Volatilità

Quando si parla di investimenti ci si focalizza spesso soprattutto sul ritorno che l’investimento stesso offre. Eppure, il rendimento atteso significa poco se non è affiancato da una valutazione della volatilità.  La volatilità indica il grado di “variabilità” dei  risultati effettivi rispetto alla media, e quindi esprime il grado di “certezza” con cui quei rendimenti vengono raggiunti (e quindi esprime il rischio insito nell’investimento).


Tipicamente, la volatilità è misurata attraverso la deviazione standard dei rendimenti in uno specifico arco di tempo (es. un anno). Chiaramente, la misura è fatta sulla base del passato, di serie storiche, per il quali i dati sono disponibili.

Ad esempio, se un titolo rende, in un periodo di tempo determinato, costantemente il 2% in ogni sottoperiodo, la deviazione standard sarà pari a zero. Va sottolineato che una volatilità maggiore di zero non richiede che siano presenti valori negativi: ad esempio, se guardiamo al grafico di due ipotetici titoli, il titolo disegnato in rosso, pur raggiungendo lo stesso valore finale e senza avere rendimenti negativi nei sotto-periodi, presenta una deviazione standard maggiore di zero.

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