Vi sarà capitato almeno una volta di ricevere una e-mail e domandarvi se chi l’aveva scritta dicesse sul serio, oppure era in qualche modo ironico o sarcastico. Tre ricercatori americani hanno condotto una serie di esperimenti per analizzare il sarcasmo e in generale le emozioni nelle email.


Senza l’aiuto di “segnali paralinguistici” quali gesti, accenti e intonazione, può essere difficile per trasmettere emozioni e tono attraverso la posta elettronica, e i cinque esperimenti suggeriscono che questa limitazione è spesso sottovalutata, così che le persone tendono a credere di riuscire comunicare tramite e-mail in modo più efficace di quello che realmente fanno. Va però detto che nonostante vi sia un eccesso di confidenza sulle capacità di “trasmettere le emozioni”, questo non vuol dire che non sia possibile farlo: anzi, nella maggior parte dei casi (84%) il destinatario comprende esattamente il senso di quanto ha scritto il mittente, ed è dunque solo nel 16% dei casi che ironia e sarcasmo non vengono compresi. Una percentuale relativamente ridotta (equivale circa ad 1 mail su 6), dunque, ma sufficiente a creare potenziali incidenti diplomatici.

Gli studi suggeriscono che tale l’eccesso di confidenza nasce dall’egocentrismo, dalla difficoltà intrinseca di distaccarsi dal proprio punto di vista di valutare il punto di vista di qualcun altro, che “sente” la comunicazione che riceve in modo diverso (anche per motivi ambientali, dovuti al contesto in cui si trova a leggere la mail) rispetto chi l’ha scritta.

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