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Il cemento per il Muro? Arriva dai palestinesi

La Commissione parlamentare a Ramallah sulla vendita a Israele di 420 mila tonnellate di materiale da costruzione
DAL NOSTRO INVIATO
RAMALLAH – Lo combattono. Lo processano. Lo chiamano il «muro dell�apartheid» (Abu Ala) e il «muro del razzismo» (Arafat). Ma quella barriera illegale per l�Onu che dividerà lungo 700 chilometri Israele dai palestinesi, che s’incunea in profondità nei loro territori, è pur sempre un business da un milione di dollari al chilometro. La Grande opera del Medio Oriente, un affare troppo ghiotto per non provare a prendervi parte.
Da tempo, corrono voci (e tali restano, per il momento) che il premier palestinese Abu Ala abbia contribuito a cementizzare il confine. Ora però c’è la prova che esponenti di spicco dell’establishment di Ramallah hanno venduto agli israeliani migliaia di tonnellate di cemento per costruire la barriera. È contenuta in un rapporto del Parlamento palestinese, trasmesso alla magistratura, che delinea i contorni dell�affaire: oltre 5 milioni di dollari di ricavo, 5 compagnie palestinesi coinvolte, due ministri implicati e sospetti che lambiscono un nome eccellente: Mohammed Rashid, il «gran tesoriere» di Arafat. Una serie di documenti – il rapporto, permessi del governo, lettere al presidente Arafat, a cui il Corriere ha avuto accesso – permettono di ricostruire questo «scandalo del cemento».


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2004/07_Luglio/29/cemento.shtml

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