips nel 1991. L’idea era di offrire più funzionalità rispetto adun lettore CD audio o console di gioco, ma a un prezzo inferiore rispetto a un personal computer del tempo dotato di un’unità CD-ROM. I risparmi erano dovuti alla mancanza di un’unità floppy, tastiera, mouse e monitor (utilizzava infatti un televisore standard) e meno software del sistema operativo. “CD-i” si riferisce anche allo standard Compact Disc multimediale utilizzato dalla console CD-i, sviluppata da Philips e Sony.

Nonostante gli sforzi di Philips e la partecipazione di molti altri produttori (Magnavox, LG, Digital Video Systems, Memorex, Grundig, Sony , Kyocera, NBS, Highscreen e Bang & Olufsen), il sistema non si diffuse sul mercato. Il problmea sarebbe stato che i team di sviluppo dei videogiochi non avevano una vera e propria formazione da game designer., e i contenuti quindi non erano di qualità sufficiente per conquistare il pubblico.

Zune

zune

Di Bkwparadox – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4315076

Anche Microsoft ha avuto i suoi flop commerciali. Il più famoso è certamente lo Zune, che doveva essere un concorrente di iPod. Microsoft aveva creato una intera linea di prodotti multimediali, che includeva un lettore multimediale, un client software e il negozio online Zune Marketplace. Zune Zune non ha avuto il successo sperato nonostante recensioni positive (all’epoca, era il primo dispositivo in grado di scambiare dati via rete wi-fi), e nel frattempo iPod aveva creato quasi un monopolio nel settore, che non è stato scalfito da strategie di marketing e compatibilità software che non si sono rivelate all’altezza delle aspettative.

Microsoft non ha neppure commercializzato Zune in Europa, e l’azienda ha abbandonato il progetto nel 2011, fatta eccezione per il servizio Zune Marketplace, rimasto attivo fino al 2015.

Google Glass

Google Glass

Di Antonio Zugaldia – https://www.flickr.com/photos/azugaldia/7457645618, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21621427

La “realtà aumentata” è un trend di cui si parla molto, ma il primo dispositivo pensato per questa modalità innovativa di interazione è stato un clamoroso flop. Parliamo di Google Glass: il prodotto consumer (che per la verità era comunque considerato sostanzialmente un progetto di ricerca e sviluppo) è stato lanciato al pubblico nel 2014. Il costo però non era certo popolare: 1.500 dollari più le tasse. Questo fattore, unito ad applicazioni ancora poco evolute ed interazione non del tutto confortevole, cui si sono aggiunte preoccupazioni per la privacy e la sicurezza che l’uso del sistema avrebbero potuto provocare, hanno decretato l’insuccesso di Google Glass, spingendo nel 2016 Google a chiudere il progetto “consumer”. Resta invece attivo il progetto rivolto ai professionisti.

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