Niente tabulati telefonici per localizzare il segnale telefonico di un escursionista disperso: la legge sulla privacy lo vieta. E così un quarantenne tedesco, rimasto ferito l’altro ieri in un’incursione sui monti dell’Agordino, non ha potuto essere rintracciato dai soccorritori e ha rischiato grosso. Fortunatamente l’uomo è riuscito, da solo, a raggiungere Livinallongo. Ma ora divampa la polemica del Soccorso alpino, che denuncia la crescente difficoltà dei salvataggi in montagna, resa ostica anche dalla burocrazia. «La legislazione va cambiata – si indigna Fabio Bristot, presidente regionale -. È assurdo che si dica sì alle telecamere e si rifiuti l’autorizzazione dei dati a noi, che ne facciamo uso per salvare vite umane». A negare l’accesso ai tabulati, necessari per risalire alla posizione della persona dispersa, è stata la Procura di Belluno: la magistratura, in assenza di risvolti penali, non può intervenire.
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