Archive for December, 2006

Dec 28 2006

Finge sequestro per non lavorare

Published by news under Cronaca Nera, Mondo

Le bugie hanno le gambe corte. Così la messinscena di una tedesca, che si è inventata un sequestro per non andare al lavoro, è stata facilmente smascherata dalla polizia. Dopo ore di ricerca nella cittadina bavarese di Straubing, gli agenti hanno trovato la donna illesa. “Non volevo andare a lavoro - ha poi confessato la giovane - dovevo 25 euro a un collega, ma non li avevo”. Ora deve sborsare mille euro di multa.

La ragazza, 21 anni, ha allertato i genitori con un sms il 23 dicembre. “Sono stata rapita”, diceva nel messaggio. La coppia, spaventata, ha subito avvertito la polizia, che ha battuto a tappeto tutta la zona, nel cuore della Baviera.

Dopo neanche 24 ore di ricerche, la giovane è stata trovata illesa, mentre non è emersa traccia del sequestratore. Che infatti non esisteva. La giovane ha poi confessato di essersi inventata il sequestro perché non voleva andare a lavoro, un fast food della cittadina.

“Dovevo rendere 25 euro a un collega che me li aveva imprestati, ma non li avevo”, si è giustificata. Ora, quasi come un contrappasso, dovrà sborsare mille euro di multa.

TgCom

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Dec 27 2006

Babbi appesi, c’è un commando che li libera

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BERGAMO - Dopo i nanetti che popolano i giardini delle villette, adesso è il turno dei Babbi Natale appesi alle finestre. È infatti nato nella Bergamasca il nuovissimo «Movimento di liberazione dei Babbi Natale da terrazzo», proprio sull’imitazione del Movimento che riguarda i nani da giardino, da tempo attivo in Francia, ma anche in Italia.
BLITZ NOTTURNI - Nei giorni scorsi i «liberatori» sono entrati in diverse proprietà del paese di Terno d’Isola, hanno rubato quindici dei diffusissimi pupazzi vestiti di rosso che simulano la scalata e finestre e balconi, per poi «liberarli» in un parco in periferia. E alla fine, al pari di ogni gruppo clandestino, hanno emesso il loro bravo comunicato di rivendicazione, lasciandolo sul balcone del derubato. «Sei stato colpito dal M.l.B.N.t. - si legge nel documento - e il Babbo Natale che avevi legato ora è libero e felice. Noi membri del movimento vogliamo che cessi la moda di appendere il Babbo Natale ai terrazzi, perchè lui è uno spirito libero che visita le case delle persone buone. Nessuno può legarlo al terrazzo obbligandolo a fare visita alla propria abitazione. Babbo Natale compare dalle nostre parti solo nella notte di Natale, la sua casa è in Lapponia e non vive ai terrazzi o alle finestre dove sembra un impiccato».
NEL BOSCHETTO - Ma visto che i «liberatori» non sono senza cuore, hanno lasciato un’indicazione finale: «Se vuoi riavere il tuo Babbo Natale, vai nel boschetto, quello vicino alla ferrovia, dove potrai trovarlo». Firmato: Babbi Natale Free. E infatti quindici pupazzi sono stati trovati sistemati su un albero. In paese la cosa è presa con divertimento, ma non da tutti: alcuni dei derubati (che si sono trovati anche cancellate e inferriate danneggiate) hanno presentato denuncia ai carabinieri.
BABBI E NANETTI - Il Malag, il Movimento autonomo per la liberazione delle anime da giardino, il gruppo che ha lanciato in Italia la campagna per la liberazione dei nanetti, ha già precisato di non avere un ruolo nella vicenda. Anzi: dal proprio sito Internet fa sapere che, pur avendo ricevuto diverse richieste di intervento, queste sono state tutte declinate. «Prima di tutto - si legge in un comunicato dei giorni scorsi - perchè il Movimento vuol liberare i nanetti ed ogni altro essere è una distrazione dalla battaglia principale. Secondo perchè comunque non si tratta di un essere del bosco. Terzo perchè voglio vedere chi c’ha il coraggio di arrampicarsi su un balcone fino al 2° piano in pieno centro…». Ma quel coraggio, qualcuno, evidentemente lo ha avuto e nel paesino bergamasco la caccia ai «vendicatori» dei Santa Claus continua.

Corriere.it

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Dec 18 2006

Abeti che puzzano a prova di furto

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Per arginare il fenomeno, dilagante, del furto di abeti nei giardini pubblici o nei parchi, diverse autorità locali degli Stati Uniti sono ricorse a mezzi estremi: ed ecco allora alberi di Natale che puzzano di pipì oppure odorano come un puzzola in calore, o che vengono addirittura dipinti con vernice fluorescente rosa shocking, che scompare dopo un mese. Insomma abeti natalizi a prova di furto.

Per fare qualche esempio: l’università del Nebraska, a Lincoln, cosparge di urina i propri abeti: nel freddo invernale le conseguenze sono irrilevanti, ma l’odore diventa pestilenziale se l’albero di Natale rubato finisce all’interno di un caldo appartamento. E’ invece la Washington State University, a Pullman, ad utilizzare una sostanza oleosa ricavata dalle puzzole per scoraggiare i ladri, mentre la Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York, ha dipinto di rosa gli abeti del campus. Con una innocua sostanza fluorescente, che dopo un mese scompare se l’albero ha tutte le sue radici.

TgCom

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Dec 15 2006

Consultavano maga prima di rapine

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Entravano in azione soltanto dopo il parere positivo della loro maga di fiducia. Era questa la prassi, sospesa tra crimine e superstizione, di una banda formata da tre rapinatori arrestati dopo l’ultimo colpo in una banca di Russi, a Ravenna. La banda ha messo a segno diverse rapine tra Bologna, Ravenna e Imola e tutte nelle banche indicate dalla sedicente maga. La donna è indagata per favoreggiamento.

Le indagini, con pedinamenti e intercettazioni, si sono concentrate su un incensurato 34enne lucano residente a Castel Bolognese (Ravenna), e sugli spostamenti che faceva in compagnia di due amici campani: Crescenzo Verde, 33enne, e Paolo Monaco, 42 anni, con precedenti. L’obiettivo degli spostamenti era trovare l’istituto che piacesse alla maga, che basava i suoi responsi sui colori delle insegne nelle vicinanze delle banche, o sull’abbigliamento dei componenti della banda.

Proprio per colpa della maglietta beige indossata da uno dei rapinatori è saltato il colpo previsto per mercoledì.Gli arresti sono avvenuti in seguito ad una rapina ai danni di una filiale Antonveneta a Russi che ha fruttato 2.300 euro. In carcere anche la fattucchiera, una 20enne bulgara, compagna di uno dei rapinatori accusata di favoreggiamento. I tre avevano cutter, calze e cappellini che li collegherebbero ad una serie di rapine avvenute da settembre a oggi fra il bolognese e il ravennate. Per questi reati e sul ruolo della maga nella vicenda indaga la polizia.

TgCom

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Dec 13 2006

Diventa sessuomane dopo una caduta: chiede un risarcimento milionario

LONDRA - Sembra una trovata da candid camera, due compari che vanno al bar, uno che tocca il sedere a tutte le signore e l’altro che fa cenno di non prendersela, “lo perdoni, non sta troppo bene”. Ma nel caso di Stephen Tame, 29 anni, le cose stanno diversamente. Lui, che è di East Bergholt, nel Suffolk, un incidente l’ha avuto davvero, sul lavoro. E da marito modello, timorato di Dio, s’è ritrovato sessuomane incallito e impenitente. Non ne è granché felice, men che mai lo è la moglie. Infatti il poveretto ha chiesto un cospicuo risarcimento alla ditta per la quale lavorava, sia per il danno fisico e psicologico subìto, sia per il danno morale di un matrimonio andato - inevitabilmente - in frantumi. In totale, 4 milioni e mezzo di euro.

E’ accaduto nel 2001, all’epoca dei fatti Tame aveva 24 anni, era sposato da otto mesi e lavorava in un magazzino di biciclette. Cadde da un’impalcatura, e batté la testa. Un trauma violento, che lo costrinse a due anni di terapie e a un lungo ricovero per problemi fisici e neurologici. E per una mutazione del comportamento: “sexual disinhibition”, scrivono i sanitari che lo hanno in cura. Di fatto, un appetito sessuale incontrollato, la frequentazione di prostitute, tradimenti ripetuti ai danni della moglie, quest’ultima, a sua volta, oggetto di pretese inopportune avanzate di continuo dall’insaziabile e trasfigurato consorte.

La poveretta, Sarah, oggi 30enne, non ha potuto che separarsi dal marito, e riparare presso alcuni parenti a Basildon, nell’Essex. “Questa vicenda ha rappresentato uno stress insopportabile per il nostro matrimonio - ha raccontano la donna al Daily Mail - spero di poter tornare a vivere insieme a lui, ma sinceramente non riesco a immaginare come potrà essere il nostro futuro. Al momento, il comportamento di Stephen rende impossibile qualsiasi tipo di riconciliazione”.

Ora Stephen, con in mano proprio il certificato medico nel quale si parla di “disinibizione sessuale”, si è rivolto a una corte inglese per chiedere di essere risarcito. Sul banco degli imputati, la Professional Cycling Marketing di Wickford, Essex, alla quale l’ex dipendente chiede la lauta somma oltre a 130 mila euro all’anno per la separazione dalla moglie.

Lo scorso settembre, una corte inglese ha riconosciuto la legittimità del caso. Adesso spetta al giudice, Michael Harris dell’Alta Corte di Londra, stabilire l’eventuale cifra per la compensazione.

(13 dicembre 2006)

Repubblica.it

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Dec 07 2006

Niente multa se mi fate un rap

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PHOENIX (Usa) - Li ha beccati a gettare rifiuti dalla loro auto. Ma quando i due giovani sono scesi dalla macchina, l’agente di polizia li ha sorpresi con una proposta un po’ bizzarra: «Non vi faccio la multa se tutti e due cantate un piccolo rap sull’immondizia. Davanti alla telecamera». E così i due ragazzi di colore, un po’ perplessi, hanno improvvisato qualche strofa per evitare l’ammenda. Solo che il video (guarda) è stato trasmesso su una tv via cavo locale, suscitando le reazioni e le proteste della comunità nera e del sindaco.

LA VICENDA - È accaduto a Tempe, in Arizona. L’agente di polizia è anche co-produttore di un ‘Reality Show’ sugli interventi delle forze dell’ordinenelle strade. Così, quando si è imbattuto nei due giovani che lanciavano rifiuti dal finestrino, ha avuto l’idea di realizzare un filmato un po’ stile candid camera. «Sapete quanto costa gettare rifiuti in strada? 500 dollari», ha detto il poliziotto, bianco, ai due giovani. «Ma niente ammenda se tutti e due cantate un piccolo rap sull’immondizia. Ok?», ha aggiunto l’agente davanti a un suo collega, che riprendeva il tutto. I giovani si sono allora esibiti, ridendo, in un rap sul tema «Mi hanno arrestato perché ho gettato della carta». Alla fine il poliziotto, divertito, ha concluso: «Sapete perché ho sempre ragione? Perché ho un distinitivo e un’arma. È cosi che funziona, no?».
REAZIONI - «Se fosse successo a due giovani studenti bianchi, dubito che il poliziotto avrebbe scelto questo sistema», ha commentato il reverendo Oscar Tillman, responsabile per Phoenix della Associazione per i diritti civili dei neri (Naacp). «Questo video è assolutamente inaccettabile, presento le
mie scuse a tutti», ha detto invece il sindaco della cittadina Hugh Hallman.

INDAGINE - La scena, ripresa in agosto, e stata trasmessa dal ‘Reality’ della tv locale in novembre, fino alla settimana scorsa. Ora la trasmissione è stata sospesa - ha annunciato il rappresentante della Naacp - e la polizia ha disposto un’inchiesta interna.

Corriere.it

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Dec 06 2006

Usa, “flatulenze a bordo”: atterraggio d’emergenza

Published by news under Trasporti

NASHVILLE - Atterraggio d’emergenza per flatulenza a bordo. E’ successo negli Stati Uniti, dove un aereo dell’American Airlines è stato fatto atterrare all’improvviso, ieri, dopo che una passeggera aveva acceso un fiammifero per “nascondere” l’odore di una flatulenza.

Il volo in rotta verso Dallas è stato dirottato a Nashville, in Tennessee, in pieno allarme: diversi passeggeri hanno avvertito, preoccupati, gli assistenti di volo di sentire a bordo un forte odore di zolfo, dal cerino bruciato.

Tutti i 99 passeggeri a bordo e i membri dell’equipaggio sono stati fatti scendere dall’aereo, i bagagli scaricati ed ispezionati.

La Repubblica
Poi gli interrogatori degli agenti dell’Fbi e l’inattesa confessione. Una passeggera ha ammesso di essere stata lei ad accendere il fiammifero, nel tentativo di camuffare il cattivo odore. La donna, ha riferito una portavoce dell’aeroporto internazionale di Nashville, ha detto di avere una malattia che le provoca gli spiacevoli sintomi, senza specificare quale.

Il volo è ripartito senza incidenti, ma la donna non è stata fatta risalire a bordo. Contro di lei, però, nessuna accusa.

(6 dicembre 2006)

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