Agli esseri umani piace molto la musica, e anche i bambini adorano ballare già da piccolissimi, prima ancora di sapere camminare. Ma per gli altri animali è la stessa cosa? Apprezzano anche loro la musica quanto gli umani?

Un gruppo di ricercatori ha voluto approfondire la questione, partendo però da una considerazione diversa da quelle di numerose ricerche simili svolte in passato, che secondo lo studio partivano da un presupposto errato, e cioè usare nelle ricerche della musica fatta da esseri umani per esseri umani.

I ricercatori hanno ipotizzato che perché una musica abbia un qualche effetto su una specie, deve impiegare frequenze e ritmi simili a quelli usati nella comunicazione naturale della specie stessa. I ricercatori hanno quindi tentato di comporre alcuni brani di “musica per gatti” (che suona come un incrocio tra un gatto che fa le fusa ed un brano ambient), facendola poi ascoltare ad un campione di gatti.

L’esperimento ha avuto successo: i gatti hanno infatti mostrato una significativa preferenza per la musica composta per loro piuttosto che per quella “umana”, reagendo anche con molta maggiore rapidità ad essa. Particolarmente interessanti alla musica per gatti gli esemplari più giovani e quelli più anziani, mentre erano un leggermente meno interessati i gatti di “mezza età”.

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Ricercatori creano “musica per gatti”