Quando Sayed Asadullah Poya, un insegnante di 28 anni di Kabul, in Afghanistan, ha deciso di battezzare suo figlio “Donald Trump”, sperava che il nome gli avrebbe portato fortuna. Finora, però, ha reso la vita molto più difficile per tutta la famiglia, e il futuro non sembra troppo promettente.

La moglie di Sayed, Jamila, ha dato alla luce il loro figlio nell’agosto 2016, quando il milionario americano Donald Trump era impegnato nella campagna presidenziale negli USA. Non era però l’ambizione politica di Trump che affascinava la giovane maestra, quanto piuttosto il suo acume negli affari. Aveva appena finito di leggere una traduzione di “Trump: How to Get Rich”, un libro del 2004 dell’ex stella di The Apprentice, e dopo aver visto un insolito ciuffo di capelli biondi su suo figlio, ha pensato di dargli come nome “Donald Trump”. Sfortunatamente, la ragazza avrebbe dovuto pensarci meglio.

Ho fatto molte ricerche su di lui e questo mi ha motivato a scegliere il suo nome per mio figlio”, ha detto recentemente Poya ai giornalisti. “Ho amato la sua personalità. Pensavo che fosse il migliore in economia e bravissimo in politica. Ho pensato ‘Questo è un grande uomo.’ Mi è piaciuto il modo in cui quando decide che vuole qualcosa e poi va e lo ottiene”.

Gli stessi genitori di Sayed erano furiosi con lui per aver dato al ragazzo un nome non musulmano, e l’Imam locale ha pèssato un intero sermone a parlare di questo, definendo il nome un insulto alla loro religione. Sayed ha dovuto anche abbandonare la famiglia dei genitori, con cui viveva nell’Afghanistan centrale, all’epoca, perché suo padre si era stancato di sentire il nome americano del ragazzo ogni giorno, lasciando il lavoro e trasferendo la famiglia a Kabul.

Ogni giorno la situazione peggiora“, ricorda Poya. “Ogni giorno in casa, quando chiamavo mio figlio Trump, mio padre si arrabbiava sempre più fino a quando alla fine non ce l’ha fatta più a tollerare

Ma anche nella capitale le cose non sono andate molto meglio. Un giorno, un gruppo di persone arrabbiate ha chiesto al padrone di casa di Poya di prendere a calci lui e la sua famiglia come punizione per aver dato al suo ragazzo un “nome infedele”. Altri lo hanno accusato di cercare di ottenere il favore del Presidente degli Stati Uniti per migliorare le sue possibilità di ottenere asilo negli Stati Uniti, cosa che Sayed nega con veemenza.

L’uomo e sua moglie hanno dovuto rendere privati i loro profili di Facebook dopo essere stati letteralmente bombardati da insulti e minacce. Sayed ammette di sentirsi intimidito e di temere per la sicurezza della sua famiglia, ma non ha intenzione di cambiare il nome di Donald Trump.

Un nome è un nome”, disse l’uomo, aggiungendo che il ragazzo potrà cambiarlo quando cresce, se lo desidera. “Ma ora è la mia decisione, e ho deciso che è il nome è Trump”.

 

 

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La strana storia del bambino afgano battezzato “Donald Trump”