Appena si finge morto tutti lo tradiscono

Category : Mondo

Ad un certo punto della vita, ad un certo punto dei conti in banca, in qualche ricco scatta inevitabile la domanda di sempre: mi vogliono tutti così bene per quello che sono o per quello che ho? Novantanove su cento preferiscono non sapere, godendosi tranquillamente lo straripante consenso che suscitano presso l’umanità. Ma ogni tanto qualcuno non resiste alla curiosità, e come un astuto giocatore di poker decide di andare al «vedo». Ecco: per chi eventualmente fosse ansioso di conoscere la risposta all’eterno dilemma, un magnate russo (figura emergente della storia contemporanea: ormai il mondo pullula di magnati russi) è in grado di fornire un’attendibile risposta. È andato al «vedo», ne ha viste di tutti i colori.
Semplice e fantasiosa come un classico di Walt Disney, profonda e allegorica come I miserabili di Hugo, la storia è raccontata a un giornale russo, la Komsomolskaia Pravda, dallo spione di un’agenzia specializzata nel soddisfare tutti i desideri, anche i più strambi, dei famosi magnati russi. È uno di questi anonimi riccastri che ad un certo punto decide di fare chiarezza sul suo prestigio e sulla sua popolarità, ricorrendo al più infantile ed elementare dei trucchi: guardare dal buco della serratura il proprio funerale. Finto. Proviamo a morire, si dice eccitato, e vediamo l’effetto che fa.
Con l’aria che tira nella Russia d’oggi, organizzare un decesso, vero o finto, è l’ultimo dei problemi. Se ne organizzano ogni giorno a ritmo sostenuto, per la verità più veri che finti. Al nostro miliardario capita di cadere sotto le pistolettate di uno spietato sicario, ovviamente interpretato da un attore. Per la cronaca, la vittima del vile agguato non muore del tutto: diciamo al novantotto per cento. In un clamore di sirene, viene così trasportato al pronto soccorso, naturalmente «noleggiato» per l’occasione. Qui, entrano in scena medici compiacenti (i magnati russi si comprano Schevchenko dalla sera alla mattina, figuriamoci se hanno problemi a noleggiare qualche medico del pronto soccorso). Con l’aria costernata e contrita, l’équipe convoca la moglie del magnate – trattandosi della moglie di un magnate russo, inevitabilmente bellissima – e con parole adeguate l’avverte di prepararsi a diventare vedova. Suo marito è in coma irreversibile, spiegano: decida lei se vuole staccare la spina.
È a questo punto che il curiosissimo miliardario ottiene la prima risposta cercata: senza nemmeno piangere tantissimo, in pochi minuti la sua signora prende la tremenda decisione, non proprio quella sperata da lui. Avanti, stacchiamo. E non è finita qui. Nel giro di mezz’ora, la povera salma si trova al capezzale il migliore amico, nonché socio in affari: dal trasporto con cui il tizio manifesta cordoglio alla vedova, il finto defunto non può esimersi dal capire che i due sono chiaramente amanti, alla faccia sua e del suo incalcolabile patrimonio. Scena tristissima. Da come sta messa la situazione, da come s’è scavato la fossa, il magnate non può nemmeno aggrapparsi alla fatidica frase degli uomini smarriti davanti a certe notizie indigeste, quella che lui stesso avrebbe detto prima del decesso di fronte a qualche chiacchiera sulla fedeltà di sua moglie: non ci credo neanche morto.
Poi si sa com’è la vita quando deve rivelare i suoi segreti: non bada a spese, non risparmia sulle brutte notizie. Mentre all’ospedale vanno in frantumi un matrimonio e una società per azioni, in azienda c’è il resto. Anche il fidatissimo segretario personale partecipa al lutto, vuotando la cassaforte in un amen. Quanto ai quadri dirigenziali, avviano subito trattative con la concorrenza per passare pure loro a miglior vita.
Due giorni. Bastano due giorni per avere tutte le risposte necessarie. Parlandone da vivo, l’amatissimo magnate è praticamente circondato da un branco di avidissime iene. Anche in questo caso, confermata la regola: uno non fa neppure in tempo a morire, che già si spartiscono la memoria. Quando aleggiano certe fortune, dietro le lacrime non si nasconde il dolore per un vuoto incolmabile, ma la commozione per una felicità improvvisa. Non sempre: solo molto spesso.
Da qui un’altra eterna domanda, anch’essa sempre incombente sui destini dell’uomo: meglio conoscere la verità, oppure meglio andare avanti nella grande recita dell’esistenza, almeno finché dura, almeno finché gratifica? Vai a sapere. C’è tutto il partito dell’occhio non vede e cuore non duole, con le sue buone ragioni. Ma il magnate moscovita, tanto amato quanto morto, non è di questa corrente: per amara che sia, confessa convinto, preferisce comunque la verità. Non è pentito, rifarebbe tutto. Rimetterebbe in piedi la plateale e rovinosa rappresentazione del suo trapasso, andrebbe sereno incontro alle brutte notizie, pur di togliere il velo alle subdole ipocrisie che allietavano la sua esistenza. Bravo, ma lento. Quanta vanità, quanta presunzione gli facevano pensare d’essere un amatissimo padreterno? Con una dose minima di sapienza, sarebbe riuscito persino ad evitare le ingenti spese del finto funerale. Per avere certe risposte non è necessario affacciarsi ad occhi chiusi sulla morte: basta affacciarsi ad occhi aperti sulla vita.

Cristiano Gatti

Il Giornale

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Bambole supertrash: lei è incinta e fuma, lui beve solo birra

Category : Mondo

IN PRINCIPIO furono le Bratz, le cattive ragazze tendenza Britney Spears, bambole palpitanti e irriverenti che tre anni fa fecero impazzire le ragazzine della Mtv generation. La Barbie fu vittima di una violenta crisi depressiva, nulla potè il suo più sfarzoso abito da sposa in candido tulle contro un guardaroba pazzesco fatto di abiti trendy, accessori cool e facce da schiaffi coperte di makeup. A distanza di tre anni, la stagione è matura per il passo successivo. La coppia felice di un tempo, Barbie e Ken, si è dissolta e trasfigurata secondo la sensibilità dei tempi. E dalle sue ceneri ne è nata un’altra, ben più realistica: Turleen e Jerwayne jr, molto politicamente scorretti.

A qualche genitore faranno impressione, ma non si può non provare simpatia per una bambola bionda che sembra la Olivia Newton-John di Grease, invecchiata: bigodini in testa, capelli platino, giubbino di pelle nero, pantaloni a vita bassa e – non fanno così anche le star? – pancione bene in vista. Sorpresa: premi l’ombelico e Turleen parla. Non perle di saggezza, non a caso il nome per esteso della bambola è Trash Talkin’ Turleen. Una in dolce attesa, pancia di fuori, sigaretta fra le labbra scarlatte di rossetto, occhio assassino truccato pesantemente, che cosa potrebbe dire se non “Povera me, sono incinta… Adesso dovrò bere per due”. Dove per bere non s’intende, è chiaro, un litro d’acqua oligominerale al giorno per fare plin-plin.

Della figliola, si conoscono anche alcune note biografiche, ragazza madre con sette figli e uno in arrivo, fa la modella dopo alcuni imprecisati quanto sospetti mestieri. Ha anche un’amica – un’altra bambola della serie – “concepita in una stazione di benzina, nata nel retro di una station wagon”. Questa qui indossa shorts, top a quadretti, stivali texani rossi. Anche lei gran fisico, trecce bionde e sigaretta in bocca.

A Turleen il destino ha offerto in sorte un debutto di prestigio: è stata “ospite” del Tonight Show di Jay Leno, trampolino che agli occhi delle ragazzine americane l’ha resa una star. “E’ nato tutto per scherzo, volevamo fare una parodia dello stereotipo americano – spiega il creatore, Daniel Gibby – poi ci siamo resi conto che poteva trasformarsi in un bell’affare. Siamo andati avanti”.

Così, è arrivato il maschietto della serie. Jerwayne jr. Cafone doc. Capelli rossicci corti davanti e lunghi dietro, orecchino, jeans al ginocchio e canotta d’ordinanza, tatuaggio al braccio e lattina di birra sempre in pugno. Gli manca pure un dente. Chissà, col suo garbo, che cosa avrà detto Turleen quando l’ha visto la prima volta…

La Repubblica

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

E’ brutta, aspirante fidanzato la denuncia

Category : Vita di coppia

Il sergente Domenico Zumbo pensa di aver coronato il suo sogno: una ragazza così bella, come dimostrano le foto da modella che lei regolarmente invia, non l’aveva mai trovata. Lui è militare a Livorno, lei vive nel Sassarese. La storia a distanza dura finché al primo appuntamento l’uomo scopre che la modella, in realtà in sovrappeso, sfiora al massimo il metro e mezzo. La donna è stata denunciata per truffa.

Bionda, occhi chiari e un corpo statuario. Così si presenta in foto Elisa, 34 anni di Chiaramonti, un centro in provincia di Sassari, al sergente calabrese Domenico Zumbo, 33 anni, originario di Pellaro e di stanza a Livorno. Peccato che la splendida Elisa, come l’aspirante modella si fa chiamare, sia invece Annalisa, un tipo decisamente mediterraneo: qualche chilo in più e alta non proprio come una valchiria.

Domenico Zumbo l’ha denuncia per truffa, accusandola di avergli carpito con l’inganno 25mila euro tra soldi, regali e il denaro per raggiungere la Sardegna per incontri (ed ora si capisce il perché) più volte rimandati.

I due si conoscono per caso nel giugno 2001, complice l’assenza di un commilitone di Domenico: non avendolo trovato, Annalisa si trattiene piacevolmente con il sergente calabrese. Nasce così una reciproca simpatia. Come non innamorarsi alla vista di questa bellezza mozzafiato, pensa il militare. L’uomo arriva a progettare un futuro comune con la presunta modella.

Regali costosi e denaro partono periodicamente da Livorno per Sassari, dove la ragazza dice di abitare, in via Angioy al numero 3. Per tre o quattro volte i due si danno anche appuntamenti, incontri che, però, saltano sempre all’ultimo minuto. “Non mi sento ancora pronta”, si giustifica lei. Fino al giorno in cui, nel giugno 2002, il sergente conosce la vera Elisa, cioè Annalisa che vive a Chiaramonti e soprattutto non fa la modella.

“E’ stata una cura ormonale”, cerca di giustificarsi la donna dalle fattezze non proprio classiche.

L’uomo la denuncia alla Procura a Sassari per truffa. Il legale di Annalisa sostiene che il giovane volontariamente le inviava i regali e il denaro. La donna, fa sapere il suo avvocato, ha comunque sottoscritto un impegno formale per restituire all’innamorato deluso la somma richiesta. La prossima udienza è fissata per il 12 dicembre.

TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Onanista in auto si scontra con bus

Category : Sesso, Trasporti

Un automobilista slovacco si è schiantato contro un bus. Dai soccorritori è stato trovato privo di sensi, seminudo e con una pompa pneumatica sul pene. Il 42enne, alla guida di una vecchia Citroen nella città di Levice, aveva ignorato un segnale di precedenza. Il perché è stato subito spiegato. “E’ molto probabile che si stesse masturbando mentre guidava, stiamo indagando”, ha detto un allibito agente di polizia.

Al 42enne è stata fatale la voglia di fare sesso, almeno quello da onanista. Evidentemente distratto, non ha visto il segnale di precedenza: inevitabile l’impatto con il bus.

“Dopo l’incidente è stato trovato riverso sul sedile con i pantaloni giù e la pompa pneumatica attaccata al pene”, ha detto alla agenzia di stampa Reuters l’agente di polizia Peter Polak. L’uomo è stato condotto all’ospedale con ferite alla testa.

TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Insegnante usa alfabeto “sessuale”

Category : Scuola, Sesso

Quando hanno visto la dispensa inviata da una scuola elementare dello stato di New York, i genitori degli scolari dell’istituto non credevano ai loro occhi. Le immagini sulla copertina non lasciavano dubbi: uomini e donne impegnati in atti sessuali. Dopo le prime proteste, l’insegnante responsabile dell’imbarazzante episodio si è immediatamente scusata dicendo che si trattava di un errore tipografico involontario.

La bizarra vicenda è accaduta a Pine Tree, nello Stato di New York. La dispensa inviata dalla scuola era riservata ai genitori e non agli studenti dell’istituto elementare, che, comunque, non hanno trovato di loro gusto la copertina. Guardandola pensavano si trattasse di un corso di educazione sessuale, tanto erano esplicite le immagini che la illustravano e non di un corso di ortografia come in realtà hanno scoperto dopo, sfogliando la dispensa.

Immediate le telefonate di protesta. Così il direttore della scuola ha prima individuato l’insegnante responsabile dell’incidente e l’ha poi costretta a scusarsi direttamente con i genitori degli alunni a cui ha inviato la dispensa a “luci rosse”. La professoressa ha quindi svelato che a dare origine dell’imbarazzante vicenda è stato un errore tipografico. L’insegnante si è giustificata dicendo che nel salvataggio del documento per errore il carattere “istituzionale” da lei utilizzato si è trasformato in quello “a luci rosse”. Chissà se adesso, visti i precedenti, penseranno di affidare davvero all’imbranata insegnante un corso di educazione sessuale.

TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Squadra troppo forte: allenatore squalificato

Category : Sport

Incredibile ma vero! Nel Connecticut, negli Stati Uniti, un allenatore di una squadra di football americano è stato squalificato per aver vinto con troppi punti di scarto. 56-0 in favore del liceo Bridgeport Central contro i rivali del Basick Haigh: sei punti di troppo secondo una norma approvata dalle autorità sportive competenti che fissa in 50 il limite massimo per evitare pesanti umiliazioni ai giovani giocatori.

TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Rapina due donne e perde il telefonino, per riaverlo chiama i carabinieri: arrestato

Category : Cronaca Nera, Ladri imbranati

MILANO -Tradito dal suo cellulare e dalla sua sbadataggine. Massimo Russo, 35 anni, lo ha perso dopo aver rapinato due anziane. L’apparecchio è finito in mano a una delle vittime, poi ai carabinieri, che lo hanno subito arrestato.

Da poco scarcerato grazie alla legge sull’indulto, Russo ha minacciato due donne con un coltello nella provincia milanese. La prima, un’anziana, a Buccinasco. Le ha strappatro la borsa, portandole via 15 euro. La seconda ad Assago, a pochi chilometri di distanza. Questa volta gli è andata ancora peggio, la signora aveva con sè solo 5 euro.

Ad un certo punto si è accorto di non avere più il suo cellulare e ha chiamato il proprio numero. Il telefonino era finito nelle mani della prima vittima che prontamente lo aveva consegnato ai carabinieri. Con una trappola, al momento della chiamata, Russo è stato incastrato. All’appuntamento per la riconsegna si è trovato di fronte le forze dell’ordine. Ha anche cercato di sottrarsi alla cattura scagliandosi contro i militari, ma gli è andata male. Non solo. Il ladro dovrà rispondere anche di ricettazione: si è infatti presentato con un ciclomotore rubato.

La Repubblica

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Cerca auto parcheggiata per 7 mesi: si era scordato dove fosse

Category : Trasporti

Scordarsi per qualche istante dove si ha parcheggiato la macchina è successo più o meno a tutti. Molto più raro è dimenticarsene per mesi. Cosa invece acaduta a Eric King, un ingegnere in pensione di 57 anni residente a Milton Keynes, che per mesi ha setacciato una zona del Suffolk alla ricerca della propria auto. L’uomo non si è mai dato per vinto e ha continuato a cercare, con successo.

La polizia, imbarazzata, aveva archiviato la denuncia sotto la voce ‘auto scomparsa’. L’auto “sparita, la Ford Focus nera in realtà era parcheggiata davanti a un villino di Bury St. Edmunds. Da parte sua, il proprietario della casa pensava però che l’auto nera alla sua casa fin dallo scorso febbraio fosse del suo vicino e quest’ultimo riteneva che la Ford appartenesse all’altro, motivo per cui i due non avevano mai ritenuto di dover accennare a quel veicolo in sosta cosi’ prolungata. Dopo dieci viaggi nel Suffolk e lunghe ore di ricerca a piedi lungo le stradine del piccolo centro, finalmente King è rientrato in possesso della sua auto grazie alla denuncia di un cittadino di Blackbird Drive. Secondo il Daily Telegraph che pubblica la notizia, lo ‘smemorato’ di Milton Keynes a forza di girare in lungo e in largo per le sue ricerche è molto dimagrito.

TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Tradisce la sposa al pranzo di nozze: sorpreso con il suo migliore amico

Category : Sesso, Vita di coppia

ROMA – L’ aveva atteso all’altare, e subito dopo si era sentita giurare fedeltà per tutta la vita. Eppure, la promessa era destinata a non durare un minuto più del pranzo di nozze. Al momento del taglio della torta, infatti, ecco la sorpresa: il marito stava già infrangendo la sua promessa di fedeltà. E, nel bagno del salone del ricevimento, è stato sorpreso a fare l’amore con il suo migliore amico.

E’ accaduto a Como: la ventottenne di Varese viveva già da tre anni con il compagno di Lecco, 31 anni, in un piccolo paese verso l’hinterland Canturino. Per il pranzo di nozze avevano scelto un ristorante della Valtellina. Ottimo menu, vino squisito. Arriva il momento del tanto atteso taglio della torta, tutti attendono di brindare con gli sposi per augurare loro sempiterna felicità. La novella sposa va a farsi bella, ma sente dei sospiri provenire dalla toilette maschile. E’ un attimo. Crede di riconoscere la voce di suo marito ed è già nell’altro bagno: l’uomo che le aveva appena messo l’anello al dito la stava già tradendo. E lo faceva, appunto, con l’amico pìù caro.

Il seguito dell’infausta scoperta? Un putiferio degno di un plot cinematografico: la sposa fugge in lacrime, i due adulteri vengono fatti evacuare dal retro per evitare il linciaggio dei parenti della ragazza, arrivati appositamente dalla Sicilia per il grande evento. Di certo un outing spettacolare, quello dei due amanti travolti dall’irrefrenabile passione, perfetto, appunto, per un film inglese come In & Out.

La Repubblica

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz

Raccattapalle fa gol, l’arbitro convalida

Category : Sport

Caso senza precedenti in Brasile

Il raccattapalle, invece di passare il pallone al portiere, lo appoggia in rete e segna. E l’arbitro donna convalida. E’ successo domenica scorsa durante un incontro per la Coppa FPF, in Brasile. Santacruzense e il Clube Atletico Sorocaba si stavano sfidando quando un raccattapalle, invece di passare la palla al portiere del Sorocaba, ha pensato bene di tirare in porta. Gol valido ed è scoppiato il finimondo.

Un episodio davvero curioso e inedito allo stesso tempo: in Brasile, durante una partita di calcio, un raccattapalle ha tirato in porta e il guardalinee ha convalidato la rete. A Santa Cruz do Rio Pardo si sfidavano la Santacruzense locale e il Clube Atletico Sorocaba, che vinceva per 1-0 quando un raccattapalle, invece di passare la palla al portiere del Sorocaba, ha pensato bene di tirare in porta, come non avevano fatto fino a quel momento gli attaccanti del club locale. Il guardalinee Marco Antonio de Andrade Motta Jr., non si sa ancora se per distrazione o in malafede, ha confermato la rete all’arbitro donna, Silvia Regina de Oliveira, che ha attribuito il gol al numero 9 del Santacruzense, il centravanti Samuel de Carvalho Almeida. Il terzino Samir del Sorocaba ha protestato violentemente, facendosi espellere.

A questo punto la situazione è sfuggita di mano al direttore di gara: vari giocatori della squadra ospite hanno formato una mischia da rugby addosso al guardialinee, evidentemente convinti della malafede dell’assistente, mentre gli altri, coadiuvati dalle riserve, hanno ingaggiato una caccia all’uomo ai danni del raccattapalle per tutto lo stadio. Sulle tribune, i tifosi non hanno voluto essere da meno e se le sono date di santa ragione. L’arbitro Silvia Regina de Oliveira, dopo 24 anni di onorato servizio, è stata sospesa dalla Federcalcio brasiliana, mentre per il guardalinee ha deciso di aspettare che venga dimesso dall’ospedale, dove si trovano anche una trentina di tifosi. Il Sorocaba ha chiesto l’annullamento e la ripetizione della partita, e la CBF ha aperto un’inchiesta sugli incidenti, anche se i filmati dell’incontro non lasciano dubbi sull’accaduto.
TgCom

VOTA E CONDIVIDI QUESTO POST: vota su Wikio vota su OKNotizie condividi su Segnalo vota su Diggita vota su Fai Informazione Facebook del.icio.us Digg Google Yahoo Buzz