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Tre incredibili storie da casinò

Venetian Hotel Casino - Las Vegas

Gioco d’azzardo e storie di vita. Dall’imprenditore sulla soglia del fallimento salvato da un tavolo di blackjack al baby genio del poker online, passando per la babysitter la cui esistenza mutò in maniera radicale dopo aver incassato uno dei jackpot più corposi della storia ad una new slot di Las Vegas.


In questo speciale redatto dalla nostra redazione vi racconteremo le 3 più incredibili storie legate al casinò, racconti che potrebbero rappresentare le sceneggiature di un film hollywoodiano.

Venetian Hotel Casino - Las Vegas

 

Partiamo dalla storia di una famiglia di imprenditori nipponici, i Watanabe che agli inizi degli anni ’30 fondarono una delle più grandi aziende di toys in Giappone, la Oriental Trading Company. Correvano gli anni 70’ quando Harry Watanabe cedette la sua creatura, che nel frattempo si era imposta in tutto il mercato asiatico, al figlio Terry. Il cambio al vertice si dimostro un autentico harakiri per il fondatore dell’OTC. Il nuovo amministratore delegato ha distrutto quanto costruito dal padre in 40 anni di duro lavoro causa la sua sfrenata passione per slot machine e tutte le altre forme di gioco d’azzardo. Nel 2000, Terry Watanabe fu costretto a cedere le quote dell’azienda nipponica ad una società di private equità, ma il peggio deve ancora venire. Nel 2007 Terry si imbarca su aereo transoceanico per raggiungere il deserto del Nevada e la città degli eccessi, Las Vegas. Il rampollo sfigato dei Watanabe riuscì nell’impressa di perdere in un solo anno quasi 200 milioni di euro, una cifra astronomica che costrinse i gestori dei casinò resort del Nevada a creare un livello di gioco apposito per il folle Watanabe. Dopo l’anno funesto, la famiglia condusse Terry in noto un centro di disintossicazione dal gioco d’azzardo situato ad Omaha nel Missouri. Ma le disavventure non finirono qui. E’ attualmente in corso una causa tra i Watanabe e i gestori di alcuni casinò resort, che accusano Terry di non aver rimborsato i debiti di gioco. L’ex imprenditore giapponese ha costruito la sua difesa accusando gli owner di averlo manipolato psicologicamente e di aver alimentato la sua azzardopatia tramite la somministrazione di dosi eccessive di alcol. Dopo una querelle durata diversi anni, la famiglia Watanabe raggiunse un accordo con i legali della famiglia Harrah che ha portato i nipponici al versamento di oltre 110 milioni di dollaro nelle casse degli imprenditori statunitensi. Terry Watanabe è entrato di diritto nel libro dei guiness dei primati per il numero maggiore di sconfitte in un solo anno ad un casinò terrestre.

Da una storia triste passiamo al racconto delle gesta di un baby fenomeno delle piattaforme di casinò online. L’abbattimento del digital divide e l’espansione del gambling online grazie agli investimenti di importanti brand internazionali come 32Red, Pokerstars e tanti altri, hanno contribuito alla diffusione di tale tipologia di gioco in paesi emergenti, che sono divenuti da subito dei grandi appassionati di tutto quello che ruota attorno al gambling. In una provincia sperduta del subcontinente indiano vive Aashish Nanak, un bambino di solo sei anni capace di vincere 500mila dollari in un torneo di poker online disputato in rete. Aashish, come molti indiani, è uno degli astri nascenti dell’informatica come testimonia il fatto che iniziò ad usare con successo un computer desktop all’età di soli tre anni. 365 giorni dopo creò la prima pagina web personale e all’età dei sei anni iniziò ad appassionarsi di poker online, grazie anche alla complicità di uno dei suoi parenti. Dopo un breve apprendistato nelle poker room di alcune delle piattaforme presenti nel mercato internazionale, Aashish mise a segno il primo colpo della sua carriera vincendo uno dei più rinomati tornei online. Secondo quanto riportano i media indiani, i gestori della poker room si rifiutarono di pagare il montepremi da urlo al baby fenomeno per problemi legati all’età. Da lì, come nel caso di Watanabe, nacque una disputa legale tra le parti con la famiglia Nanak che sosteneva la tesi secondo cui la poker room conosceva l’età reale del ragazzo, chiamato da molti dei frequentatori della room con il nickname “littlepokerwizard”. Nei mesi precedenti al crack, il piccolo Aashish aveva incassato altre piccole vincite in denaro incassate sempre con la complicità dello zio tramite un account Paypal creato ad hoc per il mago del poker online. Secondo le ultime notizie provenienti dai media indiani la diaspora legale tra le parti è ancora in corso. Chi la spunterà?

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Chiudiamo la nostra rassegna con Ashley Revell, un audace giovane della periferia di Londra che punto tutti i suoi risparmi in un singolo giro di ruota alla roulette. Secondo quanto dichiarato dallo stesso 32enne, la follia andata in scena  al Plaza Hotel & Casinò gli è valsa una vincita di 135 mila dollari puntando tutti i suoi risparmi accumulati tramite un sistema d’asta. Ashley mise in palio tutta la sua vita in una sola puntata, una scelta azzardata ma premiata dal destino. La storia di Revell suscitò tanto scalpore da divenire un format televisivo in Gran Bretagna.

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