Archive for the 'Computer' Category

Mar 25 2008

Uomo perde quasi tutti i suoi averi a causa di un falso annuncio su Internet

Published by news under Computer, Cronaca Nera, Mondo, Soldi

Immaginate di tornare a casa stanchi dopo una giornata di lavoro. E a questo punto incrociate un camion che trasporta un po’ di vostri mobili, il vostro tagliaerba e altri attrezzi da giardino. E’ quello che è successo a Robert Salisbury, di Jacksonville nell’Oregon, in USA. Salisbury ha inseguito il camion, ed è riuscito a fermarlo. Il conducente gli ha mostrato un annuncio stampato da craiglist.com, e si è rifiutato di dargli indietro le sue cose perché nell’annuncio c’era scritto che erano in regalo.

Infatti, qualcuno aveva postato su Craiglist che Salisbury doveva lasciare la zona di fretta, e tutti i suoi beni, compreso un cavallo, erano in regalo. Quando è arrivato a casa, Salisbury ha trovato una trentina di persone che rovistavano tra la sua roba: nonostante Salisbury abbia spiegato loro di essere il proprietario e che dovevano andarsene, questi hanno mostrato la stampa della pagina di craiglist e hanno rivendicato il diritto di portarsi via quello che volevano. L’uomo ha a questo punto chiamato la polizia, ma la maggior parte delle persone era già andata via quando sono arrivati.

“Quello che fa pensare, è che tutti erano convinti che siccome l’annuncio era su Internet, doveva per forza essere vero”, riflette amareggiato Salisbury.

Yahoo! News

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Dec 03 2007

Gaffe CNN: cartina con la Germania divisa

Published by news under Computer, Televisione e Spettacolo

 Clamorsa gaffe della CNN, che sul suo sito nelle ultime settimane ha mostrato una cartina dell’Europa in cui la Germania era ancora divisa in DDR e Germania Ovest. Si tratta delle cartine che la CNN usa per i grafici delle previsioni meteo in Europa.

Questo errore ha sollevato numerose proteste dalla Germania, in cui i giornali hanno fortemente polemizzato contro la televisione americana, prendendo spunto per accusare gli americani di non conoscere assolutamente il mondo al di fuori dei loro confini. Da Atlanta, sede della CNN, non c’è stato nessun commento ufficiale, anche se adesso la CNN ha corretto la mappa.

Corriere.it

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Nov 28 2007

Halo 3 ha “rubato” ai cinema il 27% degli spettatori?

Secondo alcuni esperti di marketing, il calo di incassi nel primo weekend di ottobre per i cinema americani, che hanno registrato un calo nelle vendite di biglietti del 27% rispetto all’anno scorso (uno dei peggiori risultati negli ultimi 10 anni), sarebbe da ricondurre al lancio di Halo 3. In altre parole, molti avrebbero preferito stare a casa a giocare col nuovo videogioco di Microsoft e Bungie piuttosto che andare al cinema.

Non tutti sono d’accordo con questa teoria, imputando il calo ad una serie di concause differenti, prima fra tutte la “debolezza” dei film in programmazione. E’ pur vero che l’idea che Halo 3 abbia portato via spettatori ai cinema, non è per nulla banale, dato che nelle sole prime 24 ore dal lancio Halo 3 ha incassato 170 milioni di dollari, con quasi 3 milioni di copie vendute.

TgCom

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Sep 27 2007

Ladro di computer mette la sua foto su Internet

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Workspace, azienda canadese che si occupa di informatica, si è vista rubare un computer nelle scorse settimane. Cose, purtroppo, all’ordine del giorno. Ma dopo qualche giorno, si è aperto un piccolo mistero. Infatti, dal computer rubato è stata inviata una foto su Flickr, che ritrae un uomo tatuato. L’ipotesi è che il ladro per errore abbia inviato una foto scattata con la webcam del pc al servizio di condivisone di foto.

L’azienda, comunque, mette le mani avanti:”Non siamo certi che sia lui il ladro, quello che è chiaro, però, è che quella foto arriva da un pc che ci è stato rubato e quella persona lo sta usando”.

Repubblica.it

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Jul 19 2007

Laptop per il terzo mondo utilizzati per vedere siti a luci rosse

Published by news under Computer, Scuola, Sesso

Il gruppo di bambini nigeriani che ha ricevuto da un’organizzazione umanitaria dei computer per un programma educativo ha probabilmente compreso subito qual’è uno degli aspetti più “interessanti” di Internet: il sesso.

Infatti, i computer che gli erano stati dati per imparare ad utilizzare il pc sono stati trovati dopo alcuni giorni pieni di materiale a luci rosse, con grande disappunto sia della scuola (elementare) che dell’organizzazione umanitaria.

I rappresentanti hanno comunque detto che hanno intenzione di continuare il programma di alfabetizzazione informatica, ma inseriranno dei software di filtraggio per evitare che i bambini navighino in siti porno o comunque contenuti per adulti.
Yahoo! News

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Jul 18 2007

Compra la Playstation su eBay: gli arriva un pacco con dentro 65.000 Euro

Published by news under Computer, Soldi

Alla faccia dei rischi del commercio elettronico. Di solito, uno quando compra qualcosa su eBay, ha paura che gli arrivi un pacco con dentro, anziché la Playstation, un mattone. Non va certo a pensare che invece che la Playstation, gli arrivi un pacco con dentro 65.000 Euro. Eppure, è quanto è avvenuto ad un giovane inglese, che aveva acquistato su eBay una Playstation. Il pacco avrebbe dovuto contenere la console e due giochi. Quando il ragazzo ha aperto il pacco, nella scatola c’era sì la console, ma mancavano i due giochi. In compenso c’erano la bellezza di 65.400 euro in contanti.

La famiglia del ragazzo ha avvertito subito la polizia, che sta cercando di rintracciare il proprietario del denaro. Qualora non fosse trovato entro due mesi, la famiglia potrà tenersi il “malloppo”.

eBay non ha mancato di cogliere l’occasione per farsi un po’ di pubblicità: “sappiamo che eBay è un ottimo modo per fare affari, sebbene in questo caso riconosciamo che il contenuto dell’acquisto sia alquanto insolito. Siamo a disposizione della polizia per qualsiasi indagine a riguardo», ha infatti dichiarato un portavoce.

Corriere.it

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May 24 2007

Quando un’e-mail può rovinarti la vita

Published by news under Computer, Scienza e Tecnologia

C’E’ LA STORIA di Joshua che ha conosciuto online un ragazzo, Marty, con cui ha cominciato a chattare. Avendo saputo che Marty lavora per una compagnia di assicurazioni ha curiosato sul sito web dell’azienda e - bella sorpresa - ha trovato le foto degli impiegati. Accanto a ciascuna c’è un link che invita a contattare il dipendente per informazioni e domande. Così Joshua pensa di fare un gesto carino e clicca sul link accanto alla foto di Marty. Nel messaggio scrive “Allora? Ci vieni a cena con me questo week end?”. Quindi preme ‘invia’. A sera, in chat, Joshua riceve un messaggio furioso del non ancora incontrato partner che spiega: “Il link accanto alla foto rimanda a un indirizzo comune dell’azienda: ora tutti i colleghi sanno che sono gay”. La relazione tra Joshua e Marty non è mai iniziata.

C’è poi la storia di Connie, grafica, che un giorno - il suo giorno libero - riceve dal capo una email. Le suggerisce di rimanere a casa ancora per una giornata. Connie, consapevole che le cose non andavano benissimo al lavoro, risponde educatamente. Appena dieci minuti dopo riceve una seconda email del capo. La apre e questa volta legge: “Ciao, mi aiuti? Devo trovare il modo di licenziare questa…”: invece di inviare il messaggio alla persona giusta il capo aveva semplicemente cliccato ‘rispondi’ all’email di Connie, che ha quindi appreso bruscamente del suo destino professionale. E ha risposto via email per dire che non avrebbe attraversato la città in macchina per farsi buttare fuori.

Sono solo alcune delle centinaia le storie raccolte in Send: The Essencial Guide to Email for Office and Home, il libro che David Shipley, giornalista del New York Times - e Will Scwhalbe, editore della Hyperion book - hanno dedicato ai disastri che un’email sbagliata può scatenare nelle nostre vite, sul lavoro e nel privato. Non il solito galateo dell’email, ma un vero manuale di sopravvivenza che dovrebbe impedirci di commettere tutti quegli errori che rischiamo di fare quando inviamo una email. Primo fra tutti quello di non pensare prima di cliccare sul tasto ‘invia’.

“L’email - spiega David Shipley - è un mezzo solo relativamente nuovo: da più di dieci anni fa parte della nostra quotidianità. Scriviamo e mandiamo messaggi elettronici con una frequenza e con una velocità incontrollabili. Certi errori perciò sono sempre in agguato o, addirittura, sono diventati cronici. Sono proprio quelli che mettono a rischio la nostra tranquillità”.

Ecco allora un vero decalogo dell’email perfetta: non usare l’indirizzo email aziendale per comunicazioni private; prestare grande attenzione alla parte alta del messaggio, quella che compare in automatico, che indica soggetto e destinatari e che è all’origine dei peggiori equivoci; compilare un messaggio non troppo informale e non vago - questo alleggerirà il vostro compito quando riceverete una risposta, perché indurrà un atteggiamento simile nel corrispondente. E ricordare sempre che ironia, sarcasmo e ambiguità non funzionano in questi tipo di comunicazione. Scegliete casomai un altro canale.

Qual è l’errore più frequente tra quelli analizzati dal vostro libro?
“Un messaggio dal contenuto vago, non chiaro, è forse il peggiore degli errori”, risponde Shipley.”Anche perché determina una serie di incertezze, di domande e di congetture nel destinatario che minano l’efficienza della comunicazione e, in un certo senso, paralizzano l’attività lavorativa”.

Un’email sbagliata può provocare problemi sul lavoro…
“Stiamo parlando di un problema affrontato recentemente anche dal Dipartimento di Giustizia americano che ha dovuto esprimersi sulle condizioni che giustificano il licenziamento per comportamento scorretto via email. Un’email inopportuna è costata il posto di lavoro a moltissime persone”.

Dal momento che siamo tutti a rischio, non sarebbe meglio un atteggiamento di tolleranza reciproca?
” Certo, questo è un auspicio. E’ vero comunque che la gente comincia da poco a raccontare questi episodi e a condividerli. Finora restavano per lo più nascosti, quasi un tabù”.

Quali precauzioni prendere?
“Le aziende si stanno attivando molto per educare i loro dipendenti su questi temi. Individualmente non abbiamo molta scelta: scrivere dapprima il testo come bozza. Oppure: non inserire mai il destinatario, se non all’ultimo quando si è davvero certi di voler inviare il messaggio. Solo educando noi stessi con pazienza ci mettiamo al riparo da conseguenze spiacevoli”.

Perchè continuiamo a fare gli stessi errori inviando un’email?
“Secondo gli scienziati l’email innesca nel nostro cervello uno stato di sospensione della coscienza della comunicazione. In una chiacchierata di persona o al telefono siamo sempre consapevoli dell’interazione con un altro individuo. L’email induce uno stato di disinibizione che ci fa dimenticare del contesto comunicativo. Che è poi la stessa ragione per cui moltissime liti via email hanno una durata incontrollabile”.

E che cosa comporta un atteggiamento disinvolto?
“L’errore colossale che sta alla base è di credere che un’email costituisca solo un messaggio virtuale, mentre l’email è di fatto un testo permanente, può essere rintracciato e - soprattutto - diffuso. E un solo errore può mettere in discussione tutta la nostra credibilità”.

Intanto il sito thinkbeforeyousend che gli autori di Send avevano messo in piedi per raccogliere materiale e costruire il loro libro è ormai diventato un vero e proprio “lettino dello psicanalista”, dove tutti quelli che hanno avuto gli affetti, il lavoro e la serenità stravolti da un’email sbagliata trovano uno spazio per sfogarsi e condividere un malessere davvero per niente virtuale.

Repubblica.it

[tags]email, thinkbeforeyousend, gaffe, notizie strane[/tags]

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Mar 20 2007

Pigia il tasto sbagliato e cancella 38 miliardi di dollari

Published by news under Computer, Soldi

WASHINGTON - Un momento di distrazione, fatale: ha premuto un tasto sbagliato. Un programmatore di computer ha cancellato per errore tutte le informazioni su un fondo da 38 miliardi di dollari che lo stato dell’Alaska doveva distribuire tra i suoi cittadini. Lo stesso tecnico pasticcione aveva distrutto anche le informazioni contenute sulla memoria di riserva. Quando le autorità sono andate a cercare il terzo sistema di conservazione dei dati, basato su nastro, si sono accorte che le informazioni erano non utilizzabili per un difetto tecnico di natura diversa.

200MILA DOLLARI PER RIMEDIARE ALL’ERRORE - L’Alaska distribuisce ogni anno tra i suoi residenti una parte dei suoi proventi petroliferi. Sono assegni da undicimila dollari a testa, attesi con ansia dagli abitanti dell’Alaska. Per consentire ai cittadini di non perdere l’assegno le autorità sono dovute ricorrere alla soluzione finale: l’archivio su carta (oltre 300 scatole piene di documenti) che è stato di nuovo trasferito sul computer. Ma al tecnico pasticcione è stato chiesto di tenersi alla larga dalla operazione di recupero dei dati, costata oltre 200 mila dollari in spese extra.

Corriere.it

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Apr 21 2006

Gps troppo vecchi: automobilisti nel fiume

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In Gran Bretagna è nato un nuovo tipo di business: la pesca degli automobilisti. Ogni giorno ce ne sono almeno un paio che finiscono dritti nelle acque del fiume Avon, in un paese che si chiama Brook End (che suona, ironicamente, come «fine del ruscello»). La colpa, a quanto pare, è dei navigatori satellitari montati sulle vetture che passano da quelle parti: di fronte a una strada chiusa per lavori danno l’indicazione sbagliata.
Il guado, transitabile nei periodi normali, diventa insuperabile in caso di pioggia. Gli abitanti della zona, stufi di dover intervenire continuamente, hanno deciso di farsi pagare: 25 sterline per ogni auto tirata fuori dalle acque. Poca roba, comunque, rispetto ai danni subiti dalle vetture.
Quello britannico è un caso limite, ma il problema esiste: in tutto il mondo le persone che usano il Gps per muoversi in macchina sono ormai milioni.

Hanno a disposizione sistemi sempre più sofisticati, mappe sempre più particolareggiate. Tanto che molti si lasciano guidare dal navigatore «a occhi chiusi». Ma è un errore: le cartine non sono sempre aggiornate e basta una strada chiusa per lavori o una deviazione imprevista per ritrovarsi fuori strada.

«Non mi sorprende», dice Carlo Di Giusto, giornalista di Quattroruote,
esperto di navigatori. «A me capitò una cosa simile qualche anno fa in Sicilia. Stavo per fare un salto nel buio con la mia macchina. Il problema è che le mappe non possono essere aggiornate continuamente.
È un lavoro che richiede denaro e molte persone. Bisogna percorrere milioni di chilometri, strada per strada, annotando anche i numeri civici. Gli automobilisti devono tener presente che il navigatore satellitare non è capace di apprendere da sé. Soprattutto quando c’è qualche imprevisto, come è capitato in Gran Bretagna».

Un ausilio, dunque, e non soltanto per imboccare la strada giusta. Ci sono anche i furbetti dell’autovelox: «Sono quelli che lo usano come sistema anti-contravvenzione — spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale) — perché questi marchingegni segnalano anche la presenza dei rilevatori di velocità. Noi siamo comunque favorevoli all’utilizzo delle nuove tecnologie sulle strade, anche se il miglior satellitare resta sempre quello che abbiamo sopra le spalle».

Fra gli estimatori del navigatore anche l’ex pilota di Formula 1 Jean Alesi: «Per me è diventato un’abitudine — ammette — soprattutto se devo attraversare città che non conosco. Però non si deve mai perdere il buon senso. Quando passo lungo il traforo del Monte Bianco il navigatore, che probabilmente perde il segnale, mi chiede insistentemente di tornare indietro: chiaro che non lo sto a sentire».

Non obbedisce invece per principio lo scrittore Sandro Veronesi. Nel suo ultimo romanzo ( Caos Calmo) il protagonista e la figlia si divertono a evitare una dopo l’altra le strade suggerite dal Gps. «È un gioco che faccio anche nella realtà — spiega Veronesi — perché i navigatori mi fanno un po’ pena. Sono ottusi, hanno quella voce perentoria che continua a indicarti la via giusta anche quando hai deciso di non seguire le indicazioni».

Ma i migliori giudici sono i tassisti: «È utile solo quando viaggi in luoghi che non conosci — dice Giuseppe Ierardi —. In città non serve, perché non tiene conto delle variabili del traffico e delle ore di punta. Io preferisco affidarmi all’esperienza».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/04_Aprile/21/antonucci.shtml

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Apr 19 2006

Giocare è faticoso? De-localizzate in Cina

Published by news under Computer, Mondo

(ANSA)- ROMA - 19 APR-Sono cinesi i nuovi ’schiavi’ del videogame: per scalare i livelli si possono pagare i ‘braccianti d’oro’ perche’ lo facciano al proprio posto. In Cina il governo stima che ci siano piu’ di 24 milioni di giocatori online. Questa nuova industria genera fino a 3,6 miliardi di dollari ogni anno, una vera e propria nuova economia virtuale. I ‘braccianti d’oro’ passano fino a 12 ore consecutive giocando a videogiochi come World of Warcraft in locali clandestini, costruzioni abbandonate, oppure da casa.

http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/internet/news/2006-04-18_1188688.html

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