I telefoni resistenti all’acqua si stanno diffondendo sempre di più dalle nostre parti, ma in Giappone sono invece la normalità: secondo alcune statistiche, tra il 90 e il 95% dei telefoni presenti in Giappone sarebbero impermeabili. Apparentemente, il motivo è che la gente vuole poterli usare anche sotto la doccia.

Il primo telefono resistente all’acqua è stato lanciato sul mercato giapponese nel 2005 (era il Casio Canu 502S), ed è stato un buon successo, al punto che molti concorrenti hanno lanciato telefoni impermeabili, e non c’è voluto molto perché l’impermeabilità fosse considerata un requisito essenziale di un telefono.

Anche marchi come LG e Samsung, che generalmente non realizzano telefoni impermeabili per il mercato internazionale, devono adattarsi per vendere sul mercato giapponese: “In Giappone l’impermeabilità è molto più importante di poter togliere la batteria”, spiega Ken Hong, manager di LG. Resistere all’acqua è una caratteristica talmente importante che LG ha rinunciato a lanciare in Giappone il nuovo G5, che per la sua modularità era impossibile da rendere completamente impermeabile, preferendo piuttosto lasciare perdere del tutto.

Il manager di Panasonic Taro Itakura ha spiegato qualche tempo fa le ragioni di questa insolita richiesta del mercato giapponese: “Le ragazze giapponesi usano spesso il telefono quando si fanno la doccia”.

Ma l’attenzione alla resistenza all’acqua forse non è fuori luogo, per quanto chattare sotto la doccia possa sembrare eccessivo: secondo alcune statistiche, un terzo dei danni ai cellulari è colpa dell’acqua, e quindi probabilmente un dispositivo impermeabile ha degli innegabili vantaggi.

 

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