ROMA – Washington, 12.26 del pomeriggio. Luce grigia, fruscii di foglie al vento, un bimbo dice eccola lì. Dito puntato su Mei Xiang, corpo morbido adagiato a terra, occhi socchiusi, svogliati. Passano lenti i minuti. Qualcosa accade, forse. Bisogna aspettare. O cambiare finestra: ore 13.18, fiumiciattolo, tronchi secchi sul prato, ci passeggia distratto Tian Tian. [...]