Gli editori americani di film pornografici avrebbero trovato una nuova fonte di guadagno: le cause verso i navigatori di internet.

In pratica, il principio di base è quello legittimo della tutela del copyright: gli editori di pellicole a luci rosse perseguono chi scarica illegalmente i film, o li condivide tramite streaming, per proteggere i propri diritti economici.

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Fin qua si tratta di un comportamento legittimo, ma sarebbero numerose gli editori che denunciano utenti sostanzialmente “pescati a caso”, accusandoli di avere scaricato illegalmente materiale a luci rosse (meglio ancora se a contenuto gay o di sesso estremo), offrendogli la possibilità di pagare un migliaio di dollari come “accordo extragiudiziale” per non andare in tribunale.

Sarebbero molti gli utenti che, pur non avendo scaricato materiale illegale, accetterebbero il “compromesso”, pur di evitare una causa legale costosa e soprattutto che considerano imbarazzante, poiché non vogliono che il loro nome sia pubblicamente associato alla pornografia.

Huffington Post

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Ecco perché rischiate di essere denunciati dagli editori di film a luci rosse