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Collezionisti usano antichi rituali per creare anime per “bambole di Dei bambini”

due bambole - da facebook 2

Una nuova “moda” si sta diffondendo in Thailandia negli ultimi tempi: ci si prende cura di bambole “infestate”, allo scopo di ottenere fortuna e prosperità.


Queste bambole (che hanno un aspetto piuttosto inquietante, va detto), chiamate Look Thep (traducibile come “dio bambino”) sarebbero abitate da anime di bambini, create attraverso speciali rituali. Molti abitanti della zona (incluse diverse celebrità) garantiscono sull’efficacia delle bambole. Un famoso dj locale racconta che dopo aver comprato la sua bambola, la ha portata a comprare dei vestiti in un negozio di abbigliamento per bambini, e appena ha finito di pagare ha ricevuto una telefonata dove lo avvisavano che il suo programma, cancellato da qualche tempo, sarebbe tornato in onda. Poi ha promesso alla bambola una collana d’oro se avesse trovato un lavoro migliore, e subito dopo ha ricevuto una chiamata che gli proponeva un ruolo in un film.

una bambola - da facebook

La persona che però insiste con maggiore forza sull’efficacia delle bambole è Mae Ning, che è anche per molti versi la “causa” della moda: è infatti stata lei a creare le prime bambole. A quanto racconta la donna, il tutto è iniziato per cercare di fare comportare bene suo figlio, molto vivace, e alla fine avrebbe fatto un incantesimo per trasferire i lati negativi del carattere del piccolo nella bambola e, a quanto racconta, in quel momento si è convinta dell’efficacia del rituale. Da allora Mae Ning ha prodotto personalmente migliaia di bambole, sulle quali pratica un’incantesimo per creare loro un’anima, con l’aiuto della dea Parvati.

La cura delle bambole sarebbe una sorta di rivisitazione moderna del kuman thong, una antica pratica di adorazione dei feti umani morti prima di nascere, e permetterebbe di onorare gli spiriti dei bambini ma senza dover avere dei veri feti morti.

una bambola - da facebook 2

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