Archive for May, 2007

May 31 2007

Fax promozionale scambiato per allarme bomba: quartiere evacuato

Published by news under Cronaca Nera

SHLAND, Mass. - Un fax pubblicitario arrivato ad una banca è stato scambiato mercoledì scorso per la minaccia di un attacco terroristico, spingendo le autorità ad evacuare tutti gli edifici adiacenti, tra cui anche un asilo nido.

Il direttore della filiale della Bank of America ha chiamato la polizia dopo aver ricevuto un fax che conteneva il disegno di un fiammifero acceso e di una bomba, ha spiegato il portavoce della banca Ernesto Anguilla.

Ma il testo (che includeva le frasi “Inizia il conto alla rovescia” e “Settimana per l’impegno per le piccole imprese, 4-8 giugno”) spiegava che si trattava di un messaggio pubblicitario - peraltro, relativo ad una promozione interna alla banca. Fatto sta che il fax della filiale non funzionava correttamente ed ha “tagliato” l’inizio e la fine del fax, che appunto conteneva il testo, facendo diventare il fax piuttosto sospetto, ancor più per il fatto che subito dopo la filiale ha ricevuto un pacco “sospetto”, in realtà inviato da un cliente, e che gli artificieri hanno scoperto contenere semplici documenti.

Lo stesso fax era stato inviato alle filiali della Bank of America nel New England, New York e New Jersey, senza mai provocare allarmi.

[tags]Bank of America, banca, allarme, bomba, fax, notizie strane[/tags]

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May 29 2007

Bielorussia, obbligo di preservativi per chi entra nel Paese

Published by news under Sesso, Viaggi

Regola numero uno per chi abbia intenzione di recarsi in Bielorussia: portare con se i preservativi. No, non è un invito al sesso facile, ma un obbligo del governo di Minsk. Una nuova norma, varata per la sicurezza sanitaria, prevede infatti che ai controlli al confine gli automobilisti debbano avere con sé i profilattici. Obbligatoriamente. Così è già nato un mercato sotterraneo dei “condom” nei pressi delle dogane.

Insomma, documenti, kit di primo soccorso e una scatola di preservativi. Non tutti però sono a conoscenza dei nuovi regolamenti e molti pensano si tratti di uno scherzo.

Come ad esempio monsignor Piotr Mrozik, che da Lublino si stava recando in Bielorussia a dir messa. “E’ stato davvero imbarazzante - ha spiegato il prelato - . Potete immaginare la reazione di sconcerto alla stazione di benzina, quando ho chiesto di poter comprare una scatola di preservativi”.

Ma la singolare norma bielorussa si sta già rivelando un vero e proprio business. Una nuova fonte di guadagno per venditori più o meno autorizzati di profilattici, che hanno visto inaspettatamente innalzare le loro vendite. Accanto alle tradizionali bancarelle con frutta e ortaggi, si stanno attrezzando banchetti abusivi che vendono profilattici a prezzi “concorrenziali”.

La norma finora è stata applicata solamente per chi viaggia in macchina. A coloro che invece raggiungono la Bielorussia in treno o in aereo, curiosamente non viene richiesto alcun “kit di prima precauzione sessuale”.

TgCom

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May 29 2007

Brasile: se non paghi l’acqua, il water ti inonda la casa

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RIO DE JANEIRO - Se da mesi o anni non paghi la bolletta dell’acqua all’azienda statale di Rio de Janeiro, adesso rischi che quando tiri lo sciacquone, la fogna ti invada casa. E’ la trovata della Cedae per convincere gli utenti più renitenti a saldare i propri debiti. Il dispositivo, “un catetere per invertire il flusso delle fognature”, come è definito in linguaggio burocratico dalla compagnia, è stato messo a punto da tecnici della Cedae e autorizzato dal comune di Rio per i casi di debitori al di sopra di 20 mila real (circa 7.600 euro).

“Abbiamo casi come una piccola industria della periferia nord della città che preferisce comprare acqua con camion cisterna pur di non saldare il debito con l’azienda pubblica, ma continua però a usare la rete fognaria. Visto che le fognature incidono all’80% sui costi della bolletta dell’acqua, abbiamo deciso di intervenire con argomenti convincenti”, ha dichiarato Wagner Victer, che ha assunto la presidenza della Cedae all’inizio dell’anno con la missione di riportare il bilancio dell’azienda pubblica in positivo. Con tutti i mezzi, fa rilevare la stampa locale. Ma nessuno discute l’efficacia del provvedimento che entra in vigore in questi giorni.

ANSA

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May 26 2007

Negli Usa i cimiteri diventano luna park

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“ALL’OMBRA de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto, è forse il sonno della morte men duro?”. Men duro no, si potrebbe rispondere a Foscolo, ma se all’ombra dei cipressi ci organizzi un bel pic-nic e mentre mangi, e piangi il morto, ti accompagna un’ochestrina di violini, forse sì, men duro può diventarlo. Blasfemo e irrispettoso? Chiedetelo ai manager del Congressional Cemetery di Washington, che organizzano una specie di Street Parade fra le tombe, con cani, orchestrine e sbandieratori, e brunch conclusivo sotto a un tendone. Il cimitero diventa un po’ un luna park, luogo di visite guidate all inclusive, per promuoversi e conquistare clientela (che quella sì, non manca mai): più furbacchioni che pazzi, visto che la tendenza prende piede e porta soldi.

Prendiamo Philadelphia. Lo storico Lauren Hill Cemetery promuove se stesso come un “Underground Museum” e registra il tutto esaurito per il cosiddetto “Titanic Tour”, laddove “Titanic” si riferisce al modo con cui gli americani chiamano il giorno del trapasso, appunto il “Titanic Day”. Al Lauren Hill si organizzano parate e visite guidate con pranzo e/o cena “first class”. Orchestrine di violini suonano struggenti melodie danubiane, mentre impeccabili camerieri procedono con le nove portate previste dal biglietto di prima classe.

Nel cimitero di Green Wood a Brooklyn, oppure in quello di Woodland, nel Bronx, a New York, si propongono invece mini-tour fra le tombe dei grandi estinti locali, da Duke Ellington a Lionel Hampton. Anche in questo caso, lo scopo è più mercantile che culturale: trovare clienti disposti a sborsare dollari sonanti per comprare quel paio di metri quadri di terra necessari per riposaere in eterno accanto, ad esempio, a Neil Armstrong. Ma senza perdere troppo tempo, perché l’occasione è ghiotta e c’è chi ne sta già approfittando: a Woodland c’è ancora posto “almeno per un anno e mezzo” di sepolture.

E’ un tipo di “turismo” tutto nuovo che, tuttavia, trova nel mercato americano una sua singolare capacità di penetrazione. Ad esempio: Jason Crabtree, 33 anni, e sua moglie Melissa, 29, amano passare interi fine settimana andando per cimiteri, perché - spiega lui - “hai modo di venire a contatto con un tipo di umanità che normalmente non incontri”. Ora, a quale tipo di umanità facciano riferimento, se agli “appassionati” come loro, o a chi là sotto riposa, non è dato sapere.

Sta di fatto che i Crabtree si apprestano a inserire nel loro calendario di visite guidate, l’appuntamento con l’Oakwood Cemetery di Troy, nello Stato di New York. Lo storico camposanto, risalente al 1848, lancia un’offerta promozionale: e invita a gustare “ottime omelettes o uova strapazzate servite tra sepolcri e cappelle funerarie realizzate con leggerissime finestre di Tiffany e marmo di Siena”.

L’idea è di Theresa Page, amministratrice dell’Oakwood. Il cimitero versa in cattive condizioni economiche e ha bisogno di parecchi (e costosi) interventi di restauro. E visto che “qui abbiamo posto per altri duecento anni almeno”, tanto vale metterci le mani. E trovare forme alternative di pubblicità. Come i “Titanic Tour”, per l’appunto. “Vogliamo che la gente che viene in questo posto pensi: ‘Wow, mi piace l’idea di passare qui la mia eternità”, dice la Page senza tradire la benché minima intenzione ironica.

Repubblica.it

[tags]USA, cimiteri, luna park, Oakwood Cemetery, notizie strane[/tags]

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May 24 2007

Tresca amorosa scoperta dalle telecamere dell’elicottero del Giro

LA SPEZIA - Il Giro d’Italia ha scoperto una tresca amorosa. In diretta tv, grazie alle telecamere dell’elicottero al seguito della carovana rosa, un quarantenne spezzino è stato inquadrato mentre era al mare in compagnia di una donna che non era la moglie.

E’ stato un parente, ignaro, a far scoprire tutto alla moglie dell’uomo. Si è complimentato con la donna, che credeva essere la bagnante a fianco del consorte, ben ripreso dalle telecamere: lei, ovviamente, è caduta dalle nuvole, ma ormai la frittata era fatta. Quello sulla battigia di Marinella, sul litorale del Comune di Sarzana, era proprio il marito. E il rientro dell’uomo, con i segni evidenti della tintarella, hanno fatto il resto. La storia ha fatto il giro della vallata del Magra, dove si è registrato l’infortunio amoroso, ed è finita sulle cronache dei giornali locali.

Nel corso della stessa telecronaca, è stata inquadrata una bagnante in topless: accortasi di essere stata inquadrata, la donna ha cercato di coprirsi col materassino.

Repubblica.it

[tags]Giro d’Italia, corna, moglie, telecamere, elicottero, notizie strane[/tags]

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May 24 2007

Quando un’e-mail può rovinarti la vita

Published by news under Computer, Scienza e Tecnologia

C’E’ LA STORIA di Joshua che ha conosciuto online un ragazzo, Marty, con cui ha cominciato a chattare. Avendo saputo che Marty lavora per una compagnia di assicurazioni ha curiosato sul sito web dell’azienda e - bella sorpresa - ha trovato le foto degli impiegati. Accanto a ciascuna c’è un link che invita a contattare il dipendente per informazioni e domande. Così Joshua pensa di fare un gesto carino e clicca sul link accanto alla foto di Marty. Nel messaggio scrive “Allora? Ci vieni a cena con me questo week end?”. Quindi preme ‘invia’. A sera, in chat, Joshua riceve un messaggio furioso del non ancora incontrato partner che spiega: “Il link accanto alla foto rimanda a un indirizzo comune dell’azienda: ora tutti i colleghi sanno che sono gay”. La relazione tra Joshua e Marty non è mai iniziata.

C’è poi la storia di Connie, grafica, che un giorno - il suo giorno libero - riceve dal capo una email. Le suggerisce di rimanere a casa ancora per una giornata. Connie, consapevole che le cose non andavano benissimo al lavoro, risponde educatamente. Appena dieci minuti dopo riceve una seconda email del capo. La apre e questa volta legge: “Ciao, mi aiuti? Devo trovare il modo di licenziare questa…”: invece di inviare il messaggio alla persona giusta il capo aveva semplicemente cliccato ‘rispondi’ all’email di Connie, che ha quindi appreso bruscamente del suo destino professionale. E ha risposto via email per dire che non avrebbe attraversato la città in macchina per farsi buttare fuori.

Sono solo alcune delle centinaia le storie raccolte in Send: The Essencial Guide to Email for Office and Home, il libro che David Shipley, giornalista del New York Times - e Will Scwhalbe, editore della Hyperion book - hanno dedicato ai disastri che un’email sbagliata può scatenare nelle nostre vite, sul lavoro e nel privato. Non il solito galateo dell’email, ma un vero manuale di sopravvivenza che dovrebbe impedirci di commettere tutti quegli errori che rischiamo di fare quando inviamo una email. Primo fra tutti quello di non pensare prima di cliccare sul tasto ‘invia’.

“L’email - spiega David Shipley - è un mezzo solo relativamente nuovo: da più di dieci anni fa parte della nostra quotidianità. Scriviamo e mandiamo messaggi elettronici con una frequenza e con una velocità incontrollabili. Certi errori perciò sono sempre in agguato o, addirittura, sono diventati cronici. Sono proprio quelli che mettono a rischio la nostra tranquillità”.

Ecco allora un vero decalogo dell’email perfetta: non usare l’indirizzo email aziendale per comunicazioni private; prestare grande attenzione alla parte alta del messaggio, quella che compare in automatico, che indica soggetto e destinatari e che è all’origine dei peggiori equivoci; compilare un messaggio non troppo informale e non vago - questo alleggerirà il vostro compito quando riceverete una risposta, perché indurrà un atteggiamento simile nel corrispondente. E ricordare sempre che ironia, sarcasmo e ambiguità non funzionano in questi tipo di comunicazione. Scegliete casomai un altro canale.

Qual è l’errore più frequente tra quelli analizzati dal vostro libro?
“Un messaggio dal contenuto vago, non chiaro, è forse il peggiore degli errori”, risponde Shipley.”Anche perché determina una serie di incertezze, di domande e di congetture nel destinatario che minano l’efficienza della comunicazione e, in un certo senso, paralizzano l’attività lavorativa”.

Un’email sbagliata può provocare problemi sul lavoro…
“Stiamo parlando di un problema affrontato recentemente anche dal Dipartimento di Giustizia americano che ha dovuto esprimersi sulle condizioni che giustificano il licenziamento per comportamento scorretto via email. Un’email inopportuna è costata il posto di lavoro a moltissime persone”.

Dal momento che siamo tutti a rischio, non sarebbe meglio un atteggiamento di tolleranza reciproca?
” Certo, questo è un auspicio. E’ vero comunque che la gente comincia da poco a raccontare questi episodi e a condividerli. Finora restavano per lo più nascosti, quasi un tabù”.

Quali precauzioni prendere?
“Le aziende si stanno attivando molto per educare i loro dipendenti su questi temi. Individualmente non abbiamo molta scelta: scrivere dapprima il testo come bozza. Oppure: non inserire mai il destinatario, se non all’ultimo quando si è davvero certi di voler inviare il messaggio. Solo educando noi stessi con pazienza ci mettiamo al riparo da conseguenze spiacevoli”.

Perchè continuiamo a fare gli stessi errori inviando un’email?
“Secondo gli scienziati l’email innesca nel nostro cervello uno stato di sospensione della coscienza della comunicazione. In una chiacchierata di persona o al telefono siamo sempre consapevoli dell’interazione con un altro individuo. L’email induce uno stato di disinibizione che ci fa dimenticare del contesto comunicativo. Che è poi la stessa ragione per cui moltissime liti via email hanno una durata incontrollabile”.

E che cosa comporta un atteggiamento disinvolto?
“L’errore colossale che sta alla base è di credere che un’email costituisca solo un messaggio virtuale, mentre l’email è di fatto un testo permanente, può essere rintracciato e - soprattutto - diffuso. E un solo errore può mettere in discussione tutta la nostra credibilità”.

Intanto il sito thinkbeforeyousend che gli autori di Send avevano messo in piedi per raccogliere materiale e costruire il loro libro è ormai diventato un vero e proprio “lettino dello psicanalista”, dove tutti quelli che hanno avuto gli affetti, il lavoro e la serenità stravolti da un’email sbagliata trovano uno spazio per sfogarsi e condividere un malessere davvero per niente virtuale.

Repubblica.it

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May 23 2007

Studentessa diventa spogliarellista per la tesi di laurea

Published by news under Scuola, Sesso, Televisione e Spettacolo

OMAHA, Neb. — Una studentessa della University of Nebraska-Omaha ha svolto un tirocinio molto particolare per la sua tesi di laurea, la spogliarellista.

Jenny Heineman, studentessa di sociologia, ha spiegato di averlo fatto per “portare alla luce” le spogliarelliste e le “lavoratrici del sesso”, e per farlo ha voluto entrare nel loro mondo. La sua tesi, intitolata “Gender and Work: An Ethnography of a Midwest Strip Club” le ha portato il massimo de voti.

Di giorno, Jenny lavora al Blue Line Coffee Shop, vendendo cappuccino e pasticcini. Ma come studentessa di sociologia in Europa, la 22enne si è interessata a ben altro lavoro. “Stavo seguendo un corso sul rapporto tra sessualità e la cultura, e ho potuto scoprire la cultura underground dei lavori legati al sesso, e mi sono interessata ai diritti di queste lavoratrici”, spiega Jenny.

“Una volta ritornata negli USA, la mia curiosità ed il desiderio di lavorare con queste donne mi ha portato a cercare un lavoro di questo tipo”. E così ora di notte Jenny Heineman balla al “The 20s Club”. “Sono sul palco circa quattro volte, in un turno di 5 ore, e il mio pensiero è solo quello di non cadere…”. Il resto del tempo lo passa tra i clienti, e con qualche ballo ai tavoli. “Ho anche imparato a camminare con grazia con tacchi a spillo di 15cm”, racconta Jenny.

La sua esperienza con i clienti e le colleghe è stata seguita e valutata dal professor Shireen Rajaram. “Credo sia un tema molto interessante, e Jenny ha avuto molto coraggio, diceva che solo attraverso questo tipo di esperienza in prima persona un sociologo può realmente capire un mondo senza cadere negli stereotipi”. Del resto, spiega Rajaram, “si tratta di un’enorme industria, e è quindi importante che noi socio-antropologi la capiamo meglio, soprattutto nelle ingiustizie che incorpora”.

Secondo Jenny, l’ingiustizia più grande è l’emarginazione che le spogliarelliste devono subire. “Molte lo fanno per mantenere la famiglia, magari come madri single. Lavorano duro, ed è un lavoro pesante”. Se non altro, Jenny spera che la sua esperienza aiuti a togliere dall’ombra queste lavoratrici ed aiutarle a guadagnare il rispetto che meritano.

KETV.com
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May 23 2007

Gli sparano:non si accorge di nulla

Published by news under Alcool e sbronze, Cronaca Nera

Notte agitata per un 37enne degli altipiani di Altizer, West Virginia. L’uomo stava dormendo in un caravan, a Huntington, quando alcuni sconosciuti hanno esploso contro il mezzo 5 colpi di pistola. Uno ha raggiunto Michael Lusher alla testa. Il 37enne, forse ubriaco, ha proseguito il suo sonno. Quattro ore dopo si è svegliato e, notato che del sangue gli colava dal capo, si è recato in ospedale. E’ stato dimesso poco dopo.

Protagonista della bizzarra vicenda è stato tale Michael Lusher. L’uomo doveva aver alzato un bel po’ il gomito per non accorgersi del colpo. Misterioso il motivo che avrebbe spinto gli sconosciuti a sparare, forse da un’auto in corsa. Ciò che è stato riferito dallo sceriffo di Huntington è che la vittima è stata centrata alla testa mentre stava dormendo nel suo caravan, parcheggiato in una piazzola ai lati della strada della cittadina. Il 37enne non dev’essersi impressionato particolarmente dalla vista del sangue dato che si è recato, da solo, in ospedale. Dopo un giorno di ricovero, è stato dimesso ed è potuto tornare all’amata roulotte, probabilmente cambiando piazzola…

TgCom

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May 23 2007

Britney Spears canta in playback, figuraccia per il CD difettoso

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Erano effettivamente in playback, come era del resto parso a molti, i miniconcerti di Britney Spears dei quali Rockol ha recentemente riportato. La prova del nove, piuttosto imbarazzante, si è avuta all’ House of Blues di Orlando, Florida. Britney, sul palco per un nuovo minishow, stava cantando “Do something” quando il CD si è incastrato; la cantante è rimasta a bocca aperta, poi ha dato le spalle al pubblico. Si sono sentiti alcuni “boo”, poi, in qualche modo, il CD è ripartito più o meno da dove si era interrotto e Brit ha proseguito con grande disinvoltura.

Rockol.it

[tags]Britney Spears, playback, cd, House of Blues, notizie divertenti[/tags]

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May 23 2007

Incinta dopo rapporto con 2 gemelli: impossibile sapere chi è il padre

Published by news under Scienza e Tecnologia, Sesso

Una donna del Missouri ha fatto l’amore con due gemelli, prima con uno e il giorno dopo con l’altro, ed è rimasta incinta. Ma di chi? “Del secondo”, dice lei. Ma lui nega, e nega anche il primo. Il problema è che i due potenziali padri sono gemelli, con lo stesso Dna. Il che ha messo in non poca difficoltà il giudice americano al quale colui indicato come padre si è rivolto per chiedere la prova del Dna.

Neppure quella ha potuto né potrà stabilire chi tra i due sia il vero padre. Il singolare caso è stato sollevato davanti a un Corte del Missouri, ed il giudice Fred Copeland si è trovato alle prese con questa non facile decisione: a chi affidare le sorti di quella bambina? La piccola è sicuramente stata concepita da Holly Marie Adams. Senonché la donna ha ammesso in aula che quando tre anni fa rimase incinta ebbe nell’arco di poche ore rapporti sia con Richard, al rodeo di Sikeston, sia con Raymon poche ore dopo, a casa sua.

”Eravamo un po’ alticci, ed è successo”, ha detto la donna sotto giuramento. Ma chi è il padre? ”Il padre è Raymon” ha detto lei. Raymon però non ha mai voluto riconoscere quella paternità, al punto di rivolgersi al giudice. Così il caso è arrivato in tribunale. Il giudice Copeland ha ordinato il test del Dna, dal quale è risultato che i due gemelli potrebbero essere al 99,9 per cento entrambi il padre naturale. ”Io sono disposto a fare ricorso fino alla Corte suprema pur di veder riconosciuti i miei diritti” ha dichiarato Raymon all’emittente Abc.

”Dice così perché non vuole pagare gli alimenti per la figlia” gli ha replicato Richard. Il giudice Copeland, sconsolato, pur ribadendo la paternità di Raymon sulla base
delle testimonianze acquisite (quella della donna) ha ammesso di trovarsi di fronte a uno dei casi più strani mai incontrati in carriera.

TgCom

[tags]gemelli, padre, dna, notizie strane[/tags]

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