È quasi incredibile che qualcuno di talento e di successo come il fotografo Mark Reay, di New York, possa essere un senzatetto che vive per strada. Ma pur essendo bello, curato nei minimi particolari, e intelligente, Mark non un posto dove dormire da diversi anni, nonostante abbia lavorato a stretto contatto con i personaggi più importanti del mondo della moda.

Quando Mark si è laureato presso l’Università di Charleston, lui non aveva idea che sarebbe diventato un senzatetto. All’inizio non avere una casa era una scelta, ha viaggiato giro per l’Europa da giovane e poi ha lavorato come modello per quattro anni a Bruxelles, maturando l’esperienza gli ha fatto sviluppare uno stile di vita “alla giornata” che lo avrebbe aiutato immensamente più avanti nella vita.

Si è trasferito a New York negli anni ’90 per prendersi cura di suo padre malato, e lì tirava avanti con qualche altro lavoro come modello. Dopo la morte del padre nel 2000, le cose si sono fatte difficili: i lavori come modello diminuivano, anche perché l’età non era più dalla sua parte, così ha deciso di mettersi dall’altra parte della macchina fotografica. Ma nonostante un certo talento come fotografo, non ha mai avuto grossi incarichi pubblicitari, che sono quelli dove si guadagna di più.

Le cose sono andate peggiorando, e presto Mark ha finito i suoi risparmi. Ha iniziato a lavorare anche come cameriere, ma non è stato sufficiente per sostenere il costo della vita di New York. La sua prima esperienza di senzatetto la ha avuta viaggiamp verso il sud della Francia per un progetto fotografico, che però non ha prodotto alcun risultato economico. Preoccupato aver ormai abusato dell’ospitalità di alcuni amici, se ne è andato con la sua macchina fotografica e il computer portatile, e ha deciso di dormire in collina.

Non è stato male all’inizio”, racconta l’uomo, che ricorda quelle esperienze come un periodo comunque felice. Ma quando nel 2006 è tornato a New York, era completamente senza soldi. Con un piccolo lavoretto fotografico è riuscito a pagarsi un ostello per una notte, ma si è ritrovatro coperto di punture di cimici. Allora gli è tornato in mente il tetto di un palazzo, dove aveva partecipato ad alcuni cocktail. La notte dopo si è intrufolato nell’edificio e ha dormito lì, ed ha continuato a farlo per sei anni.

Nel frattempo, il lavoro come fotografo iniziava ad ingranare, ma non abbastanza per pagarsi un appartamento a New York: allora ha deciso di iscriversi invece in palestra, dove con soli 70 dollari al mese poteva aveve accesso a docce, elettricità e servizi igienici. “Mi alzavo, mi trasformavo e andavo a fotografare queste bellissime modelle. Finché ero pulito e ben vestito, nessuno mi ha mai chiesto niente. L’avevo detto ad alcuni amici, ma per il resto nessuno sospettava nulla”.

Finalmente, lo scorso anno Mark ha potuto finalmente permettersi una casa. E nonostante tutto racconta l’esperienza con pensieri positivi. “Suona strano, ma mi sono sempre sentito felice. Ho scelto carriere improbabili: modello e fotografo sono ben noti per non offrire sicurezze economiche. Mi rendo conto che è una situazione particolare, ma che ho scelto io”. La storia di Mark è diventata un documentario, che vuole ricordare a tutti come sia labile il confine tra avere tutto e non avere niente, e di come spesso ci si trova a fare finta che vada tutto bene.

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Fotografo, modello e senzatetto