In Italia sembra ci sia un vero e proprio boom delle  cosiddette “fratture del pene”, termine con cui si definisce la lacerazione della tunica albuginea (l’involucro rigido all’interno del quale dove si gonfiano i corpi cavernosi), che ha raggiunto quota 100 casi all’anno. Sembra che il record vada alla provincia di Treviso, che vede ricoverati d’urgenza ogni anno 3 o 4 uomini. Un evento quindi relativamente raro, ma in crescita (secondo alcuni esperti, sarebbe una conseguenza dello stress).

Solitamente  questi incidenti avvengono in conseguenza di rapporti sessuali troppo vigorosi, in cui avvengono movimenti troppo bruschi: infatti il pene è “come un palloncino” e quando è “gonfio” è sì più rigido ma anche più fragile. Non mancano però cause molto più insolite per la frattura del pene: dalla caduta dalla bicicletta, alla caduta della tavoletta del WC sul pene eretto, ma c’è anche chi si sarebbe fratturato il pene cadendo dopo essere inciampato sul cane che dormiva di fianco al letto.

Affaritaliani

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Boom di fratture del pene in Italia (e soprattutto nel Veneto)