Se poteste conoscere con certezza quello che vi riserva il futuro, vorreste saperlo? Una domanda che di per sé non è nuova, ma per la prima volta è stata affrontata con metodo scientifico: a studiare la questione due psicologi, che nella ricerca hanno coinvolto oltre 1.000 soggetti.

Quello che è emerso dallo studio è che in generale le persone non desiderano conoscere il futuro: questo è particolarmente vero in caso di eventi negativi (quali ad esempio morte o divorzio), di cui preferiscono rimanere ignare tra l’85% e il 90% delle persone. Ma la cosa è vera anche per gli eventi positivi, anche se in questo caso i dati raccolti creano più incertezza, e la forbice va dal 40% al 70% di persone che preferirebbero non conoscere eventi positivi futuri.  La spiegazione, secondo i ricercatori, sarebbe da collegare al fatto che le persone tenderebbero a voler evitare emozioni negative anticipate, legate ad un evento futuro negativo oppure uno positivo ma che non è esattamente quello sperato.

L’ignoranza è generalmente considerata uno stato mentale indesiderato, e il concetto di ‘ignoranza volontaria’ può lasciare perplessi. Eppure le persone non sempre vogliono sapere, e questo si esprime sotto forma di mancanza di curiosità, cosa che va in contrasto con le teorie che postulano una generale necessità per le certezze e l’avversione all’ambiguità”, spiegano i ricercatori nello studio.

Lo studio dunque mette in dubbio alcune delle basi delle teorie psicologiche sociali che molti consideravano consolidate, e potrebbe avere importanti e interessanti ripercussioni in molti campi, dalla psicologia all’economia.

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Ricerca: le persone non vogliono conoscere il futuro, anche se è buono.