Apparentemente, gli esseri umani fanno di tutto per rischiare il meno possibile: è un trend sociale costante quello di limitare i rischi, e cose che erano normali solo pochi anni fa sono oggi considerate pericolose e illegali. Prendete per esempio andare in bicicletta con il casco: non tanti anni fa andare in giro con il caso sarebbe sembrata una cosa strana e molti forse vi avrebbero giudicato un po’ matti. Oggi è la norma per i bambini, ma in molti paesi indossare il casco è obbligatorio anche per gli adulti. Pochi mesi fa un presentatore della BBC ha destato scandalo perché è circolata in rete una sua foto in cui era in bicicletta senza casco.

Secondo una ricerca scientifica, però, il casco comporta un inatteso effetto collaterale: incentiva l’assunzione di maggiori rischi. Il motivo è che gli esseri umani adattano il loro comportamento in base alla percezione di sicurezza. La ragione è che la propensione (o avversione) al rischio è una caratteristica dell’individuo, ed è sostanzialmente una costante: se mi faccio meno male cadendo, vuol dire che posso aumentare la velocità.

L’aspetto interessante della ricerca è però che indossare casco ed altri sistemi di protezione incentiva l’assunzione di rischi direttamente collegati ad essi, ma l’assunzione di rischi in generale: ad esempio, farebbe aumentare anche la propensione a rischi quali giocare soldi in un videogioco (che, inutile dire, non vengono certo influenzati dall’indossare un casco). Apparentemente, indossare un casco induce una sensazione inconscia di sicurezza, che incrementa quindi la disponibilità a correre rischi.

 

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