Contrariamente a quello che faceva dire Shakespeare a Giulietta, sembra che i nomi influenzino la percezione dei profumi molto più di quel che si crede, a quanto è emerso da una recente ricerca.

I ricercatori hanno presentato ai soggetti coinvolti negli esperimenti sempre gli stessi odori, ma etichettandoli con descrizioni diverse: in alcuni casi positive (“parmigiano”, “villetta di campagna”, “chiodi di garofano”), in altre negative (“vomito”, “feci”, “studio dentistico”), ed in altri casi neutrali (un codice numerico). Le loro reazioni sono state registrate anche elettrocardiogramma e conduttività della pelle.

il profumo cambia a seconda del nome

E’ emerso che la descrizione influenzava in modo sostanziale il giudizio: in particolare, non solo la gente annusava meno gli odori presentati negativamente, ma gli stessi odori venivano percepiti come molto più piacevoli quando venivano presentati in modo positivo o neutro che in modo negativo. Inoltre gli odori erano più stimolanti se presentati positivamente, che neutralmente o negativamente.

I ricercatori sottolineano che però questa non è una reazione emotiva unicamente legata alla descrizione in sé, in quanto la reazione all’acqua inodore era uguale qualunque fosse la descrizione, e quindi a loro parere si tratta di una vera e propria diversa percezione dell’odore.

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La rosa cambierebbe profumo se la chiamassimo con altro nome? Ricerca mostra di sì.