Assegno bancario

L’assegno bancario è uno strumento di pagamento, in particolare un titolo di credito, tramite cui un correntista ordina alla propria banca di pagare ad un altro soggetto (o a sé stesso) una somma di denaro.


Gli assegni possono essere trasferiti ad altro beneficiario, attraverso “girata”, salvo che sull’assegno sia apposta la clausola “non trasferibile”: in questo caso, il beneficiario non può girare l’assegno a terzi, ma solamente incassarlo. Dal 2007, tutti i libretti di assegni vengono consegnati ai clienti con la clausola “non trasferibile” già prestampata, salvo esplicita richiesta del cliente. Gli assegni di importo superiore a 12.500 euro devono obbligatoriamente essere non trasferibili.

L’assegno bancario deve essere presentato per l’incasso entro 8 giorni, se pagabile nello stesso comune di emissione, oppure entro 15 giorni, se pagabile in altro comune italiano. Oltre questi termini, il pagamento avviene comunque, ma non è possibile protestarlo ed esperire l’azione cambiaria, qualora il conto non sia coperto o sia stato chiuso.

Una pratica diffusa è quella degli assegni post-datati, cioè con una data successiva a quella dell’emissione: in realtà si tratta però di un irregolarità. L’assegno post-datato viene è infatti “irregolare” (non “nullo”, come invece un assegno privo di data), e può essere incassato prima della scadenza indicata: qualunque “patto di non presentazione” è infatti nullo. Nel caso di riscossione anticipata (cioè, se la post-datazione dell’assegno diventa manifesta: in teoria, anche se le date degli assegni non sono coerenti con la loro numerazione sequenziale) però andrebbero applicate le tasse previste per le cambiali: infatti, questo uso degli assegni postdatati ha lo scopo di evitare l’utilizzo di cambiali, e del bollo del 12 per mille che queste prevedono — è considerata una forma di evasione fiscale, quindi.

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