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Tenta la traversata dell’atlantico a remi: affonda dopo un miglio

“Ci vediamo tra cinque mesi dall’altra parte dell’Atlantico”, aveva detto, ed era montato sulla sua barca a remi cominciando a vogare. Alex Bellini, fotografo 26enne, un montanaro dell’Aprica, è stato salvato dopo cinque ore di lotta contro il mare, senza essere riuscito a superare nemmeno la diga foranea del porto di Genova. Ma lui non si arrende: “Il primo giorno utile ripartirò per l’Atlantico”. La meta del giovane è la Guyana francese.


“Non ho una grande familiarità con l’elemento mare – aveva confessato Bellini alla partenza – ma provo un buon feeling e mi sento tranquillo”. E a nulla erano valsi i consigli dei marinai veri, che nel porto di Genova lo avevano messo in guardia: il mare domenica a mezzogiorno era già grosso, e nessuno dei vecchi lupi di mare sotto la lanterna avrebbe scommesso un centesimo su di lui.

Perché attraversare anche il Mediterraneo proprio in autunno, nel periodo in cui le perturbazioni si susseguono sempre più frequenti e proprio in senso opposto alla rotta del giovane, da tutti era considerata fin dall’inizio una pazzia. Sarebbe stato molto più facile partire direttamente dalle sponde atlantiche, in modo da beneficiare degli Alisei. E invece Bellini, testardo, ha risposto che “voglio partire da casa mia. E siccome ad Aprica non c’è il mare ho scelto Genova, dove sono stato accolto molto bene”.

E a chi ancora lo sconsigliava facendogli vedere i nuvoloni neri che si addensavano sopra il mar Ligure, il giovane montanaro ha fatto notare che “non sono mica scemo, so quello che faccio”. E così, confortato dallo striscione “Aprica ti saluta” e dagli applausi di una nutrita schiera di compaesani giunti a vedere la partenza, Bellini si è messo in barca e ha cominciato a remare.

Cinque ore dopo, alle 18.30, senza essere riuscito a guadagnare neppure un miglio, Bellini ha chiamato via radio la Guardia costiera: “Potete tirarmi fuori di qui? Vento contrario e risacca sulla diga foranea mi tengono inchiodato, avrei bisogno di una mano per arrivare al largo”. Secca la risposta dei militari della capitaneria di porto: “Guarda che noi le persone le salviamo, non le mettiamo nei guai. C’e’ un avviso di burrasca forza sette per domani: se vuoi che interveniamo, ti riportiamo a casa”.

E così Bellini ha gettato la spugna e, bagnato fradicio, e stato riportato in porto da una motovedetta. Ma lui non si arrende: “Il primo giorno utile ripartirò per l’Atlantico. La mia è stata solo una scelta di sicurezza, stava venendo buio e non riuscivo a staccarmi dalla diga foranea. Avrei dovuto vogare tutta la notte contro mare. Ho pensato che l’operazione di rimorchio sarebbe stata più semplice con la luce”.

Per Bellini, insomma, ormai non esiste altro che il suo obiettivo: raggiungere la Guyana francese con una barca di otto quintali di peso per sette metri e mezzo di lunghezza, per stabilire il record della prima traversata in solitario a remi dell’oceano Atlantico. Ottomila e cento chilometri senza barca di supporto: secondo l’allenatore del giovane, l’oro olimpionico di canoa a Seul Gianluca Farina, per farcela il giovane dell’Aprica deve dare due milioni di colpi di remi in 150 giorni di traversata, con un impegno di 12-14 ore di voga al giorno non continuative. Ce la farà?

http://www.tgcom.it/cronaca/articoli/articolo223986.shtml

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