Cronaca Nera Mondo

Testimone al processo per il proprio omicidio

L’omicidio di Connie Franklin aveva fatto scandalo negli USA. I fatti risalgono al 1929, e il crimine aveva fatto scalpore per la sua efferatezza: Franklin era in auto con la sua fidanzata, Tillar Ruminer, quando furono fermati da cinque malviventi, che avrebbero stuprato a turno la ragazza e torturato e ucciso l’uomo, smembrando poi il corpo.


Il processo ebbe una grossa attenzione mediatica, e c’era grande incertezza, poiché si basava solo sul racconto della Ruminer e mancavano prove concrete, a partire dal cadavere dell’uomo (o almeno parti di esso).

giudice

Proprio durante il processo, un uomo del tutto identico a Connie Franklin è riapparso in città, in cerca di lavoro. L’uomo negava di essere Franklin, e anche la Ruminer negava fosse lui, ma sia la polizia che i giudici erano ben poco convinti.

L’uomo è stato convocato dalla difesa degli imputati come testimone al processo, per dimostrare che Franklin era ancora vivo.

Per quanto negasse, grazie alla testimonianza di molte persone, all’analisi grafologica e alla cartella medica, alla fine la difesa è riuscita a dimostrare che l’uomo era proprio Franklin. O meglio, anche Connie Franklin era un nome falso: il vero nome dell’uomo era  Marion Franklin Rogers, disertore che aveva anche abbandonato moglie e tre figli.

Il giudice, per mettere fine al clamore del caso , dopo la fine del processo avrebbe ordinato di bruciare tutti gli incartamenti del processo, ma Connie Franklin è comunque riuscito a passare alla storia come “l’uomo che testimoniò al processo per il suo omicidio”.

Encyclopedia of Arkansas History and Culture

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