Archive for the 'Viaggi' Category

Aug 13 2008

Turisti caricati per errore sul volo sbagliato

Published by news under Viaggi

Una famiglia di turisti inglesi ha avuto una spiacevole disavventura: infatti, a causa di un errore dell’addetto al check-in, è stata caricata sul volo sbagliato. La famiglia aveva prenotato una vacanza all-inclusive in un hotel 5 stelle nell’isola di Lanzarote, nelle Canarie, ma non si sono accorti di nulla finché il pilota non ha annunciato l’arrivo a Bodrum, nel sud della Turchia.

La famiglia (Charles Coray, la moglie Tania e la figlioletta Phoebe) si è giustificata spiegando che effettivamente sui biglietti che avevano ricevuto al check-in c’era scritto “aeroporto di Bodrum”, ma non c’erano indicazioni del fatto che si trovasse in Turchia, e pertanto avevano immaginato che fosse il nome dell’aeroporto di Lanzarote. Inoltre, appena a bordo i tre si sono addormentati.

I tre sono tornati con il primo volo a Cardiff (peraltro, salendo sullo stesso aereo), da dove erano partiti. La compagnia di viaggi, First Choice, si è impegnata a rimborsare ogni spesa addizionale sostenuta dai Corey, e ha offerto loro una vacanza ad Ibiza per sostituire quella ormai perduta a Lanzarote. L’aeroporto di Cardiff sta indagando su come sia potuto accadere l’errore, e se vi siano implicazioni in termini di sicurezza.

BBC

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Aug 05 2008

Affitta per mesi una casa non sua

Published by news under Soldi, Viaggi

Quando Carl Kopsho e Heather Peteck si sono visti arrivare lo sceriffo alla casa che avevano affittato, accusandoli di occupazione abusiva di proprietà privata, è rimasto quantomeno stupito. Solo dopo ha scoperto che l’uomo che gli aveva affittato la casa non aveva nulla a che vedere con il vero proprietario.

Kopsho alcuni mesi fa stava discutendo con un amico della sua esigenza di trovare una casa, quando con il più classico dei “non ho potuto fare a meno di sentire” si è avvicinato un uomo presentatosi come Tyrone Grain, che gli ha offereto un appartamento.

In effetti, la coppia di fidanzati ha spiegato che, ripensandoci, l’uomo aveva dei comportamenti strani, come il fatto che non avesse un telefono cellulare e chiamasse sempre lui Kopsho, o che volesse essere pagato in contanti perché, diceva, in passato con gli assegni lo avevano fregato. Ma comportamenti che, per quanto strani, non erano tali da destare sospetto. L’uomo, che si faceva pagare un affitto di 800 dollari al mese, dopo la denuncia è scomparso.

La truffa è emersa quando la polizia di Silver Springsè stata contattata dal vero proprietario, che vive a New York, che aveva sentito voci secondo quali c’erano degli estranei in casa sua.

Il vero proprietario potrebbe decidere comunque di affittare la casa alla coppia, che così forse non saranno sfrattati. Carl Kopsho commenta: “stavamo pensando di cambiare i mobili della cucina, fortunatamente non lo avevamo ancora fatto…”.

Ocala.com

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Jan 05 2008

Trovato un enorme busto di Lenin al centro dell’Antartide

Published by news under Mondo, Viaggi

Un gruppo di scienziati Norvegesi e Statiunitensi in viaggio per il polo sud, si sono imbattuti in un enorme busto di Vladimir Lenin lungo un viaggio verso il polo sud, nel così detto “Polo dell’Inaccessibilità”, perché è il punto più lontano dal mare, e si trova in oltre su un altopiano a 3.700 metri di altezza, a  878 Km dal polo. Per le sue caratteristiche, è raro che le spedizioni lo attraversino.

L’omaggio al leader della rivoluzione bolscevica risale probabilmente ad una missione dell’Unione Sovietica in Antartide alla fine degli anni 50, dove i partecipanti alla spedizione, prima di ripartire hanno lasciato il busto di Lenin, rivolto verso Mosca. Il resto del campo base sovietico è oggi sepolto dal ghiaccio, ma il busto color oro rimane visibile da diversi chilometri di distanza.

Stuff.co.nz 

[tags]antartide, lenin, polo sud, Unione Sovietica, notizie strane, notizie curiose[/tags]

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Aug 02 2007

Alcolici gratis per chi viaggia di notte

Published by news under Alcool e sbronze, Trasporti, Viaggi

Da tempo si discute di vietare la vendita di alcolici sulle autostrade: di segno completamente opposto l’iniziativa dell’L'Amtrak, compagnia ferroviaria americana, che ha iniziato una campagna promozionale durante la quale offrirà ai passeggeri che viaggiano di notte bevande alcoliche per un valore di ben 100 dollari.

Quest’iniziativa di AmTrak è un tentativo di rilanciare i lussuosi pacchetti viaggio, che un tempo erano offerti sui treni a lunga percorrenza che attraversavano gli Stati Uniti: infatti, oltre agli alcolici gratis, i treni su cui è valida la promozione sono dotati di carrozze con sale da pranzo private.
TgCom

[tags]treno, alcolici, gratis, notizie strane[/tags]

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Jul 30 2007

Scopre che la moglie lavora in un lap dance: picchia tutti i presenti

Published by news under Cronaca Nera, Viaggi

Voleva fare tornare la moglie in Romania con lui, ed era venuto in Italia a parlarle. Ma ha avuto una brutta sorpresa: la moglie lavorava sì in un lcoale in provincia di Piacenza, ma non faceva la barista come aveva detto al marito, ma la spogliarellista.

L’uomo, uno operaio romeno di 39 anni, non ha gradito la sorpresa e ha aggredito a calci, pugni e testate prima il personale del night e poi anche i carabinieri giunti sul posto a calmare la situazione.

Alla fine, il maritino deluso è stato arrestato, ed è già stato processato per l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo ha scelto di patteggiare una pena di otto mesi con la condizionale. Non si sa se abbia ancora intenzione di riportarsi la moglie in Romania, dopo la sorpresa che ha avuto.
TgCom

[tags]moglie, lap dance, rissa, notizie buffe[/tags]

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May 29 2007

Bielorussia, obbligo di preservativi per chi entra nel Paese

Published by news under Sesso, Viaggi

Regola numero uno per chi abbia intenzione di recarsi in Bielorussia: portare con se i preservativi. No, non è un invito al sesso facile, ma un obbligo del governo di Minsk. Una nuova norma, varata per la sicurezza sanitaria, prevede infatti che ai controlli al confine gli automobilisti debbano avere con sé i profilattici. Obbligatoriamente. Così è già nato un mercato sotterraneo dei “condom” nei pressi delle dogane.

Insomma, documenti, kit di primo soccorso e una scatola di preservativi. Non tutti però sono a conoscenza dei nuovi regolamenti e molti pensano si tratti di uno scherzo.

Come ad esempio monsignor Piotr Mrozik, che da Lublino si stava recando in Bielorussia a dir messa. “E’ stato davvero imbarazzante - ha spiegato il prelato - . Potete immaginare la reazione di sconcerto alla stazione di benzina, quando ho chiesto di poter comprare una scatola di preservativi”.

Ma la singolare norma bielorussa si sta già rivelando un vero e proprio business. Una nuova fonte di guadagno per venditori più o meno autorizzati di profilattici, che hanno visto inaspettatamente innalzare le loro vendite. Accanto alle tradizionali bancarelle con frutta e ortaggi, si stanno attrezzando banchetti abusivi che vendono profilattici a prezzi “concorrenziali”.

La norma finora è stata applicata solamente per chi viaggia in macchina. A coloro che invece raggiungono la Bielorussia in treno o in aereo, curiosamente non viene richiesto alcun “kit di prima precauzione sessuale”.

TgCom

[tags]Bielorussia, Minsk, preservativi, dogana, notizie strane[/tags]

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Apr 27 2007

No piangi? No party

Published by news under Mondo, Viaggi

MILANO- Avete in programma un viaggio in Giappone o una visita a Londra? Preparate i fazzoletti. Ma a farvi piangere non saranno i prezzi folli delle due città (fra le più care al mondo) bensì i «tears parties», feste ad alto tasso lacrimevole organizzate nei «crying clubs», dove (come dice la parola stessa) si va apposta per singhiozzare, da soli o in compagnia, senza badare al trucco che si scioglie o alla faccia stile tavolozza di un pittore ubriaco.

GIAPPONE, LACRIME PER TUTTI I GUSTI-Nata nella terra del Sol Levante per aiutare gli uomini d’affari orientali a superare lo stress da superlavoro, la «tear therapy» (o terapia della lacrima) ha conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi mesi, tanto che sono nati locali come il «Minnade Nako Kai» di Kyoto e il «Lachrymal Gland Club» di Sendai dove piangere in libertà, insieme agli amici o in beata solitudine, magari guardando un bel film strappalacrime in una delle stanze che si affittano per 1000 yen (l’equivalente di 6 euro). Chi, invece, preferisce un bel libro, può scegliere il lacrimevole Crying for Love at the Heart of the World, che racconta la storia d’amore di una ragazza malata di leucemia e che ha già fatto piangere più di tre milioni di giapponesi, diventando il caso letterario di tutti i tempi e contribuendo al proliferare di librerie specializzate in volumi dalla lacrima facile.

CINA, DAL «MANGIA E BEVI» AL PIANGI E BEVI- Nella vicina Cina, invece, spopola il «Nanjing Bar», dove bere e piangere allo stesso tempo. E nel caso la lacrima non arrivasse, dei vassoi di cipolle e peperoncini rossi sono pronti all’uso. In Estremo Oriente il «crying boom» è dunque diventato una vera e propria industria, con un giro d’affari milionario e un interesse trasversale, visto che le lacrime non conoscono età o condizione sociale.

LONDRA, LACRIME ALLA MODA- In Europa, invece, il trend è più modaiolo e non poteva che essere Londra la culla del «lacrimoso» fenomeno che ha rapidamente conquistato centinaia di persone. Sono, infatti, quasi 300 quelle che ogni ultimo martedì del mese si danno appuntamento al «Loss » (http://www.thelasttuesdaysociety.org/?cat=4) per celebrare miseria, malinconia e tristezza in (merito dei candelabri sparsi in ogni dove) che evoca cupa disperazione. In pratica, ci si ritrova al «Loss» per piagnucolare in santa pace sorseggiando un drink, mentre la visione di splendide ragazze (s)vestite in stile burlesque (con tanto di lacrimuccia disegnata a matita) indurrebbe a ben altri pensieri, niente affatto tristi. Ma per quelli non è serata. Spiega Victor Wynd, ideatore dei «martedì del pianto», al londinese Daily Mail:«Non sopporto le feste dove tutti devono divertirsi per forza, preferisco starmene seduto in un angolo e dare sfogo alla mia depressione. Noi inglesi siamo un popolo piuttosto malinconico,eppure cerchiamo sempre di forzare la nostra natura, ostentando una gaiezza che, in realtà, non proviamo. Queste serate vogliono perciò essere un antidoto alla ricerca ossessiva della felicità».

USA, LA «RETE» DEL PIANTO-La febbre del pianto ha contagiato rapidamente anche la rete ed è sbarcata negli Stati Uniti grazie a www.cryingwhileeating.com, sito specializzato in video e foto dove si piange mangiando (c’è pure l’indicazione del menù accanto ad ogni clip) e bisogna anche spiegare il perché, con motivazioni che vanno dal «riscaldamento della Terra» al «non essere mai stati in Sicilia», fino «all’indimenticabile fine di Titanic». Non facesse piangere, ci sarebbe quasi da ridere. Intanto, fra una lacrima e l’altra, il sito ha raggiunto punte di 12 milioni di visitatori e si può persino votare il videomessaggio lacrimoso preferito.

PIANGERE FA BENE- Ma il potere terapeutico del pianto è stato teorizzato anche dallo psicologo sperimentalista Alex Goetz: «Le lacrime hanno una grande importanza», ha spiegato lo studioso al Daily Mail, «perché segnalano che si è raggiunto un livello tale di stress da compromettere il nostro stesso benessere, quindi non si può fare altro che lasciarle scorrere»

IN ITALIA- Il piagnone, soprattutto se maschio e a maggior ragione in pubblico, imbarazza ancora parecchio. E in attesa di sdoganare il «pianto libero» anche da noi, non resta che buttarsi sui dvd strappalacrime, con una scorta di fazzoletti di carta e una scatola di biscotti al cioccolato.

Corriere.it

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Apr 14 2007

Annuncia il party via Web: casa distrutta

LONDRA - Ha avuto la brillante idea di organizzare per il giorno di Pasquetta un “web party” a casa sua visto che i suoi genitori erano assenti. Ma quando il martedi mattina i genitori sono tornati a casa, hanno trovato l’abitazione semidistrutta, sporca e con danni che superavano i 30 mila euro. Involontaria protagonista della storia la 17enne inglese Rachael Bell che lo scorso lunedi ha deciso di organizzare dal sito MySpace un party nella sua casa di Woodstone Village, a County Durham nell’Inghilterra settentrionale. Ma la sua pubblicità online è stata modificata da qualche buontempone che ha invitato la gente al party per «sfasciare la tipica casa di famiglia».

PERSONE - Al party si sono presentate oltre 200 persone che seguendo le indicazioni dell’invito sul Web hanno portato decine di litri di birra e alcool e alla fine si sono divertiti a distruggere e a rubare le cose preziose presenti in casa: alcuni ragazzi hanno anche urinato sul vestito da sposa della madre della ragazza, hanno rubato denaro e gioielli, hanno spento sigarette sulla moquette, hanno vomitato ovunque e hanno sbarrato con barricate le porte posteriori della casa per impedire ai vicini, stanchi dei rumori notturi, di entrare nell’abitazione.

POLIZIA - Inevitabile l’arrivo della polizia con conseguente fuga dei teppisti: secondo i vicini dalle 9.30 della sera davanti alla casa dei Bell sono sbarcati numerosi taxi e minibus dai quali sono scesi centinaia di ragazzi carichi di bottiglie di birra e alcool. “Sono disgustata da quello che è successo” afferma Elaine Bell, madre della giovane ragazza che ha organizzato il party. “Mi stavo sentendo male quando sono entrata in casa. Rachel ha perso la mia fiducia. Le avevo detto che non volevo nessun ragazzo in casa mentre ero fuori e soprattutto non volevo che si bevesse”

CRITICHE - I vicini hanno severamente criticato l’operato della polizia che non è intervenuto subito e che ha evitato di arrestare i teppisti quando è giunta sul luogo. Secondo la polizia molti dei teppisti che sono intervenuti alla festa hanno fatto centinaia di chilometri e non abitano nei pressi dell’abitazione della famiglia Bell. La diciassettenne ha cercato di giustificarsi affermando che al massimo si aspettava che venissero 40 persone, ma molto presto si è resa conto che le sue previsioni erano sbagliate: «Il party doveva iniziare alle 10, ma già alle nove e trenta abbiamo visto persone scendere dalle macchine. Non li abbiamo riconosciuti e abbiamo sprangato la porta, ma essi si sono arrampicati e sono entrati dalla finestra». La più triste sembra essere la madre della giovane: «La mia casa è stata violentata. Abbiamo sempre mantenuto quest’abitazione immacolata. Adesso ci sentiamo dei senza tetto. Non possiamo più vivere qui».

Corriere.it

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Mar 24 2007

Messaggio in bottiglia viaggia per 500 metri in 24 anni

Published by news under Mondo, Viaggi

Nell’ottobre 1983 tre giovani sorelle svedesi (allora di età tra i 7 e i 13 anni) hanno gettato in mare una bottiglia con dentro un loro messaggio, alla maniera dei “classici” naufraghi. Probabilmente sognavano che la bottiglia viaggiasse per il mondo e, chissà, il messaggio venisse raccolto e letto da qualche abitante di qualche paese esotico e lontano.

Ma il viaggio della bottiglia è stato tutt’altro che epico: pochi giorni fa, dopo quasi 24 anni, è stata infatti trovata in un parco a meno di 500 metri da dove era stata gettata in mare, nel piccolo paese di Stensö, da Lovisa Granberg, una studentessa di giornalismo, che ha “stappato” la bottiglia e letto il semplice messaggio - “Scrivici!” - delle (allora) bambine, ed è riuscita a ricontattarle. “E’ un po’ imbarazzante che non sia andata più lontano”, ha detto alla giornalista Viktoria Pettersson, la più giovane delle tre sorelle.

The Local (Sweden News In English)

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Apr 21 2006

Gps troppo vecchi: automobilisti nel fiume

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In Gran Bretagna è nato un nuovo tipo di business: la pesca degli automobilisti. Ogni giorno ce ne sono almeno un paio che finiscono dritti nelle acque del fiume Avon, in un paese che si chiama Brook End (che suona, ironicamente, come «fine del ruscello»). La colpa, a quanto pare, è dei navigatori satellitari montati sulle vetture che passano da quelle parti: di fronte a una strada chiusa per lavori danno l’indicazione sbagliata.
Il guado, transitabile nei periodi normali, diventa insuperabile in caso di pioggia. Gli abitanti della zona, stufi di dover intervenire continuamente, hanno deciso di farsi pagare: 25 sterline per ogni auto tirata fuori dalle acque. Poca roba, comunque, rispetto ai danni subiti dalle vetture.
Quello britannico è un caso limite, ma il problema esiste: in tutto il mondo le persone che usano il Gps per muoversi in macchina sono ormai milioni.

Hanno a disposizione sistemi sempre più sofisticati, mappe sempre più particolareggiate. Tanto che molti si lasciano guidare dal navigatore «a occhi chiusi». Ma è un errore: le cartine non sono sempre aggiornate e basta una strada chiusa per lavori o una deviazione imprevista per ritrovarsi fuori strada.

«Non mi sorprende», dice Carlo Di Giusto, giornalista di Quattroruote,
esperto di navigatori. «A me capitò una cosa simile qualche anno fa in Sicilia. Stavo per fare un salto nel buio con la mia macchina. Il problema è che le mappe non possono essere aggiornate continuamente.
È un lavoro che richiede denaro e molte persone. Bisogna percorrere milioni di chilometri, strada per strada, annotando anche i numeri civici. Gli automobilisti devono tener presente che il navigatore satellitare non è capace di apprendere da sé. Soprattutto quando c’è qualche imprevisto, come è capitato in Gran Bretagna».

Un ausilio, dunque, e non soltanto per imboccare la strada giusta. Ci sono anche i furbetti dell’autovelox: «Sono quelli che lo usano come sistema anti-contravvenzione — spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale) — perché questi marchingegni segnalano anche la presenza dei rilevatori di velocità. Noi siamo comunque favorevoli all’utilizzo delle nuove tecnologie sulle strade, anche se il miglior satellitare resta sempre quello che abbiamo sopra le spalle».

Fra gli estimatori del navigatore anche l’ex pilota di Formula 1 Jean Alesi: «Per me è diventato un’abitudine — ammette — soprattutto se devo attraversare città che non conosco. Però non si deve mai perdere il buon senso. Quando passo lungo il traforo del Monte Bianco il navigatore, che probabilmente perde il segnale, mi chiede insistentemente di tornare indietro: chiaro che non lo sto a sentire».

Non obbedisce invece per principio lo scrittore Sandro Veronesi. Nel suo ultimo romanzo ( Caos Calmo) il protagonista e la figlia si divertono a evitare una dopo l’altra le strade suggerite dal Gps. «È un gioco che faccio anche nella realtà — spiega Veronesi — perché i navigatori mi fanno un po’ pena. Sono ottusi, hanno quella voce perentoria che continua a indicarti la via giusta anche quando hai deciso di non seguire le indicazioni».

Ma i migliori giudici sono i tassisti: «È utile solo quando viaggi in luoghi che non conosci — dice Giuseppe Ierardi —. In città non serve, perché non tiene conto delle variabili del traffico e delle ore di punta. Io preferisco affidarmi all’esperienza».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/21/antonucci.shtml

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