Top 10

I 10 “fail” più clamorosi nelle pubbliche relazioni

facepalm classico

Philip Morris presenta uno studio dove spiega che le morti a causa del fumo sono un beneficio

sigarette

Nel 2001 la filiale ceca della multinazionale del tabacco Philip Morris ha pubblicato uno studio che mostrava come le morti a causa del fumo siano in realtà un beneficio per le casse degli Stati, perché permettono di risparmiare sui costi legati alle pensioni.


Per quanto i dati siano reali e dimostrati, comprensibilmente molti non hanno apprezzato la quantificazione monetaria del valore della vita umana. Alla fine Philip Morris ha dovuto scusarsi, ammettendo che lo studio presentava un “inaccettabile mancanza di rispetto per la vita”.

[The Telegraph]

Uber fa “il crumiro” in una protesta contro Trump

taxi

Anche Uber non è nuova a gaffe nelle pubbliche relazioni: a gennaio 2017, i tassisti dell’aeroporto di New York avevano incrociato le braccia per protesta contro il “Muslim ban” introdotto da Trump e in solidarietà con due iracheni che erano stati trattenuti in aeroporto. Uber però, anziché supportare la protesta, ha annunciato che avrebbe calmierato i prezzi dei viaggi verso l’aeroporto.

Le intenzioni di Uber erano forse buone, per evitare speculazione da parte di chi avrebbe potuto chiedere cifre folli per un passaggio, ma la cosa è stata recepita come un tentativo di “neutralizzare” lo sciopero dei taxi: molti utenti hanno cancellato per protesta l’app di Uber, e l’hashtag “#DeleteUber” è diventato trending su twitter.

[CNN Money]

 

Campagna pubblicitaria di Calvin Klein fa scattare indagine per pornografia minorile

telecamera

Le campagne pubblicitarie per l’abbigliamento sono giocano spesso sull’impatto visivo e l’aspetto “sexy” è spesso al centro dell’attenzione. Una campagna di Calvin Klein nel 1995 è finita al centro delle polemiche (forse un po’ eccessive), per il taglio che voleva essere di tipo “real tv” ma alcuni hanno accusato l’azienda di avere fatto qualcosa al confine con un “film porno amatoriale con minorenni”. Calvin Klein si è giustificata dicendosi “stupita per il fraintendimento”, ma ha dovuto ritirare la campagna e il dipartimento di giustizia USA ha avviato un’indagine per verificare che tutti i modelli fossero maggiorenni.

Bonus: nella pubblicità appare anche l’italiana Eva Grimaldi.

[Buzzfeed]

Pepsi sfrutta le marcia per i diritti umani per farsi pubblicità

protesta

Una pubblicità di Pepsi con protagonista la modella Kendall Jenner che partecipa ad una (probabilmente finta) marcia di protesta, e dove lei esce dal corteo per offrire da bere ad un agente di polizia è stata ferocemente criticata, accusata di banalizzare i movimenti di protesta come “Black Lives Matter” e per come rappresenta le relazioni tra manifestanti e polizia. Alla fine Pepsi ha dovuto ritirare la pubblicità.

[Mashable]

United Airlines trascina un passeggero fuori dall’aereo a forza

aereo United Airlines

È uno dei casi più recenti di pessima gestione delle Pubbliche Relazioni. La storia la conoscete tutti un 69enne è stato trascinato a forza fuori da un aereo (ferendolo nell’operazione) per fare posto a del personale di United Airlines per il quale non c’era posto nel volo.

A finire sotto accusa non solo il personale che ha compiuto l’operazione, ma in generale la politica dell’overbooking praticata dalla compagnia. Soprattutto, poco convincenti sono risultate le scuse dei manager, e United Airlines ha avuto un crollo in borsa.

[Adweek]

 

Le risposte di BP ad uno dei peggiori disastri ambientali della storia

incendio deepwater horizon

Nel 2010, l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon ha ucciso 11 lavoratori e versato nell’oceano 4,9 milioni di barili di petrolio (quasi 800 milioni di litri). A peggiorare le cose, il comportamento dell’amministratore delegato Tony Hayward che cercava di sminuire l’accaduto, con dichiarazioni che hanno irritato molti: ad esempio, ha sostenuto che la perdita era “molto modesta rispetto alle dimensioni dell’oceano”. Le foto che sono circolate di lui a divertirsi sul suo yacht proprio durante i giorni cruciali della crisi non hanno aiutato.

[The Guardian]

Catena di negozi lancia pubblicità che “invita allo stupro”

pubblicità bloomingdale

Nel 2015, la catena Bloomingdale ha lanciato una campagna il cui slogan era “Your Best Friend’s Eggnog When They’re Not Looking” (“Correggi lo zabaione della tua migliore amica mentre non guarda”). A peggiorare le cose, il fatto che raffigurasse una modella che rideva ed un uomo che la guardava serio alle spalle. Molti hanno criticato il fatto che fa passare il messaggio che cercare di approfittare di una donna ubriacandola o drogandola è una cosa accettabile, dato che sembra proprio questo l’oggetto della campagna. Inevitabilmente, la catena ha dovuto ritirare la pubblicità e scusarsi.

[AdWeek]

 

Concessionario cinese sfrutta bambino rapito per pubblicità

auto

Nel 2013, un bambino è stato rapito in Cina, quando il SUV in cui dormiva è stato rubato. La cosa è finita in tragedia: un uomo ha poi confessato di avere strangolato il bambino e sepolto nella neve.

Un concessionario della Provincia di Jilin ha pensato bene di approfittare la cose, segnalando come le Buick che vendevano erano dotate di GPS che permettevano di localizzare il veicolo e di immobilizzarlo da remoto, accompagnate da foto che mettevano assieme le auto vendute con il bambino scomparso.

Come è facile indovinare, le reazioni non sono state positive, e anche la casa madre è dovuta intervenire per scusarsi con il pubblico e con la famiglia del piccolo.

[Brand Channel]

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