Il sessantatreenne Jinichi Kawakami sarebbe l’ultimo ninja giapponese. Kawakami è il 21° “leader” del clan Ban, una famiglia con cinquecento anni di storia di addestramento come ninja esperti di spionaggio ed assassinii.

Kawakami racconta che il suo addestramento, iniziato a dodici anni, includeva imparare a sparire nel fumo, imparare a sentire il minimo rumore (come un ago che cade nella stanza adiacente), preparare veleni e ovviamente usare le armi. “L’abilità di nascondersi nei posti più improbabili è l’arma più potente dei ninja. Se lanci uno stuzzicadenti, la gente guarderà da quella parte, dandoti il tempo di scappare. Abbiamo anche un detto che dice che si può scampare la morte appollaiandosi sulle sopracciglia del nemico, significa che sei così vicino che non ti riesce a vedere”.

Kawakami mostra le sue armi

Kawakami però ha deciso di non tramandare a nessuno la sua arte, faticosamente appresa: l’uomo spiega che  nel mondo moderno le capacità dei ninja sono ormai inutili. “Non possiamo mettere in pratica l’avvelenamento o l’assassinio. Anche se impariamo come farli, non possiamo metterlo in pratica”, racconta, per certi versi deluso dal fatto che il durissimo addestramento a cui è stato sottoposto da giovane non ha avuto mai alcuna utilità pratica nella sua vita.

Ora l’uomo ha aperto un museo dedicato ai ninja, che può contare su antichi documenti, armi e attrezzi che gli sono stati tramandati dai suoi antenati.

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Jinichi Kawakami è l’ultimo (vero) ninja