I selfie sono una mania che ha contagiato molti, ed ora hanno trovato una nuova applicazione, per quanto macabra: permettere di identificare i cadaveri dai denti. L’idea è venuta a un gruppo di ricercatori brasiliani, il cui paese è vittima di un tasso di criminalità tragicamente alto, e che pertanto sono alla ricerca di nuove strade per ridurre il numero di crimini insoluti.

Per identificare con certezza un cadavere, anche dopo che il corpo ha subito gravi traumi o è stato dato alle fiamme, la polizia scientifica ricorre tipicamente all’esame dei denti: i denti infatti sono una delle parti più resistenti del corpo umano, e inoltre sono unici per ciascun individuo, permettendo quindi un riconoscimento certo grazie alla forma e alla possibile presenza di otturazioni o altri tipi di impianto.

Ma l’identificazione è semplice solo nel caso ci sia un calco dei denti, radiografie, oppure una cartella dentaria dettagliata: informazioni che non sono disponibili per tutti, e che sono particolarmente rare per le fasce più povere della popolazione.

I ricercatori brasiliani hanno quindi ipotizzato una innovativa procedura di identificazione, che si basa sui selfie: per quanto le fotografie contengano meno dettagli di una precisa cartella dentaria, l’enorme presenza di selfie e foto permette comunque di poter sfruttare una enorme disponibilità di dati.

Il processo si basa sulla sovrapposizione di immagini, ed ha i suoi punti di forza sulla velocità di applicazione e sul basso costo. Ci sono però delle difficoltà, almeno potenziali: un primo ostacolo può essere dato dalla bassa qualità delle immagini, che potrebbero non permettere di identificare correttamente i dettagli dei denti, senza contare che ovviamente il numero di denti visibili in un selfie è limitato. I ricercatori sono però convinti che il metodo abbia delle buone potenzialità, specie in quei casi in cui i metodi di confronto tradizionale non sono possibili.

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La polizia scientifica inizia ad usare i selfie per l'identificazione dentale