A prima vista la questione dovrebbe essere semplice: le donne moderne non vogliono essere “misurate” per il proprio aspetto fisico e non accettano di essere trattate come oggetti sessuali. In realtà, secondo uno studio condotto da rircercatori della Florida State University, la questione non sarebbe però così semplice.

I ricercatori sono partiti da una apparente contraddizione: se le donne non vogliono essere valutate per l’aspetto e per il sesso, perché la spesa in cosmetici e interventi estetici aumenta? E perché, secondo alcune statistiche, il tempo che le donne dedicano al proprio aspetto sarebbe aumentato negli anni? I ricercatori hanno ipotizzato che la cosa si spieghi con il fatto che le donne apprezzerebbero essere valutate per l’aspetto fisico da alcuni uomini e da altri no. Secondo i ricercatori, dal punto di vista evolutivo, la cosa poteva probabilmente essere all’impegno all’interno della relazione.

I ricercatori hanno infatti misurato quanto le donne considerassero accettabile essere considerate “oggetti sessuali” dai partner, partendo dal presupposto che una considerazione da parte di estranei e sconosciuti segua logiche diverse. Lo studio, che ha coinvolte oltre 200 coppie appena sposate, la valutazione come “oggetto sessuale” da parte dei mariti era correlata con la soddisfazione coniugale delle mogli che percepivano che i mariti erano altamente impegnati nella relazione, ma negativamente a quela delle mogli percepivano un impegno relativamente minore.

Secondo i ricercatori, il risultato più importante dello studio è che dimostrerebbe, una volta ancora, che i processi interpersonali non hanno implicazioni universalmente positive o negative: piuttosto, le implicazioni dipendono in larga misura dal contesto.

 

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Studio: alle donne “piace” essere trattate come oggetti? Dipende da chi lo fa