Il bento è un pilastro della cultura giapponese da secoli: è il piatto da mangiare fuori casa, una quotidianità per molti studenti e lavoratori. La scatola da bent?, dotata di divisori interni per separare cibi differenti, viene sempre preparata curando anche l’aspetto estetico.

In alcuni casi l’aspetto è curato a livelli estremi, al punto di fare nascere una nuova “disciplina”, il kyaraben, dove il pranzo è preparato ed arrangiato per riprodurre personaggi popolari di manga, anime e videogiochi giapponesi, come Pokémon ed Hello Kitty. Alcune madri creative creano immagini complesse della Gioconda, Michael Jackson, e persino di Donald Trump.

Questa attenzione all’estetica arriva a livelli malsani. I genitori che non partecipano al processo di “produzione artistica” rischiano di provocare l’emarginazione sociale dei loro figli. Di conseguenza, sono nati in tutto il paese corsi per insegnare ai genitori (soprattutto mamme) come modellare il cibo. Ma preparare un pranzo “artistico” non è una cosa rapida: le madri spesso devono dedicare anche 90 minuti ogni volta per dare forma al kyaraben.

Come risposta, alcune scuole hanno deciso vietato il kyaraben. Le motivazioni alla base di questo divieto sono duplici. da un lato ridurre la pressione su scolari e mamme, ma anche curare la salute dei ragazzini: con così tanta attenzione concentrata sull’aspetto estetico, succede spesso che il cibo stesso viene scelto in base a necessità estetiche e a semplicità di lavorazione, mentre il valore nutrizionale viene lasciato in secondo piano.

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Scuole giapponesi vietano pranzi “artistici”, per tutelare la salute di figli e mamme